This thesis proposes a contemporary reinterpretation of the archetype of the hut as a means to rethink the relationship between humans and nature. The project is located in the Pian del Cansiglio and is conceived as a decentralized hotel composed of three small dwelling units immersed in the forest and connected by a single experiential path. The huts are not designed as simple shelters, but as threshold spaces: places of transition between interiority and landscape, between isolation and return. Through a gradual experience of disconnection, visitors are guided along a journey that privileges essentiality, silence, and meditation. The compact scale of the spaces, the absence of invasive technologies, and the respectful integration within the forest context define a temporary and conscious way of dwelling. The hut is thus reinterpreted not in a nostalgic sense, but as a minimal device capable of activating a new mode of inhabiting the territory. The project explores a different way of dwelling at the threshold: an architecture that does not dominate the landscape, but positions itself as a pause, an act of listening, and an inner experience.

La tesi propone una reinterpretazione contemporanea dell’archetipo della capanna come strumento per ripensare il rapporto tra uomo e natura. Il progetto si colloca nel contesto del Pian del Cansiglio e si configura come un albergo diffuso composto da tre piccole unità abitative immerse nel bosco, connesse da un unico percorso esperienziale. Le capanne non sono concepite come semplici rifugi, ma come spazi di soglia: luoghi di transizione tra interiorità e paesaggio, tra isolamento e ritorno. Attraverso una progressiva esperienza di disconnessione, il visitatore è accompagnato in un viaggio che privilegia essenzialità, silenzio e meditazione. La dimensione contenuta degli spazi, l’assenza di tecnologie invasive e l’inserimento rispettoso nel contesto forestale definiscono un abitare temporaneo e consapevole. La capanna viene così reinterpretata non in chiave nostalgica, ma come dispositivo minimo capace di attivare una nuova modalità di permanenza nel territorio. Il progetto indaga un modo diverso di abitare la soglia: un’architettura che non domina il paesaggio, ma si pone come pausa, come ascolto, come esperienza interiore.

Abitare la soglia. Reinterpretare l'abitare come percorso di trasformazione

Castillo Castro, Danna Iveth
2024/2025

Abstract

This thesis proposes a contemporary reinterpretation of the archetype of the hut as a means to rethink the relationship between humans and nature. The project is located in the Pian del Cansiglio and is conceived as a decentralized hotel composed of three small dwelling units immersed in the forest and connected by a single experiential path. The huts are not designed as simple shelters, but as threshold spaces: places of transition between interiority and landscape, between isolation and return. Through a gradual experience of disconnection, visitors are guided along a journey that privileges essentiality, silence, and meditation. The compact scale of the spaces, the absence of invasive technologies, and the respectful integration within the forest context define a temporary and conscious way of dwelling. The hut is thus reinterpreted not in a nostalgic sense, but as a minimal device capable of activating a new mode of inhabiting the territory. The project explores a different way of dwelling at the threshold: an architecture that does not dominate the landscape, but positions itself as a pause, an act of listening, and an inner experience.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
La tesi propone una reinterpretazione contemporanea dell’archetipo della capanna come strumento per ripensare il rapporto tra uomo e natura. Il progetto si colloca nel contesto del Pian del Cansiglio e si configura come un albergo diffuso composto da tre piccole unità abitative immerse nel bosco, connesse da un unico percorso esperienziale. Le capanne non sono concepite come semplici rifugi, ma come spazi di soglia: luoghi di transizione tra interiorità e paesaggio, tra isolamento e ritorno. Attraverso una progressiva esperienza di disconnessione, il visitatore è accompagnato in un viaggio che privilegia essenzialità, silenzio e meditazione. La dimensione contenuta degli spazi, l’assenza di tecnologie invasive e l’inserimento rispettoso nel contesto forestale definiscono un abitare temporaneo e consapevole. La capanna viene così reinterpretata non in chiave nostalgica, ma come dispositivo minimo capace di attivare una nuova modalità di permanenza nel territorio. Il progetto indaga un modo diverso di abitare la soglia: un’architettura che non domina il paesaggio, ma si pone come pausa, come ascolto, come esperienza interiore.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253303