This thesis aims to develop a theatrical prototype and its subsequent insertion within the municipalities of the Province of Bari, following the provisions of the “Rete dei Teatri” programme promoted by the capital’s administration, which seeks to introduce theatre buildings in those towns where they are now absent. The reflection stems from Professor Monica’s architectural design studio, in which students had to produce theatre prototypes for Hamburg, considering Gotthold Ephraim Lessing’s Hamburg Dramaturgy, from which the thesis takes its title. The research examines ideas by theatre directors, especially Adolphe Appia and Gordon Craig and by European avant-garde architects, aimed at creating and revolutionising stage space: no longer split between actors’ place and audience’s place, but conceived as a sum of elements that remove physical and ideal barriers, making both parties active protagonists. These reflections are channelled into an essential, flexible theatrical machine focused on spatial relations, seeking to bring to light the matrices of ancient theatre and rebuild its generative principles. The archetype, the core of the study, is investigated through the spatial relations among the parts of a theatre. The prototype is designed by analysing several avant-garde theatres and extracting and synthesising the primordial spatial signifiers of the buildings; different combinations yield new theatre spaces with different meanings. The prototype’s variants consider the theatre’s end user: its insertion in Capurso, Giovinazzo and Sannicandro di Bari aims to serve both the towns and the schools already on site and those to be built, for which a nursery, a primary school and a high school have been selected.

La presente tesi ha l’intenzione di sviluppare il progetto di un prototipo teatrale con il suo successivo innesto all’interno dei Comuni della Provincia di Bari, seguendo le disposizioni del programma “Rete dei Teatri” offerto dall’amministrazione del capoluogo, il quale esprime la volontà di introdurre in tali comuni manufatti teatrali, ove oggi sono assenti. La riflessione nasce dall’esperienza del laboratorio di progettazione architettonica del professor Monica, nel quale gli studenti hanno dovuto realizzare prototipi teatrali per la città di Amburgo, tenendo in considerazione il testo di Gotthold Ephraim Lessing, Drammaturgia d’Amburgo, da cui prende il nome il lavoro di tesi. La seguente ricerca prende in esame i pensieri di registi, in particolar modo Adolphe Appia e Gordon Craig, e architetti delle avanguardie europee volti alla realizzazione e rivoluzione dello spazio scenico teatrale, non più diviso tra luogo degli attori e luogo del pubblico, ma concepito come una sommatoria di elementi che annullano le barriere fisiche e ideali tra loro, facendo diventare protagonisti attivi entrambi i soggetti. Queste riflessioni dovranno essere incanalate nella realizzazione di una macchina teatrale essenziale, flessibile e orientata alla relazione tra spazi, cercando di riportare alla luce le matrici del teatro antico e ricostruire i suoi principi generativi. Il soggetto dell’archetipo, corpo centrale della ricerca, viene dunque indagato nei rapporti spaziali tra le varie parti che compongono un teatro: la progettazione del prototipo è effettuata prendendo in esame diversi teatri appartenenti alla fase avanguardista e procedendo con l’estrazione e astrazione sintetica dei significanti spaziali primordiali dei manufatti, la cui diversa combinazione produce spazi teatrali inediti e dal diverso significato. Le varie declinazioni del prototipo tengono in considerazione il fruitore ultimo del teatro: il suo innesto nei territori di Capurso, Giovinazzo e Sannicandro di Bari ha lo scopo di servire contemporaneamente le città e le scuole già presenti sul territorio e di futura costruzione, delle quali sono state selezionate una scuola materna, una elementare e un liceo.

Drammaturgia (d'Amburgo) in provincia di Bari

Ranieri, Giovanna
2024/2025

Abstract

This thesis aims to develop a theatrical prototype and its subsequent insertion within the municipalities of the Province of Bari, following the provisions of the “Rete dei Teatri” programme promoted by the capital’s administration, which seeks to introduce theatre buildings in those towns where they are now absent. The reflection stems from Professor Monica’s architectural design studio, in which students had to produce theatre prototypes for Hamburg, considering Gotthold Ephraim Lessing’s Hamburg Dramaturgy, from which the thesis takes its title. The research examines ideas by theatre directors, especially Adolphe Appia and Gordon Craig and by European avant-garde architects, aimed at creating and revolutionising stage space: no longer split between actors’ place and audience’s place, but conceived as a sum of elements that remove physical and ideal barriers, making both parties active protagonists. These reflections are channelled into an essential, flexible theatrical machine focused on spatial relations, seeking to bring to light the matrices of ancient theatre and rebuild its generative principles. The archetype, the core of the study, is investigated through the spatial relations among the parts of a theatre. The prototype is designed by analysing several avant-garde theatres and extracting and synthesising the primordial spatial signifiers of the buildings; different combinations yield new theatre spaces with different meanings. The prototype’s variants consider the theatre’s end user: its insertion in Capurso, Giovinazzo and Sannicandro di Bari aims to serve both the towns and the schools already on site and those to be built, for which a nursery, a primary school and a high school have been selected.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
La presente tesi ha l’intenzione di sviluppare il progetto di un prototipo teatrale con il suo successivo innesto all’interno dei Comuni della Provincia di Bari, seguendo le disposizioni del programma “Rete dei Teatri” offerto dall’amministrazione del capoluogo, il quale esprime la volontà di introdurre in tali comuni manufatti teatrali, ove oggi sono assenti. La riflessione nasce dall’esperienza del laboratorio di progettazione architettonica del professor Monica, nel quale gli studenti hanno dovuto realizzare prototipi teatrali per la città di Amburgo, tenendo in considerazione il testo di Gotthold Ephraim Lessing, Drammaturgia d’Amburgo, da cui prende il nome il lavoro di tesi. La seguente ricerca prende in esame i pensieri di registi, in particolar modo Adolphe Appia e Gordon Craig, e architetti delle avanguardie europee volti alla realizzazione e rivoluzione dello spazio scenico teatrale, non più diviso tra luogo degli attori e luogo del pubblico, ma concepito come una sommatoria di elementi che annullano le barriere fisiche e ideali tra loro, facendo diventare protagonisti attivi entrambi i soggetti. Queste riflessioni dovranno essere incanalate nella realizzazione di una macchina teatrale essenziale, flessibile e orientata alla relazione tra spazi, cercando di riportare alla luce le matrici del teatro antico e ricostruire i suoi principi generativi. Il soggetto dell’archetipo, corpo centrale della ricerca, viene dunque indagato nei rapporti spaziali tra le varie parti che compongono un teatro: la progettazione del prototipo è effettuata prendendo in esame diversi teatri appartenenti alla fase avanguardista e procedendo con l’estrazione e astrazione sintetica dei significanti spaziali primordiali dei manufatti, la cui diversa combinazione produce spazi teatrali inediti e dal diverso significato. Le varie declinazioni del prototipo tengono in considerazione il fruitore ultimo del teatro: il suo innesto nei territori di Capurso, Giovinazzo e Sannicandro di Bari ha lo scopo di servire contemporaneamente le città e le scuole già presenti sul territorio e di futura costruzione, delle quali sono state selezionate una scuola materna, una elementare e un liceo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253685