This thesis investigates the INA-Casa neighborhood of Forte Quezzi in Genoa as an emblematic case of Italian post-war public housing, proposing a critical reinterpretation and an urban regeneration project capable of updating its founding principles. Structured in three phases, the work first reconstructs the historical context of post-war reconstruction, examining the figure of Luigi Carlo Daneri and his contribution to the definition of a settlement model deeply rooted in the site’s morphology and oriented toward the construction of an integrated urban community. The Forte Quezzi neighborhood thus emerges as an experimental and manifesto episode of modern collective housing, capable of combining residential density, landscape, and a unified urban design. The analysis of its current condition highlights the critical issues resulting from the incomplete realization of the original program, particularly the lack of services and collective spaces, as well as the transformations that have occurred over time, which have affected both urban quality and the perception of the neighborhood. Nevertheless, the architectural and typological framework still demonstrates remarkable solidity today, confirming the value of the project as a significant heritage of modern Italian architecture. Building on these considerations, a design proposal has been developed focusing on the system of open spaces and pedestrian mobility, with the aim of strengthening the community dimension and re-establishing continuity between buildings, ground, and landscape. The proposed interventions are conceived as a coherent evolution of the original layout, capable of responding to contemporary needs without compromising its identity. The thesis ultimately presents a broader reflection on the fate of twentieth-century public housing and on the possibility of transforming a modern legacy into an active resource for the contemporary city.

La presente tesi indaga il Quartiere INA-Casa di Forte Quezzi a Genova come caso emblematico dell’edilizia residenziale pubblica italiana del secondo dopoguerra, proponendone una rilettura critica e un progetto di riqualificazione urbana capace di attualizzarne i principi fondativi. Attraverso una struttura articolata in tre tempi, il lavoro ricostruisce innanzitutto il contesto storico della ricostruzione postbellica, approfondendo la figura di Luigi Carlo Daneri e il suo contributo alla definizione di un modello insediativo fortemente radicato nella morfologia del terreno e orientato alla costruzione di una comunità urbana integrata. Il quartiere di Forte Quezzi emerge così come un episodio sperimentale e manifesto dell’abitare collettivo moderno, capace di coniugare densità abitativa, paesaggio e disegno urbano unitario. L’analisi dello stato attuale mette in luce le criticità derivate dall’incompiutezza del programma originario, in particolare la mancata realizzazione di servizi e spazi collettivi e le trasformazioni avvenute nel tempo, che hanno inciso sulla qualità urbana e sulla percezione del quartiere. Tuttavia, l’impianto architettonico e tipologico dimostra ancora oggi una notevole solidità, confermando il valore del progetto come patrimonio significativo dell’architettura moderna italiana. A partire da queste considerazioni, si è sviluppata una proposta di progetto incentrata sul sistema degli spazi aperti e sulla mobilità pedonale, con l’obiettivo di rafforzare la dimensione comunitaria e ricostruire una continuità tra edifici, suolo e paesaggio. Le azioni progettuali si configurano come evoluzione coerente dell’impianto originario, capace di rispondere alle esigenze contemporanee senza snaturarne l’identità. Il lavoro si propone dunque come riflessione sul destino dell’edilizia pubblica del Novecento e sulla possibilità di trasformare un’eredità moderna in una risorsa attiva per la città contemporanea.

Interspazi: il progetto dello spazio aperto nel quartiere forte quezzi a genova

Storchi, Francesca;Di Cataldo, Veronica
2024/2025

Abstract

This thesis investigates the INA-Casa neighborhood of Forte Quezzi in Genoa as an emblematic case of Italian post-war public housing, proposing a critical reinterpretation and an urban regeneration project capable of updating its founding principles. Structured in three phases, the work first reconstructs the historical context of post-war reconstruction, examining the figure of Luigi Carlo Daneri and his contribution to the definition of a settlement model deeply rooted in the site’s morphology and oriented toward the construction of an integrated urban community. The Forte Quezzi neighborhood thus emerges as an experimental and manifesto episode of modern collective housing, capable of combining residential density, landscape, and a unified urban design. The analysis of its current condition highlights the critical issues resulting from the incomplete realization of the original program, particularly the lack of services and collective spaces, as well as the transformations that have occurred over time, which have affected both urban quality and the perception of the neighborhood. Nevertheless, the architectural and typological framework still demonstrates remarkable solidity today, confirming the value of the project as a significant heritage of modern Italian architecture. Building on these considerations, a design proposal has been developed focusing on the system of open spaces and pedestrian mobility, with the aim of strengthening the community dimension and re-establishing continuity between buildings, ground, and landscape. The proposed interventions are conceived as a coherent evolution of the original layout, capable of responding to contemporary needs without compromising its identity. The thesis ultimately presents a broader reflection on the fate of twentieth-century public housing and on the possibility of transforming a modern legacy into an active resource for the contemporary city.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
La presente tesi indaga il Quartiere INA-Casa di Forte Quezzi a Genova come caso emblematico dell’edilizia residenziale pubblica italiana del secondo dopoguerra, proponendone una rilettura critica e un progetto di riqualificazione urbana capace di attualizzarne i principi fondativi. Attraverso una struttura articolata in tre tempi, il lavoro ricostruisce innanzitutto il contesto storico della ricostruzione postbellica, approfondendo la figura di Luigi Carlo Daneri e il suo contributo alla definizione di un modello insediativo fortemente radicato nella morfologia del terreno e orientato alla costruzione di una comunità urbana integrata. Il quartiere di Forte Quezzi emerge così come un episodio sperimentale e manifesto dell’abitare collettivo moderno, capace di coniugare densità abitativa, paesaggio e disegno urbano unitario. L’analisi dello stato attuale mette in luce le criticità derivate dall’incompiutezza del programma originario, in particolare la mancata realizzazione di servizi e spazi collettivi e le trasformazioni avvenute nel tempo, che hanno inciso sulla qualità urbana e sulla percezione del quartiere. Tuttavia, l’impianto architettonico e tipologico dimostra ancora oggi una notevole solidità, confermando il valore del progetto come patrimonio significativo dell’architettura moderna italiana. A partire da queste considerazioni, si è sviluppata una proposta di progetto incentrata sul sistema degli spazi aperti e sulla mobilità pedonale, con l’obiettivo di rafforzare la dimensione comunitaria e ricostruire una continuità tra edifici, suolo e paesaggio. Le azioni progettuali si configurano come evoluzione coerente dell’impianto originario, capace di rispondere alle esigenze contemporanee senza snaturarne l’identità. Il lavoro si propone dunque come riflessione sul destino dell’edilizia pubblica del Novecento e sulla possibilità di trasformare un’eredità moderna in una risorsa attiva per la città contemporanea.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253493