The thesis investigates Murano glass as a design material, considering its technological, cultural, and perceptual implications and their translation into interior and lighting design. The first section defines glass through historical, physical, and chemical references, focusing on its amorphous nature and optical behavior. Transparency, refraction, and light diffusion are interpreted as qualities capable of influencing spatial perception, highlighting glass not merely as an enclosure but as an element able to modulate light and atmosphere. The historical-artistic research then interprets glass production as an expression of cultural change, identifying glass as a language that unites function, symbol, and representation. Murano glass constitutes the main case study: typologies, manufacturing techniques, and the transmission of artisanal knowledge are analyzed, together with its contemporary relationship with design. The design phase becomes central and culminates in a temporary light installation at the Fondazione Giorgio Cini, on the Island of San Giorgio Maggiore in Venice. Placed outdoors, at the center of the Palladian Cloister, the work is conceived to engage in dialogue with the surrounding Palladian architecture. The immersive path narrates the materiality explored in the study of Murano glass and reveals its transformation from volumetric matter into living, active light, capable of becoming the dominant and defining element of the space.

L’elaborato indaga il vetro di Murano come materiale progettuale, considerandone implicazioni tecnologiche, culturali e percettive e la loro traduzione nell’interior e nel lighting design. Una prima parte definisce il vetro attraverso riferimenti storici, fisici e chimici, soffermandosi sulla natura amorfa e sul comportamento ottico. Trasparenza, rifrazione e diffusione luminosa sono lette come qualità capaci di influenzare la percezione dello spazio, evidenziando il vetro non solo come involucro ma come elemento in grado di modulare la luce e l’atmosfera. La ricerca storico-artistica interpreta poi la produzione vetraria come espressione dei mutamenti culturali, individuando nel vetro un linguaggio che unisce funzione, simbolo e rappresentazione. Il vetro di Murano costituisce il caso studio principale: vengono analizzate tipologie, tecniche di lavorazione e trasmissione del sapere artigianale, oltre al rapporto contemporaneo con il design. La fase progettuale assume un ruolo centrale e confluisce in un’installazione luminosa temporanea presso la Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Collocata all’esterno, nel centro del Chiostro Palladiano, l’opera è studiata per dialogare con l’architettura palladiana circostante. Il percorso immersivo racconta la matericità emersa dallo studio del vetro muranese e ne mostra la trasformazione: da materia volumetrica a luce viva e attiva, capace di diventare elemento dominante e caratterizzante dello spazio.

Revealed lights : da materia a luce

Bersani, Silvia
2024/2025

Abstract

The thesis investigates Murano glass as a design material, considering its technological, cultural, and perceptual implications and their translation into interior and lighting design. The first section defines glass through historical, physical, and chemical references, focusing on its amorphous nature and optical behavior. Transparency, refraction, and light diffusion are interpreted as qualities capable of influencing spatial perception, highlighting glass not merely as an enclosure but as an element able to modulate light and atmosphere. The historical-artistic research then interprets glass production as an expression of cultural change, identifying glass as a language that unites function, symbol, and representation. Murano glass constitutes the main case study: typologies, manufacturing techniques, and the transmission of artisanal knowledge are analyzed, together with its contemporary relationship with design. The design phase becomes central and culminates in a temporary light installation at the Fondazione Giorgio Cini, on the Island of San Giorgio Maggiore in Venice. Placed outdoors, at the center of the Palladian Cloister, the work is conceived to engage in dialogue with the surrounding Palladian architecture. The immersive path narrates the materiality explored in the study of Murano glass and reveals its transformation from volumetric matter into living, active light, capable of becoming the dominant and defining element of the space.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
L’elaborato indaga il vetro di Murano come materiale progettuale, considerandone implicazioni tecnologiche, culturali e percettive e la loro traduzione nell’interior e nel lighting design. Una prima parte definisce il vetro attraverso riferimenti storici, fisici e chimici, soffermandosi sulla natura amorfa e sul comportamento ottico. Trasparenza, rifrazione e diffusione luminosa sono lette come qualità capaci di influenzare la percezione dello spazio, evidenziando il vetro non solo come involucro ma come elemento in grado di modulare la luce e l’atmosfera. La ricerca storico-artistica interpreta poi la produzione vetraria come espressione dei mutamenti culturali, individuando nel vetro un linguaggio che unisce funzione, simbolo e rappresentazione. Il vetro di Murano costituisce il caso studio principale: vengono analizzate tipologie, tecniche di lavorazione e trasmissione del sapere artigianale, oltre al rapporto contemporaneo con il design. La fase progettuale assume un ruolo centrale e confluisce in un’installazione luminosa temporanea presso la Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Collocata all’esterno, nel centro del Chiostro Palladiano, l’opera è studiata per dialogare con l’architettura palladiana circostante. Il percorso immersivo racconta la matericità emersa dallo studio del vetro muranese e ne mostra la trasformazione: da materia volumetrica a luce viva e attiva, capace di diventare elemento dominante e caratterizzante dello spazio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253791