The 15-Minute City (15mC) has emerged as a prominent urban framework that redefines the cities around proximity, diversity, inclusion, and sustainable mobility. While this model is often outlined as a spatial design vision, this thesis examines how it is emerging as a policy-driven framework across European urban agendas. The research discusses the concept’s background and situates it within broader theoretical and historical debates on urban proximity, highlighting its principles, influences, and key discussions. It then situates the concept within the European funding programmes, highlighting how Horizon Europe has reinforced the 15mC as both narrative and funding priority. This thesis critically examines how the 15mC model is being operationalized across Europe through city-level projects funded by the Driving Urban Transitions (DUT) partnership; an initiative under the Horizon Europe program, which serves as a central point of observation for understanding how funding instruments, objectives, and actor networks shape the model’s implementation. In doing so, it asks what happens to the 15mC once it leaves policy papers and enters the world of calls, consortia and local projects. At the same time, it reflects on how such calls and emerging funding opportunities do not only support individual projects, but actively steer planning theory and practice, framing concrete opportunities for urban planning education and master’s-level research by opening access to ongoing experiments, multi-actor consortia, and methodological frameworks that young planners can engage with and learn from. Using a comparative case study methodology, the thesis analyses two DUT-funded projects; ENHANCE and InPUT, selected from the DUT 2022 and 2023 calls and involving multiple countries across Europe and a plurality of institutions, including universities, public administrations, and NGOs. These projects directly engage with the principles of the 15mC while representing different national and urban contexts, various governance structures, and diverse approaches to implementation. Together, they capture a spectrum of strategies: from technological and infrastructural innovations to governance-oriented and community-based approaches. Drawing on project reports, policy documents, and spatial accessibility assessments, and the analysis of methodological frameworks and research approaches, the study identifies enabling conditions such as strong local governance, EU co-financing structures, and participatory stakeholder engagement. At the same time, it underscores persistent challenges, including risks of socio-spatial inequities, gentrification, uneven institutional capacities, and fragmented policy implementation, while pointing to recurrent themes and points of debate in how the 15mC is framed and operationalised. The organization of the thesis alternates between zooming in to analyze specific details and mechanisms and then stepping back to frame broader European contexts. This back-and-forth of focus and overview allows a clearer understanding of how the 15mC operates across conceptual, institutional, and practical extents. The cross-case synthesis demonstrates that although the 15mC is broadly embraced across Europe, its translation into practice remains highly contingent on local governance systems, planning traditions, and socio-spatial contexts. The thesis argues for reframing the 15mC not merely as an urban design concept but as an integrative policy framework, capable of aligning instruments, funding streams, and actor interests to drive systemic transitions toward equitable, resilient, and human-scaled cities. In conclusion, the thesis offers targeted policy recommendations for urban practitioners and European policy-makers to strengthen inclusive governance, improve adaptability across contexts, and enhance the long-term contribution of partnerships. By focusing on DUT-funded projects, this study addresses how funding frameworks actively shape research agendas, methodological tools, governance arrangements, equity outcomes, and the spatial strategies of the 15mC.

La città dei 15 minuti (15mC) è emersa come un importante quadro di riferimento per l’agenda urbana europea che ridefinisce le città in termini di prossimità, diversità, inclusione e mobilità sostenibile. Sebbene questo modello sia spesso descritto come una visione legata agli strumenti dell’urban design e alla progettazione urbana, questa tesi esamina la relazione il suo ruolo nella costruzione di un quadro di riferimento policy-driven nelle agende urbane europee. La ricerca discute le origini e lo sviluppo del concetto, collocandolo all’interno di più ampi dibattiti teorici e storici sulla prossimità urbana e mettendone in luce principi, influenze e nodi critici. Successivamente, colloca il concetto all’interno dei programmi di finanziamento europei, mostrando come Horizon Europe abbia rafforzato la città dei 15 minuti sia come narrazione, sia come priorità di finanziamento. La tesi esamina criticamente come il modello della Città dei 15 Minuti (15mC) venga operazionalizzato in Europa attraverso progetti a scala urbana finanziati dalla partnership Driving Urban Transitions (DUT), un’iniziativa del programma Horizon Europe che costituisce un punto di osservazione centrale per comprendere come strumenti di finanziamento, obiettivi e reti di attori plasmino l’implementazione del modello. Nel farlo, si chiede che cosa accade alla 15mC quando esce dai documenti di politica e entra nel mondo dei bandi, dei consorzi e dei progetti locali. Allo stesso tempo, riflette su come questi bandi e le nuove opportunità di finanziamento non solo sostengano singoli progetti, ma orientino attivamente la teoria e la pratica della pianificazione, configurando opportunità concrete per la formazione in urbanistica e per la ricerca a livello magistrale, aprendo l’accesso a esperimenti in corso, consorzi multi‑attore e quadri metodologici con cui i giovani pianificatori possono confrontarsi e da cui possono apprendere. Utilizzando una metodologia comparativa basata su casi di studio, la tesi analizza due progetti finanziati da DUT; ENHANCE e InPUT, selezionati dalle call DUT 2022 e 2023 e coinvolgenti più Paesi europei e una pluralità di istituzioni, tra cui università, amministrazioni pubbliche e ONG. Questi progetti si confrontano direttamente con i principi della città dei 15 minuti, pur rappresentando contesti nazionali e urbani diversi, varie strutture di governance e approcci differenziati all’implementazione. Insieme, essi catturano uno spettro di strategie: dalle innovazioni tecnologiche e infrastrutturali agli approcci orientati alla governance e basati sulla comunità. Basandosi su relazioni di progetto, documenti di policy, valutazioni dell’accessibilità spaziale e sull’analisi dei quadri metodologici e degli approcci di ricerca, lo studio identifica condizioni abilitanti quali una forte governance locale, strutture di cofinanziamento dell’UE e il coinvolgimento partecipativo degli stakeholder. Allo stesso tempo, mette in evidenza sfide persistenti, tra cui rischi di disuguaglianze socio-spaziali, gentrificazione, capacità istituzionali disomogenee e un’attuazione frammentaria delle politiche, oltre a ricorrenze e punti di frizione nel modo in cui la città dei 15 minuti viene inquadrata e operazionalizzata nel dibattito. L’organizzazione della tesi alterna momenti di approfondimento su dettagli e meccanismi specifici a passaggi in cui vengono ricostruiti contesti europei più ampi. Questo alternarsi di fuoco ravvicinato e sguardo d’insieme consente una comprensione più chiara di come la città dei 15 minuti operi su piani concettuali, istituzionali e pratici. La sintesi comparativa dei casi mostra che, sebbene la città dei 15 minuti sia ampiamente accolta in Europa, la sua traduzione nella pratica rimane fortemente dipendente dai sistemi di governance locale, dalle tradizioni di pianificazione e dai contesti socio-spaziali. La tesi sostiene la necessità di riconfigurare la città dei 15 minuti non solo come concetto di progettazione urbana, ma come quadro politico integrato, capace di allineare strumenti, flussi di finanziamento e interessi degli attori per guidare transizioni sistemiche verso città eque, resilienti e a misura d’uomo. In conclusione, la tesi offre raccomandazioni mirate per i professionisti urbani e i decisori europei al fine di rafforzare la governance inclusiva, migliorare l’adattabilità nei diversi contesti e potenziare il contributo di lungo periodo delle partnership. Concentrandosi sui progetti finanziati dal DUT, questo studio mostra come i quadri di finanziamento modellino attivamente le agende di ricerca, gli strumenti metodologici, gli assetti di governance, gli esiti in termini di equità e le strategie spaziali della città dei 15 minuti.

Implementing the 15-minute city model: how european funding and multi actor collaboration shape urban policies and research agendas

Singh, Mudita
2025/2026

Abstract

The 15-Minute City (15mC) has emerged as a prominent urban framework that redefines the cities around proximity, diversity, inclusion, and sustainable mobility. While this model is often outlined as a spatial design vision, this thesis examines how it is emerging as a policy-driven framework across European urban agendas. The research discusses the concept’s background and situates it within broader theoretical and historical debates on urban proximity, highlighting its principles, influences, and key discussions. It then situates the concept within the European funding programmes, highlighting how Horizon Europe has reinforced the 15mC as both narrative and funding priority. This thesis critically examines how the 15mC model is being operationalized across Europe through city-level projects funded by the Driving Urban Transitions (DUT) partnership; an initiative under the Horizon Europe program, which serves as a central point of observation for understanding how funding instruments, objectives, and actor networks shape the model’s implementation. In doing so, it asks what happens to the 15mC once it leaves policy papers and enters the world of calls, consortia and local projects. At the same time, it reflects on how such calls and emerging funding opportunities do not only support individual projects, but actively steer planning theory and practice, framing concrete opportunities for urban planning education and master’s-level research by opening access to ongoing experiments, multi-actor consortia, and methodological frameworks that young planners can engage with and learn from. Using a comparative case study methodology, the thesis analyses two DUT-funded projects; ENHANCE and InPUT, selected from the DUT 2022 and 2023 calls and involving multiple countries across Europe and a plurality of institutions, including universities, public administrations, and NGOs. These projects directly engage with the principles of the 15mC while representing different national and urban contexts, various governance structures, and diverse approaches to implementation. Together, they capture a spectrum of strategies: from technological and infrastructural innovations to governance-oriented and community-based approaches. Drawing on project reports, policy documents, and spatial accessibility assessments, and the analysis of methodological frameworks and research approaches, the study identifies enabling conditions such as strong local governance, EU co-financing structures, and participatory stakeholder engagement. At the same time, it underscores persistent challenges, including risks of socio-spatial inequities, gentrification, uneven institutional capacities, and fragmented policy implementation, while pointing to recurrent themes and points of debate in how the 15mC is framed and operationalised. The organization of the thesis alternates between zooming in to analyze specific details and mechanisms and then stepping back to frame broader European contexts. This back-and-forth of focus and overview allows a clearer understanding of how the 15mC operates across conceptual, institutional, and practical extents. The cross-case synthesis demonstrates that although the 15mC is broadly embraced across Europe, its translation into practice remains highly contingent on local governance systems, planning traditions, and socio-spatial contexts. The thesis argues for reframing the 15mC not merely as an urban design concept but as an integrative policy framework, capable of aligning instruments, funding streams, and actor interests to drive systemic transitions toward equitable, resilient, and human-scaled cities. In conclusion, the thesis offers targeted policy recommendations for urban practitioners and European policy-makers to strengthen inclusive governance, improve adaptability across contexts, and enhance the long-term contribution of partnerships. By focusing on DUT-funded projects, this study addresses how funding frameworks actively shape research agendas, methodological tools, governance arrangements, equity outcomes, and the spatial strategies of the 15mC.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
La città dei 15 minuti (15mC) è emersa come un importante quadro di riferimento per l’agenda urbana europea che ridefinisce le città in termini di prossimità, diversità, inclusione e mobilità sostenibile. Sebbene questo modello sia spesso descritto come una visione legata agli strumenti dell’urban design e alla progettazione urbana, questa tesi esamina la relazione il suo ruolo nella costruzione di un quadro di riferimento policy-driven nelle agende urbane europee. La ricerca discute le origini e lo sviluppo del concetto, collocandolo all’interno di più ampi dibattiti teorici e storici sulla prossimità urbana e mettendone in luce principi, influenze e nodi critici. Successivamente, colloca il concetto all’interno dei programmi di finanziamento europei, mostrando come Horizon Europe abbia rafforzato la città dei 15 minuti sia come narrazione, sia come priorità di finanziamento. La tesi esamina criticamente come il modello della Città dei 15 Minuti (15mC) venga operazionalizzato in Europa attraverso progetti a scala urbana finanziati dalla partnership Driving Urban Transitions (DUT), un’iniziativa del programma Horizon Europe che costituisce un punto di osservazione centrale per comprendere come strumenti di finanziamento, obiettivi e reti di attori plasmino l’implementazione del modello. Nel farlo, si chiede che cosa accade alla 15mC quando esce dai documenti di politica e entra nel mondo dei bandi, dei consorzi e dei progetti locali. Allo stesso tempo, riflette su come questi bandi e le nuove opportunità di finanziamento non solo sostengano singoli progetti, ma orientino attivamente la teoria e la pratica della pianificazione, configurando opportunità concrete per la formazione in urbanistica e per la ricerca a livello magistrale, aprendo l’accesso a esperimenti in corso, consorzi multi‑attore e quadri metodologici con cui i giovani pianificatori possono confrontarsi e da cui possono apprendere. Utilizzando una metodologia comparativa basata su casi di studio, la tesi analizza due progetti finanziati da DUT; ENHANCE e InPUT, selezionati dalle call DUT 2022 e 2023 e coinvolgenti più Paesi europei e una pluralità di istituzioni, tra cui università, amministrazioni pubbliche e ONG. Questi progetti si confrontano direttamente con i principi della città dei 15 minuti, pur rappresentando contesti nazionali e urbani diversi, varie strutture di governance e approcci differenziati all’implementazione. Insieme, essi catturano uno spettro di strategie: dalle innovazioni tecnologiche e infrastrutturali agli approcci orientati alla governance e basati sulla comunità. Basandosi su relazioni di progetto, documenti di policy, valutazioni dell’accessibilità spaziale e sull’analisi dei quadri metodologici e degli approcci di ricerca, lo studio identifica condizioni abilitanti quali una forte governance locale, strutture di cofinanziamento dell’UE e il coinvolgimento partecipativo degli stakeholder. Allo stesso tempo, mette in evidenza sfide persistenti, tra cui rischi di disuguaglianze socio-spaziali, gentrificazione, capacità istituzionali disomogenee e un’attuazione frammentaria delle politiche, oltre a ricorrenze e punti di frizione nel modo in cui la città dei 15 minuti viene inquadrata e operazionalizzata nel dibattito. L’organizzazione della tesi alterna momenti di approfondimento su dettagli e meccanismi specifici a passaggi in cui vengono ricostruiti contesti europei più ampi. Questo alternarsi di fuoco ravvicinato e sguardo d’insieme consente una comprensione più chiara di come la città dei 15 minuti operi su piani concettuali, istituzionali e pratici. La sintesi comparativa dei casi mostra che, sebbene la città dei 15 minuti sia ampiamente accolta in Europa, la sua traduzione nella pratica rimane fortemente dipendente dai sistemi di governance locale, dalle tradizioni di pianificazione e dai contesti socio-spaziali. La tesi sostiene la necessità di riconfigurare la città dei 15 minuti non solo come concetto di progettazione urbana, ma come quadro politico integrato, capace di allineare strumenti, flussi di finanziamento e interessi degli attori per guidare transizioni sistemiche verso città eque, resilienti e a misura d’uomo. In conclusione, la tesi offre raccomandazioni mirate per i professionisti urbani e i decisori europei al fine di rafforzare la governance inclusiva, migliorare l’adattabilità nei diversi contesti e potenziare il contributo di lungo periodo delle partnership. Concentrandosi sui progetti finanziati dal DUT, questo studio mostra come i quadri di finanziamento modellino attivamente le agende di ricerca, gli strumenti metodologici, gli assetti di governance, gli esiti in termini di equità e le strategie spaziali della città dei 15 minuti.
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