Despite their relevance, surveillance and privacy are tricky concepts to pin down. The rise of information technology has only exacerbated this issue, leading to numerous concerns about the collection, use and sharing of personal information. Currently, most privacy regulations require organisations to disclose these practices, which are typically included in privacy policies. However, extensive academic research has shown that, throughout the last two decades, these have generally failed to effectively inform individuals due to a significant number of shortcomings. Nevertheless, the knowledge gained by researchers in this area has mostly stayed within specific academic circles, suggesting that further effort is needed to communicate their insights for the benefit of different stakeholders through interdisciplinary collaboration. Therefore, the aim of this research is to create a communicative artefact that effectively narrates, contextualises, and represents the evolution of privacy policies for a broader audience, while offering varying degrees of analysis and interpretation. The resulting artefact, named Privacy Gamut, was designed through a methodology derived from established techniques in interaction design, discursive design and information design, articulated in five phases: User Study, Scenario Building, Content Curation, Visual Adaptation and Evaluation. These involved identifying a primary audience and a narrative concerning surveillance and privacy that could be contextualised through longitudinal privacy policy analysis; curating the aspects of privacy policies that should be considered and how should they be visually mediated in relation to these two factors; and evaluating prototypes based on these constraints and on user feedback in order to refine the artefact accordingly. Each phase is described from the perspective of Privacy Gamut, with reflections on the applicability of the derived methodology provided throughout.

Nonostante la loro rilevanza, la sorveglianza e la privacy sono concetti difficili da definire con precisione. L’ascesa delle tecnologie dell’informazione ha solo aggravato questo problema, sollevando numerose preoccupazioni in merito alla raccolta, all’uso e alla condivisione dei dati personali. Attualmente, la maggior parte delle normative sulla privacy impone alle organizzazioni di rendere note queste pratiche, che sono solitamente incluse nelle informative sulla privacy, o privacy policy. Tuttavia, approfondite ricerche accademiche hanno dimostrato che, negli ultimi due decenni, queste informative non sono state in grado di informare efficacemente gli individui a causa di una serie di carenze significative. Ciononostante, le conoscenze acquisite dai ricercatori in questo campo sono rimaste per lo più confinate a specifici ambienti accademici, il che suggerisce la necessità di ulteriori sforzi per comunicare le loro scoperte a beneficio di altri attraverso la collaborazione interdisciplinare. Pertanto, l’obiettivo di questa ricerca è quello di creare un artefatto comunicativo che narri, contestualizzi e rappresenti efficacemente l’evoluzione delle informative sulla privacy per un pubblico più ampio, offrendo al contempo vari livelli di analisi e interpretazione. L’artefatto risultante, denominato Privacy Gamut, è stato progettato attraverso una metodologia derivata da tecniche consolidate nell’ambito dell’interaction design, del discursive design e dell’information design, articolata in cinque fasi: Studio degli utenti, Costruzione di scenari, Curatela dei contenuti, Adattamento visivo e Valutazione. Ciò ha comportato l’identificazione di un pubblico primario e di una narrazione riguardante la sorveglianza e la privacy che potesse essere contestualizzata attraverso l’analisi longitudinale delle informative sulla privacy; la cura degli aspetti delle informative sulla privacy che dovrebbero essere considerati e il modo in cui dovrebbero essere mediati visivamente in relazione a questi due fattori; e la valutazione dei prototipi sulla base di questi vincoli e del riscontro degli utenti al fine di perfezionare l’artefatto di conseguenza. Ogni fase è descritta dal punto di vista di Privacy Gamut, con riflessioni sull’applicabilità della metodologia derivata fornite lungo tutto il percorso.

Privacy Gamut: unveiling the evolution of privacy policies

Benedetto, Andrea
2024/2025

Abstract

Despite their relevance, surveillance and privacy are tricky concepts to pin down. The rise of information technology has only exacerbated this issue, leading to numerous concerns about the collection, use and sharing of personal information. Currently, most privacy regulations require organisations to disclose these practices, which are typically included in privacy policies. However, extensive academic research has shown that, throughout the last two decades, these have generally failed to effectively inform individuals due to a significant number of shortcomings. Nevertheless, the knowledge gained by researchers in this area has mostly stayed within specific academic circles, suggesting that further effort is needed to communicate their insights for the benefit of different stakeholders through interdisciplinary collaboration. Therefore, the aim of this research is to create a communicative artefact that effectively narrates, contextualises, and represents the evolution of privacy policies for a broader audience, while offering varying degrees of analysis and interpretation. The resulting artefact, named Privacy Gamut, was designed through a methodology derived from established techniques in interaction design, discursive design and information design, articulated in five phases: User Study, Scenario Building, Content Curation, Visual Adaptation and Evaluation. These involved identifying a primary audience and a narrative concerning surveillance and privacy that could be contextualised through longitudinal privacy policy analysis; curating the aspects of privacy policies that should be considered and how should they be visually mediated in relation to these two factors; and evaluating prototypes based on these constraints and on user feedback in order to refine the artefact accordingly. Each phase is described from the perspective of Privacy Gamut, with reflections on the applicability of the derived methodology provided throughout.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
Nonostante la loro rilevanza, la sorveglianza e la privacy sono concetti difficili da definire con precisione. L’ascesa delle tecnologie dell’informazione ha solo aggravato questo problema, sollevando numerose preoccupazioni in merito alla raccolta, all’uso e alla condivisione dei dati personali. Attualmente, la maggior parte delle normative sulla privacy impone alle organizzazioni di rendere note queste pratiche, che sono solitamente incluse nelle informative sulla privacy, o privacy policy. Tuttavia, approfondite ricerche accademiche hanno dimostrato che, negli ultimi due decenni, queste informative non sono state in grado di informare efficacemente gli individui a causa di una serie di carenze significative. Ciononostante, le conoscenze acquisite dai ricercatori in questo campo sono rimaste per lo più confinate a specifici ambienti accademici, il che suggerisce la necessità di ulteriori sforzi per comunicare le loro scoperte a beneficio di altri attraverso la collaborazione interdisciplinare. Pertanto, l’obiettivo di questa ricerca è quello di creare un artefatto comunicativo che narri, contestualizzi e rappresenti efficacemente l’evoluzione delle informative sulla privacy per un pubblico più ampio, offrendo al contempo vari livelli di analisi e interpretazione. L’artefatto risultante, denominato Privacy Gamut, è stato progettato attraverso una metodologia derivata da tecniche consolidate nell’ambito dell’interaction design, del discursive design e dell’information design, articolata in cinque fasi: Studio degli utenti, Costruzione di scenari, Curatela dei contenuti, Adattamento visivo e Valutazione. Ciò ha comportato l’identificazione di un pubblico primario e di una narrazione riguardante la sorveglianza e la privacy che potesse essere contestualizzata attraverso l’analisi longitudinale delle informative sulla privacy; la cura degli aspetti delle informative sulla privacy che dovrebbero essere considerati e il modo in cui dovrebbero essere mediati visivamente in relazione a questi due fattori; e la valutazione dei prototipi sulla base di questi vincoli e del riscontro degli utenti al fine di perfezionare l’artefatto di conseguenza. Ogni fase è descritta dal punto di vista di Privacy Gamut, con riflessioni sull’applicabilità della metodologia derivata fornite lungo tutto il percorso.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253573