The thesis investigates Casamatta as a palimpsest, understood not as a fixed historical object but as a layered spatial composition where earlier traces remain visible beneath new interventions. Rather than adopting a linear notion of time, the research frames Casamatta as a site where past and multiple presents coexist, intersect, and sometimes contradict one another through everyday practices and lived experience. This condition aligns with Andreas Huyssen’s idea of the co-presence of temporalities, where memory is not static preservation but a continuously negotiated and rewritten process. Approaching the site through phenomenological and cultural perspectives, the research interprets architecture as a carrier of memory expressed through materiality, atmosphere, and sensory perception. Patched walls, scars, voids, and informal adaptations testify to an ongoing dialogue between human activity and time. These traces shape the identity of the place and act as catalysts for design rather than elements to be erased. The thesis proposes a strategy in which innovation emerges through continuity and contextual sensitivity. Interventions are conceived as additional layers that engage the existing fabric while enabling new forms of communal life. Through minimal and materially conscious gestures, a new spatial layer reinforces Casamatta’s role as a community anchor, introducing renewed circulation patterns and spatial interpretations. The project ultimately explores the productive tension between inherited traces and experimental additions, demonstrating how memory can guide transformation without collapsing into nostalgia.

La tesi indaga Casamatta come un palinsesto, inteso non come un oggetto storico fisso, ma come una composizione spaziale stratificata in cui le tracce precedenti rimangono visibili sotto nuovi interventi. Piuttosto che adottare una nozione lineare del tempo, la ricerca interpreta Casamatta come un luogo in cui passato e molteplici presenti coesistono, si intersecano e talvolta si contraddicono attraverso le pratiche quotidiane e l’esperienza vissuta. Questa condizione si collega all’idea di Andreas Huyssen della co-presenza delle temporalità, in cui la memoria non è una conservazione statica, ma un processo continuamente negoziato e riscritto. Attraverso una prospettiva fenomenologica e culturale, la ricerca interpreta l’architettura come un veicolo di memoria espresso attraverso materialità, atmosfera e percezione sensoriale. Muri rattoppati, cicatrici, vuoti e adattamenti informali testimoniano un dialogo continuo tra attività umana e tempo. Queste tracce modellano l’identità del luogo e diventano catalizzatori per il progetto, anziché elementi da cancellare. La tesi propone una strategia in cui l’innovazione emerge attraverso la continuità e la sensibilità contestuale. Gli interventi sono concepiti come ulteriori strati che dialogano con il tessuto esistente, rendendo possibili nuove forme di vita collettiva. Attraverso gesti minimi e una consapevole attenzione ai materiali, un nuovo strato spaziale rafforza il ruolo di Casamatta come fulcro comunitario, introducendo rinnovate modalità di circolazione e interpretazione dello spazio. Il progetto esplora infine la tensione produttiva tra tracce ereditate e inserimenti sperimentali, dimostrando come la memoria possa guidare la trasformazione senza ridursi alla nostalgia.

Casamatta: a living palimpsest, between memory, community and innovation

Sangeorzan, Maria
2024/2025

Abstract

The thesis investigates Casamatta as a palimpsest, understood not as a fixed historical object but as a layered spatial composition where earlier traces remain visible beneath new interventions. Rather than adopting a linear notion of time, the research frames Casamatta as a site where past and multiple presents coexist, intersect, and sometimes contradict one another through everyday practices and lived experience. This condition aligns with Andreas Huyssen’s idea of the co-presence of temporalities, where memory is not static preservation but a continuously negotiated and rewritten process. Approaching the site through phenomenological and cultural perspectives, the research interprets architecture as a carrier of memory expressed through materiality, atmosphere, and sensory perception. Patched walls, scars, voids, and informal adaptations testify to an ongoing dialogue between human activity and time. These traces shape the identity of the place and act as catalysts for design rather than elements to be erased. The thesis proposes a strategy in which innovation emerges through continuity and contextual sensitivity. Interventions are conceived as additional layers that engage the existing fabric while enabling new forms of communal life. Through minimal and materially conscious gestures, a new spatial layer reinforces Casamatta’s role as a community anchor, introducing renewed circulation patterns and spatial interpretations. The project ultimately explores the productive tension between inherited traces and experimental additions, demonstrating how memory can guide transformation without collapsing into nostalgia.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
La tesi indaga Casamatta come un palinsesto, inteso non come un oggetto storico fisso, ma come una composizione spaziale stratificata in cui le tracce precedenti rimangono visibili sotto nuovi interventi. Piuttosto che adottare una nozione lineare del tempo, la ricerca interpreta Casamatta come un luogo in cui passato e molteplici presenti coesistono, si intersecano e talvolta si contraddicono attraverso le pratiche quotidiane e l’esperienza vissuta. Questa condizione si collega all’idea di Andreas Huyssen della co-presenza delle temporalità, in cui la memoria non è una conservazione statica, ma un processo continuamente negoziato e riscritto. Attraverso una prospettiva fenomenologica e culturale, la ricerca interpreta l’architettura come un veicolo di memoria espresso attraverso materialità, atmosfera e percezione sensoriale. Muri rattoppati, cicatrici, vuoti e adattamenti informali testimoniano un dialogo continuo tra attività umana e tempo. Queste tracce modellano l’identità del luogo e diventano catalizzatori per il progetto, anziché elementi da cancellare. La tesi propone una strategia in cui l’innovazione emerge attraverso la continuità e la sensibilità contestuale. Gli interventi sono concepiti come ulteriori strati che dialogano con il tessuto esistente, rendendo possibili nuove forme di vita collettiva. Attraverso gesti minimi e una consapevole attenzione ai materiali, un nuovo strato spaziale rafforza il ruolo di Casamatta come fulcro comunitario, introducendo rinnovate modalità di circolazione e interpretazione dello spazio. Il progetto esplora infine la tensione produttiva tra tracce ereditate e inserimenti sperimentali, dimostrando come la memoria possa guidare la trasformazione senza ridursi alla nostalgia.
File allegati
File Dimensione Formato  
2026_03_Sangeorzan.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Dimensione 49.09 MB
Formato Adobe PDF
49.09 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253710