Abstract This thesis investigates how vernacular architectural intelligence can be reinterpreted within contemporary industrial conditions. It departs from the observation that vernacular architecture emerged from proximity to available materials, climatic necessity, and structural clarity, while current construction operates through global supply chains, standardised components, and industrial constraints that often weaken the relationship between building, material logic, and place. The research analyses vernacular typologies across climatic contexts to extract transferable principles rather than formal references. Three operative logics are identified: proximity, understood as access to available material resources; structural hierarchy, understood as the legibility of load transfer and spatial order; and climatic mediation, understood as passive regulation through section, envelope, and thresholds. These principles are framed as design rules that can guide contemporary work without reproducing vernacular forms. The second part translates the extracted logics into a design proposal situated in Milan’s urban material field. Instead of relying on idealised local resources, the project works with realistically accessible materials and systems within a metropolitan context. The design tests how proximity can be redefined as logistical and territorial closeness, how structural hierarchy can organise programme and construction, and how seasonal strategies can reduce dependence on mechanical conditioning. By treating vernacular intelligence as a system of constraints rather than a stylistic language, the thesis proposes a method for designing architecture that is regionally grounded while operating within present-day industrial realities.

Abstract Questa tesi indaga come l’intelligenza dell’architettura vernacolare possa essere reinterpretata all’interno delle condizioni industriali contemporanee. Il lavoro parte dall’osservazione che l’architettura vernacolare nasceva da prossimità ai materiali disponibili, necessità climatiche e chiarezza strutturale, mentre la costruzione attuale dipende da filiere globali, componenti standardizzati e vincoli industriali che spesso indeboliscono il rapporto tra edificio, logica materica e luogo. La ricerca analizza tipologie vernacolari in diversi contesti climatici con l’obiettivo di estrarre principi trasferibili più che riferimenti formali. Vengono individuate tre logiche operative: la prossimità, intesa come accesso a risorse materiali disponibili; la gerarchia strutturale, intesa come leggibilità del trasferimento dei carichi e dell’ordine spaziale; e la mediazione climatica, intesa come regolazione passiva attraverso sezione, involucro e soglie. Questi principi sono definiti come regole progettuali capaci di orientare il progetto contemporaneo senza riprodurre forme vernacolari. La seconda parte traduce tali logiche in una proposta progettuale situata nel campo materiale urbano di Milano. Il progetto lavora con materiali e sistemi realisticamente accessibili in un contesto metropolitano e verifica come la prossimità possa essere ridefinita in termini logistici e territoriali, come la gerarchia strutturale possa organizzare programma e costruzione, e come strategie stagionali possano ridurre la dipendenza dalla climatizzazione meccanica. Considerando l’intelligenza vernacolare come un sistema di vincoli e non come un linguaggio stilistico, la tesi propone un metodo per progettare un’architettura radicata nel territorio pur operando nelle condizioni industriali attuali.

Vernacular intelligence under industrial constraint : reinterpreting proximity and structural hierarchy in an urban material field

Adam, Aurelien Francois
2024/2025

Abstract

Abstract This thesis investigates how vernacular architectural intelligence can be reinterpreted within contemporary industrial conditions. It departs from the observation that vernacular architecture emerged from proximity to available materials, climatic necessity, and structural clarity, while current construction operates through global supply chains, standardised components, and industrial constraints that often weaken the relationship between building, material logic, and place. The research analyses vernacular typologies across climatic contexts to extract transferable principles rather than formal references. Three operative logics are identified: proximity, understood as access to available material resources; structural hierarchy, understood as the legibility of load transfer and spatial order; and climatic mediation, understood as passive regulation through section, envelope, and thresholds. These principles are framed as design rules that can guide contemporary work without reproducing vernacular forms. The second part translates the extracted logics into a design proposal situated in Milan’s urban material field. Instead of relying on idealised local resources, the project works with realistically accessible materials and systems within a metropolitan context. The design tests how proximity can be redefined as logistical and territorial closeness, how structural hierarchy can organise programme and construction, and how seasonal strategies can reduce dependence on mechanical conditioning. By treating vernacular intelligence as a system of constraints rather than a stylistic language, the thesis proposes a method for designing architecture that is regionally grounded while operating within present-day industrial realities.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Abstract Questa tesi indaga come l’intelligenza dell’architettura vernacolare possa essere reinterpretata all’interno delle condizioni industriali contemporanee. Il lavoro parte dall’osservazione che l’architettura vernacolare nasceva da prossimità ai materiali disponibili, necessità climatiche e chiarezza strutturale, mentre la costruzione attuale dipende da filiere globali, componenti standardizzati e vincoli industriali che spesso indeboliscono il rapporto tra edificio, logica materica e luogo. La ricerca analizza tipologie vernacolari in diversi contesti climatici con l’obiettivo di estrarre principi trasferibili più che riferimenti formali. Vengono individuate tre logiche operative: la prossimità, intesa come accesso a risorse materiali disponibili; la gerarchia strutturale, intesa come leggibilità del trasferimento dei carichi e dell’ordine spaziale; e la mediazione climatica, intesa come regolazione passiva attraverso sezione, involucro e soglie. Questi principi sono definiti come regole progettuali capaci di orientare il progetto contemporaneo senza riprodurre forme vernacolari. La seconda parte traduce tali logiche in una proposta progettuale situata nel campo materiale urbano di Milano. Il progetto lavora con materiali e sistemi realisticamente accessibili in un contesto metropolitano e verifica come la prossimità possa essere ridefinita in termini logistici e territoriali, come la gerarchia strutturale possa organizzare programma e costruzione, e come strategie stagionali possano ridurre la dipendenza dalla climatizzazione meccanica. Considerando l’intelligenza vernacolare come un sistema di vincoli e non come un linguaggio stilistico, la tesi propone un metodo per progettare un’architettura radicata nel territorio pur operando nelle condizioni industriali attuali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253754