As a neighboring country, Turkey has been deeply affected by the Syrian civil war, emerging as the primary host of Syrian refugees. The Turkish government initially established refugee camps under the assumption that the conflict would be short-term. However, temporary uprising soon evolved into a protracted civil war, during which Syrian refugees progressively shifted from being regarded as guests to becoming a long-term resident population, particularly in urban centers. “From Border-Lines to Rural Settlements” investigates how architecture and urban design can contribute to refugee integration by revisiting Turkey’s historical experiences with migration. Through a research-by-design approach, the thesis examines lessons from the Early Republican period, particularly rural settlement policies and the Village Institutes, as potential models for contemporary practice. The thesis aims to answer two crucial questions; How can rural settlements in contemporary Turkey be transformed into spaces of integration for refugees, rather than limiting integration efforts to urban centers? How can the Village Institutes, which have lost their institutional presence, be reinterpreted as contemporary social condensers to foster integration, productivity, and belonging in rural contexts? This thesis argues that the architectural and social principles rooted in Turkey’s historical immigrant settlement practices offer valuable insights for addressing today’s refugee crisis. Reinterpreting the legacy of the Village Institutes illustrates how rural settlements can move beyond temporary solutions, becoming spaces of productivity, coexistence, and belonging. By reimagining rural settlements through the spirit of the Village Institutes, the thesis envisions displacement not as an end point, but as the beginning of new forms of community and shared futures.

In quanto paese confinante, la Turchia è stata profondamente colpita dalla guerra civile siriana, emergendo come il principale paese di accoglienza dei rifugiati siriani. Il governo turco ha inizialmente istituito campi profughi partendo dal presupposto che il conflitto sarebbe stato di breve durata. Tuttavia, quella che era iniziata come una rivolta temporanea si è presto trasformata in una guerra civile protratta, durante la quale i rifugiati siriani sono passati progressivamente dall’essere considerati ospiti temporanei al diventare una popolazione residente a lungo termine, in particolare nei centri urbani. “From Border-Lines to Rural Settlements” indaga come l’architettura e la progettazione urbana possano contribuire all’integrazione dei rifugiati, rivisitando le esperienze storiche della Turchia in materia di migrazione. Attraverso un approccio di research-by-design, la tesi esamina le lezioni del primo periodo repubblicano, in particolare le politiche di insediamento rurale e gli Istituti di Villaggio, come potenziali modelli per la pratica contemporanea. La tesi mira a rispondere a due domande fondamentali: come possono gli insediamenti rurali nella Turchia contemporanea essere trasformati in spazi di integrazione per i rifugiati, invece di concentrare gli sforzi di integrazione esclusivamente nei centri urbani? E come possono gli Istituti di Villaggio, che hanno perso la loro presenza istituzionale, essere reinterpretati come condensatori sociali contemporanei per favorire integrazione, produttività e senso di appartenenza nei contesti rurali? Questa tesi sostiene che i principi architettonici e sociali radicati nelle pratiche storiche di insediamento in Turchia offrano preziosi spunti per affrontare l’attuale crisi dei rifugiati. La reinterpretazione dell’eredità degli Istituti di Villaggio dimostra come gli insediamenti rurali possano andare oltre le soluzioni temporanee, diventando spazi di produttività, convivenza e appartenenza. Ripensando gli insediamenti rurali nello spirito degli Istituti di Villaggio, la tesi concepisce lo spostamento non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di nuove forme di comunità e di futuri condivisi.

From border-lines to rural settlements

Ceylaner, Recep Dogukan
2025/2026

Abstract

As a neighboring country, Turkey has been deeply affected by the Syrian civil war, emerging as the primary host of Syrian refugees. The Turkish government initially established refugee camps under the assumption that the conflict would be short-term. However, temporary uprising soon evolved into a protracted civil war, during which Syrian refugees progressively shifted from being regarded as guests to becoming a long-term resident population, particularly in urban centers. “From Border-Lines to Rural Settlements” investigates how architecture and urban design can contribute to refugee integration by revisiting Turkey’s historical experiences with migration. Through a research-by-design approach, the thesis examines lessons from the Early Republican period, particularly rural settlement policies and the Village Institutes, as potential models for contemporary practice. The thesis aims to answer two crucial questions; How can rural settlements in contemporary Turkey be transformed into spaces of integration for refugees, rather than limiting integration efforts to urban centers? How can the Village Institutes, which have lost their institutional presence, be reinterpreted as contemporary social condensers to foster integration, productivity, and belonging in rural contexts? This thesis argues that the architectural and social principles rooted in Turkey’s historical immigrant settlement practices offer valuable insights for addressing today’s refugee crisis. Reinterpreting the legacy of the Village Institutes illustrates how rural settlements can move beyond temporary solutions, becoming spaces of productivity, coexistence, and belonging. By reimagining rural settlements through the spirit of the Village Institutes, the thesis envisions displacement not as an end point, but as the beginning of new forms of community and shared futures.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
In quanto paese confinante, la Turchia è stata profondamente colpita dalla guerra civile siriana, emergendo come il principale paese di accoglienza dei rifugiati siriani. Il governo turco ha inizialmente istituito campi profughi partendo dal presupposto che il conflitto sarebbe stato di breve durata. Tuttavia, quella che era iniziata come una rivolta temporanea si è presto trasformata in una guerra civile protratta, durante la quale i rifugiati siriani sono passati progressivamente dall’essere considerati ospiti temporanei al diventare una popolazione residente a lungo termine, in particolare nei centri urbani. “From Border-Lines to Rural Settlements” indaga come l’architettura e la progettazione urbana possano contribuire all’integrazione dei rifugiati, rivisitando le esperienze storiche della Turchia in materia di migrazione. Attraverso un approccio di research-by-design, la tesi esamina le lezioni del primo periodo repubblicano, in particolare le politiche di insediamento rurale e gli Istituti di Villaggio, come potenziali modelli per la pratica contemporanea. La tesi mira a rispondere a due domande fondamentali: come possono gli insediamenti rurali nella Turchia contemporanea essere trasformati in spazi di integrazione per i rifugiati, invece di concentrare gli sforzi di integrazione esclusivamente nei centri urbani? E come possono gli Istituti di Villaggio, che hanno perso la loro presenza istituzionale, essere reinterpretati come condensatori sociali contemporanei per favorire integrazione, produttività e senso di appartenenza nei contesti rurali? Questa tesi sostiene che i principi architettonici e sociali radicati nelle pratiche storiche di insediamento in Turchia offrano preziosi spunti per affrontare l’attuale crisi dei rifugiati. La reinterpretazione dell’eredità degli Istituti di Villaggio dimostra come gli insediamenti rurali possano andare oltre le soluzioni temporanee, diventando spazi di produttività, convivenza e appartenenza. Ripensando gli insediamenti rurali nello spirito degli Istituti di Villaggio, la tesi concepisce lo spostamento non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di nuove forme di comunità e di futuri condivisi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253779