The project addressed in this thesis concerns the area known as the Goccia, intended to host a major urban function, which the PGT identifies as the expansion of the Politecnico di Milano university campus, the localization of research institutes, and the creation of a system of green areas covering at least 50% of the territorial surface. It is conceived as a complex organism that integrates a plurality of functions: from education and advanced research (departments, laboratories, and co-working spaces) to an integrated system of public services including libraries, auditoriums, and sports facilities, completed by residential and commercial components. The intervention area is located in the northern part of the Bovisa district, occupying a site historically enclosed between railway lines that once housed the gasworks, extending east of the railway station within a perspective of urban reconnection toward the Farini rail yard. The proposal follows the guidelines of the municipal call for proposals and is part of the broader urban regeneration process of the district. The historical presence of the gasometers, the large thermoelectric power plant, the system of spontaneous vegetation that has recolonized the site, and the strategic proximity to the railway nodes of the suburban rail network make this area one of the fundamental hubs for the expansion of Milan’s university system and innovation ecosystem. The project is structured through a system of primary and secondary axes that echo the historical layout of Roman Milan. The arrangement of the new volumes is not merely functional but responds to a logic of alignments and visual axes generated by pre-existing structures and the perspective views defined in the site plan. The architecture seeks constant permeability, establishing a dialogue between the mass of the buildings and the void of the park. The project returns to the academic community and the neighborhood a fragment of the city that had long been abandoned following the closure of the industrial plants, transforming the former industrial enclave into a large scientific park where the fluidity of paths and the flexibility of the built spaces define a model of an open campus, integrating the complex with nature, historical memory, and technology.

Il progetto oggetto della presente tesi è l’ambito della cosiddetta Goccia, destinato ad ospitare una grande funzione urbana, che il PGT identifica con l’ampliamento del campus universitario del Politecnico di Milano, la localizzazione di istituti di ricerca e la creazione di un sistema di aree a verde per almeno il 50% della superficie territoriale, un complesso che si configura come un organismo articolato che integra una pluralità di funzioni: dalla didattica e la ricerca d’avanguardia (dipartimenti, laboratori e co-working), fino ad un sistema integrato di servizi pubblici che comprende biblioteche, auditorium e attrezzature sportive, completato da una componente residenziale e commerciale. L’area di intervento si colloca nella parte settentrionale del quartiere Bovisa, occupando il sedime storicamente intercluso tra i rami della ferrovia che ospitava le officine del gas, estendendosi a est della stazione ferroviaria in una prospettiva di ricucitura urbana verso lo Scalo Farini. La proposta segue le linee guida del bando comunale e si inserisce nel processo di rigenerazione urbana del comparto. La presenza storica dei gasometri, della grande centrale termoelettrica, il sistema del verde spontaneo che ha ricolonizzato il sito e la vicinanza strategica ai nodi del passante ferroviario rendono quest’area uno dei cardini fondamentali per l’espansione del sistema universitario e dell’innovazione di Milano. Il progetto si articola attraverso un sistema di assi principali e secondari che riprendono lo storico tracciato della Milano Romana. La disposizione dei nuovi volumi non è meramente funzionale, ma risponde ad una logica di allineamenti e traguardi ottici generati dalle preesistenze e dalle visuali prospettiche definite in planimetria. L’architettura ricerca una costante permeabilità, instaurando un dialogo tra la massa degli edifici e il vuoto del parco. Il progetto restituisce alla comunità accademica e al quartiere un frammento di città che per tempo è stata lasciata in disuso a seguito della chiusura degli impianti, trasformando l’enclave industriale in un grande parco scientifico dove la fluidità dei percorsi e la flessibilità degli spazi costruiti definiscono un modello di campus aperto, integrando il grande complesso con la natura, memoria storica e tecnologia.

Il racconto della costruzione: nuovo polo universitario per Milano Bovisa

Li, Olimpia;MAGNI, LEONARDO;Lodolo, Andrea
2024/2025

Abstract

The project addressed in this thesis concerns the area known as the Goccia, intended to host a major urban function, which the PGT identifies as the expansion of the Politecnico di Milano university campus, the localization of research institutes, and the creation of a system of green areas covering at least 50% of the territorial surface. It is conceived as a complex organism that integrates a plurality of functions: from education and advanced research (departments, laboratories, and co-working spaces) to an integrated system of public services including libraries, auditoriums, and sports facilities, completed by residential and commercial components. The intervention area is located in the northern part of the Bovisa district, occupying a site historically enclosed between railway lines that once housed the gasworks, extending east of the railway station within a perspective of urban reconnection toward the Farini rail yard. The proposal follows the guidelines of the municipal call for proposals and is part of the broader urban regeneration process of the district. The historical presence of the gasometers, the large thermoelectric power plant, the system of spontaneous vegetation that has recolonized the site, and the strategic proximity to the railway nodes of the suburban rail network make this area one of the fundamental hubs for the expansion of Milan’s university system and innovation ecosystem. The project is structured through a system of primary and secondary axes that echo the historical layout of Roman Milan. The arrangement of the new volumes is not merely functional but responds to a logic of alignments and visual axes generated by pre-existing structures and the perspective views defined in the site plan. The architecture seeks constant permeability, establishing a dialogue between the mass of the buildings and the void of the park. The project returns to the academic community and the neighborhood a fragment of the city that had long been abandoned following the closure of the industrial plants, transforming the former industrial enclave into a large scientific park where the fluidity of paths and the flexibility of the built spaces define a model of an open campus, integrating the complex with nature, historical memory, and technology.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Il progetto oggetto della presente tesi è l’ambito della cosiddetta Goccia, destinato ad ospitare una grande funzione urbana, che il PGT identifica con l’ampliamento del campus universitario del Politecnico di Milano, la localizzazione di istituti di ricerca e la creazione di un sistema di aree a verde per almeno il 50% della superficie territoriale, un complesso che si configura come un organismo articolato che integra una pluralità di funzioni: dalla didattica e la ricerca d’avanguardia (dipartimenti, laboratori e co-working), fino ad un sistema integrato di servizi pubblici che comprende biblioteche, auditorium e attrezzature sportive, completato da una componente residenziale e commerciale. L’area di intervento si colloca nella parte settentrionale del quartiere Bovisa, occupando il sedime storicamente intercluso tra i rami della ferrovia che ospitava le officine del gas, estendendosi a est della stazione ferroviaria in una prospettiva di ricucitura urbana verso lo Scalo Farini. La proposta segue le linee guida del bando comunale e si inserisce nel processo di rigenerazione urbana del comparto. La presenza storica dei gasometri, della grande centrale termoelettrica, il sistema del verde spontaneo che ha ricolonizzato il sito e la vicinanza strategica ai nodi del passante ferroviario rendono quest’area uno dei cardini fondamentali per l’espansione del sistema universitario e dell’innovazione di Milano. Il progetto si articola attraverso un sistema di assi principali e secondari che riprendono lo storico tracciato della Milano Romana. La disposizione dei nuovi volumi non è meramente funzionale, ma risponde ad una logica di allineamenti e traguardi ottici generati dalle preesistenze e dalle visuali prospettiche definite in planimetria. L’architettura ricerca una costante permeabilità, instaurando un dialogo tra la massa degli edifici e il vuoto del parco. Il progetto restituisce alla comunità accademica e al quartiere un frammento di città che per tempo è stata lasciata in disuso a seguito della chiusura degli impianti, trasformando l’enclave industriale in un grande parco scientifico dove la fluidità dei percorsi e la flessibilità degli spazi costruiti definiscono un modello di campus aperto, integrando il grande complesso con la natura, memoria storica e tecnologia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253601