INHABITING LESS TEMPORARY | Public space and a community house to re-negotiate mountain dwelling Mountain settlements across the Alps are increasingly shaped by fluctuating patterns of inhabitation rather than by stable demographic growth. In many contexts, seasonal tourism, second homes, and intermittent presence generate territories that oscillate between intensity and emptiness. Spiazzi di Gromo, located on a plateau above the Seriana Valley in Lombardy, exemplifies this condition: neither abandoned nor fully permanent, but structured by cyclical rhythms of occupation. This thesis approaches such fluctuation not as decline, but as a spatial question. Under the title Inhabiting Less Temporary, the research investigates how architecture and public space can reinforce continuity within sinusoidal inhabitation patterns. Rather than proposing expansion or large-scale transformation, the project explores how civic anchors and collective infrastructures can stabilize social life across seasons. Through multi-scalar territorial analysis—addressing morphology, accessibility, ecological systems, and demographic trends—the research identifies three key spatial conditions within Gromo–Spiazzi: the threshold of arrival, the historic civic core, and the seasonal recreational ground. These are reframed as a network of piazze diffuse, capable of supporting diverse temporalities of use. The architectural proposal focuses on Piazza Trento, where a Community House is introduced as a civic mediator between topography, landscape, and collective life. Partially embedded in the slope and extended into an elevated Alpine garden, the building operates as both spatial anchor and connective interface. It accommodates year-round collective functions while remaining adaptable to seasonal fluctuation. Grounded in a non-arbitrary design methodology, the project positions architecture as a relational instrument rather than an isolated object. By reinforcing public space, sectional integration, and ecological continuity, the thesis proposes a model of mountain dwelling that strengthens permanence without denying seasonality — enabling Alpine life to become less temporary and more collectively rooted.

INHABITING LESS TEMPORARY | Spazio pubblico e una casa di comunità per rinegoziare l’abitare montano Gli insediamenti montani alpini sono oggi sempre più caratterizzati da modelli di abitazione fluttuanti piuttosto che da una crescita demografica stabile. In molti contesti, il turismo stagionale, le seconde case e la presenza intermittente generano territori che oscillano tra intensità e vuoto. Spiazzi di Gromo, situata su un altopiano sopra la Val Seriana in Lombardia, rappresenta pienamente questa condizione: né abbandonata né pienamente stabile, ma strutturata da ritmi ciclici di occupazione. Questa tesi interpreta tale fluttuazione non come declino, bensì come una questione spaziale. Con il titolo Inhabiting Less Temporary, la ricerca indaga come l’architettura e lo spazio pubblico possano rafforzare la continuità all’interno di modelli di abitazione sinusoidali. Piuttosto che proporre espansioni o trasformazioni su larga scala, il progetto esplora come ancore civiche e infrastrutture collettive possano stabilizzare la vita sociale attraverso le stagioni. Attraverso un’analisi territoriale multi-scalare — che considera morfologia, accessibilità, sistemi ecologici e dinamiche demografiche — la ricerca individua tre principali condizioni spaziali a Gromo–Spiazzi: la soglia di accesso, il nucleo civico storico e il suolo stagionale legato alle infrastrutture ricreative. Questi ambiti vengono reinterpretati come una rete di piazze diffuse, capaci di sostenere diverse temporalità d’uso. La proposta architettonica si concentra su Piazza Trento, dove viene inserita una Casa della Comunità intesa come mediatore civico tra topografia, paesaggio e vita collettiva. Parzialmente integrato nel pendio e prolungato in un giardino alpino sopraelevato, l’edificio funziona sia come ancoraggio spaziale sia come interfaccia connettiva. Esso accoglie funzioni collettive durante tutto l’anno, mantenendo al contempo adattabilità alle fluttuazioni stagionali. Fondata su una metodologia progettuale non arbitraria, la tesi concepisce l’architettura come strumento relazionale piuttosto che come oggetto isolato. Rafforzando lo spazio pubblico, l’integrazione sezionale e la continuità ecologica, il progetto propone un modello di abitare montano capace di consolidare la permanenza senza negare la stagionalità — rendendo la vita alpina meno temporanea e più radicata collettivamente.

Inhabiting less temporary : public space and a community house to re-negotiate mountain dwelling

Hakimpour, Sara
2024/2025

Abstract

INHABITING LESS TEMPORARY | Public space and a community house to re-negotiate mountain dwelling Mountain settlements across the Alps are increasingly shaped by fluctuating patterns of inhabitation rather than by stable demographic growth. In many contexts, seasonal tourism, second homes, and intermittent presence generate territories that oscillate between intensity and emptiness. Spiazzi di Gromo, located on a plateau above the Seriana Valley in Lombardy, exemplifies this condition: neither abandoned nor fully permanent, but structured by cyclical rhythms of occupation. This thesis approaches such fluctuation not as decline, but as a spatial question. Under the title Inhabiting Less Temporary, the research investigates how architecture and public space can reinforce continuity within sinusoidal inhabitation patterns. Rather than proposing expansion or large-scale transformation, the project explores how civic anchors and collective infrastructures can stabilize social life across seasons. Through multi-scalar territorial analysis—addressing morphology, accessibility, ecological systems, and demographic trends—the research identifies three key spatial conditions within Gromo–Spiazzi: the threshold of arrival, the historic civic core, and the seasonal recreational ground. These are reframed as a network of piazze diffuse, capable of supporting diverse temporalities of use. The architectural proposal focuses on Piazza Trento, where a Community House is introduced as a civic mediator between topography, landscape, and collective life. Partially embedded in the slope and extended into an elevated Alpine garden, the building operates as both spatial anchor and connective interface. It accommodates year-round collective functions while remaining adaptable to seasonal fluctuation. Grounded in a non-arbitrary design methodology, the project positions architecture as a relational instrument rather than an isolated object. By reinforcing public space, sectional integration, and ecological continuity, the thesis proposes a model of mountain dwelling that strengthens permanence without denying seasonality — enabling Alpine life to become less temporary and more collectively rooted.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
25-mar-2026
2024/2025
INHABITING LESS TEMPORARY | Spazio pubblico e una casa di comunità per rinegoziare l’abitare montano Gli insediamenti montani alpini sono oggi sempre più caratterizzati da modelli di abitazione fluttuanti piuttosto che da una crescita demografica stabile. In molti contesti, il turismo stagionale, le seconde case e la presenza intermittente generano territori che oscillano tra intensità e vuoto. Spiazzi di Gromo, situata su un altopiano sopra la Val Seriana in Lombardia, rappresenta pienamente questa condizione: né abbandonata né pienamente stabile, ma strutturata da ritmi ciclici di occupazione. Questa tesi interpreta tale fluttuazione non come declino, bensì come una questione spaziale. Con il titolo Inhabiting Less Temporary, la ricerca indaga come l’architettura e lo spazio pubblico possano rafforzare la continuità all’interno di modelli di abitazione sinusoidali. Piuttosto che proporre espansioni o trasformazioni su larga scala, il progetto esplora come ancore civiche e infrastrutture collettive possano stabilizzare la vita sociale attraverso le stagioni. Attraverso un’analisi territoriale multi-scalare — che considera morfologia, accessibilità, sistemi ecologici e dinamiche demografiche — la ricerca individua tre principali condizioni spaziali a Gromo–Spiazzi: la soglia di accesso, il nucleo civico storico e il suolo stagionale legato alle infrastrutture ricreative. Questi ambiti vengono reinterpretati come una rete di piazze diffuse, capaci di sostenere diverse temporalità d’uso. La proposta architettonica si concentra su Piazza Trento, dove viene inserita una Casa della Comunità intesa come mediatore civico tra topografia, paesaggio e vita collettiva. Parzialmente integrato nel pendio e prolungato in un giardino alpino sopraelevato, l’edificio funziona sia come ancoraggio spaziale sia come interfaccia connettiva. Esso accoglie funzioni collettive durante tutto l’anno, mantenendo al contempo adattabilità alle fluttuazioni stagionali. Fondata su una metodologia progettuale non arbitraria, la tesi concepisce l’architettura come strumento relazionale piuttosto che come oggetto isolato. Rafforzando lo spazio pubblico, l’integrazione sezionale e la continuità ecologica, il progetto propone un modello di abitare montano capace di consolidare la permanenza senza negare la stagionalità — rendendo la vita alpina meno temporanea e più radicata collettivamente.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253766