This research analyzes a selection of design case studies that integrate livingness into the artifact, with the aim of understanding the roles attributed to living organisms and users, and the nature of the interactions among the various entities involved. The investigation advances within a conceptual framework encompassing posthumanism, new materialism, biophilia, and biophilic design, perspectives that have progressively decentered the human being, recognizing matter and living organisms as agents endowed with their own agency. This system also allowed clarification of the different definitions of livingness and their subsequent application in design as a relational and processual quality of the project. The research uses the annotated portfolio method, consisting of 25 case studies selected, analyzed, and compared through an interpretative matrix that crosses the role of the organism (as sensor or actuator) with that of the user (passive, active, or proactive). The objectives of the analysis are to understand how livingness is integrated into contemporary artifacts, to investigate the relational interplays between human and non-human entities, to detect recurring patterns, and to uncover areas of design opportunity in order to outline possible future trajectories. The most prominent interpretative key that emerged is that of symbiotic relationships, understood as models of living together and interdependence among various species. The concept of symbiosis enables a critical interpretation of how artifacts activate dynamics of co-care, cohabitation, or functional integration between user and organism. Finally, the research addresses the ethical dimension of employing living organisms in design, distinguishing between exploitative methods and co-design approaches grounded in reciprocity and the recognition of the agency of the living. Livingness thus appears as a material quality capable of redefining the role of design within a wider ecosystemic perspective, in a post-anthropocentric framework.

La presente ricerca analizza una selezione di casi studio di design che integrano la livingness all’interno dell’artefatto, con l’obiettivo di comprendere il ruolo attribuito agli organismi viventi, quello degli utenti e la natura delle interazioni che si instaurano tra le diverse entità coinvolte. L’indagine si sviluppa all’interno di un quadro teorico che comprende postumanesimo, nuovo materialismo, biofilia e biophilic design: prospettive che hanno progressivamente decentrato l’essere umano, riconoscendo materia e organismi viventi come attori dotati di agenzialità. Tale cornice teorica ha inoltre permesso di chiarire le diverse definizioni di livingness e la successiva applicazione nel design come qualità relazionale e processuale del progetto. La ricerca utilizza il metodo del annotated portfolio composto da 25 casi studio, selezionati, analizzati e messi a confronto attraverso una matrice interpretativa che incrocia il ruolo dell’organismo (sensoriale o attuatore) con quello dell’utente (passivo, attivo o proattivo). Gli obiettivi dell’analisi sono: comprendere come la livingness venga integrata negli artefatti contemporanei e indagare le dinamiche relazionali tra umano e non-umano; individuare pattern ricorrenti e aree di opportunità progettuale per delineare possibili traiettorie future. La chiave di lettura emersa con maggiore evidenza è quella delle relazioni simbiotiche, intese come modelli di coesistenza e interdipendenza tra specie differenti. Il concetto di simbiosi consente di interpretare criticamente le modalità con cui gli artefatti attivano dinamiche di co-cura, co-abitazione o integrazione funzionale tra utente e organismo. La ricerca affronta infine la dimensione etica dell’impiego di organismi viventi nel design, distinguendo tra pratiche di sfruttamento e pratiche di co-progettazione fondate su reciprocità e riconoscimento dell’agenzialità del vivente. La livingness emerge così come qualità del materiale capace di ridefinire il ruolo del design all’interno di un ecosistema più ampio, in una prospettiva post-antropocentrica.

Livingness as a form of interaction between humans and artifacts : an annotated portfolio exploring human-livingness relationship through case studies

Nicolini, Alessia
2024/2025

Abstract

This research analyzes a selection of design case studies that integrate livingness into the artifact, with the aim of understanding the roles attributed to living organisms and users, and the nature of the interactions among the various entities involved. The investigation advances within a conceptual framework encompassing posthumanism, new materialism, biophilia, and biophilic design, perspectives that have progressively decentered the human being, recognizing matter and living organisms as agents endowed with their own agency. This system also allowed clarification of the different definitions of livingness and their subsequent application in design as a relational and processual quality of the project. The research uses the annotated portfolio method, consisting of 25 case studies selected, analyzed, and compared through an interpretative matrix that crosses the role of the organism (as sensor or actuator) with that of the user (passive, active, or proactive). The objectives of the analysis are to understand how livingness is integrated into contemporary artifacts, to investigate the relational interplays between human and non-human entities, to detect recurring patterns, and to uncover areas of design opportunity in order to outline possible future trajectories. The most prominent interpretative key that emerged is that of symbiotic relationships, understood as models of living together and interdependence among various species. The concept of symbiosis enables a critical interpretation of how artifacts activate dynamics of co-care, cohabitation, or functional integration between user and organism. Finally, the research addresses the ethical dimension of employing living organisms in design, distinguishing between exploitative methods and co-design approaches grounded in reciprocity and the recognition of the agency of the living. Livingness thus appears as a material quality capable of redefining the role of design within a wider ecosystemic perspective, in a post-anthropocentric framework.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
La presente ricerca analizza una selezione di casi studio di design che integrano la livingness all’interno dell’artefatto, con l’obiettivo di comprendere il ruolo attribuito agli organismi viventi, quello degli utenti e la natura delle interazioni che si instaurano tra le diverse entità coinvolte. L’indagine si sviluppa all’interno di un quadro teorico che comprende postumanesimo, nuovo materialismo, biofilia e biophilic design: prospettive che hanno progressivamente decentrato l’essere umano, riconoscendo materia e organismi viventi come attori dotati di agenzialità. Tale cornice teorica ha inoltre permesso di chiarire le diverse definizioni di livingness e la successiva applicazione nel design come qualità relazionale e processuale del progetto. La ricerca utilizza il metodo del annotated portfolio composto da 25 casi studio, selezionati, analizzati e messi a confronto attraverso una matrice interpretativa che incrocia il ruolo dell’organismo (sensoriale o attuatore) con quello dell’utente (passivo, attivo o proattivo). Gli obiettivi dell’analisi sono: comprendere come la livingness venga integrata negli artefatti contemporanei e indagare le dinamiche relazionali tra umano e non-umano; individuare pattern ricorrenti e aree di opportunità progettuale per delineare possibili traiettorie future. La chiave di lettura emersa con maggiore evidenza è quella delle relazioni simbiotiche, intese come modelli di coesistenza e interdipendenza tra specie differenti. Il concetto di simbiosi consente di interpretare criticamente le modalità con cui gli artefatti attivano dinamiche di co-cura, co-abitazione o integrazione funzionale tra utente e organismo. La ricerca affronta infine la dimensione etica dell’impiego di organismi viventi nel design, distinguendo tra pratiche di sfruttamento e pratiche di co-progettazione fondate su reciprocità e riconoscimento dell’agenzialità del vivente. La livingness emerge così come qualità del materiale capace di ridefinire il ruolo del design all’interno di un ecosistema più ampio, in una prospettiva post-antropocentrica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253195