Design processes often address exclusion too late, reinforcing marginalization and limiting designers' ability to anticipate harmful consequences. Traditional approaches focused on accessibility overlook broader dimensions of exclusion. This PhD research draws on Design Justice principles and Intersectionality theory to reposition awareness as central to design education. Intersectionality challenges universalist assumptions and centres the lived experiences of those facing compounded marginalization. Despite its influence in social sciences, Intersectionality remains under integrated in design education, with limited guidance for educators. This research supports educators in fostering understanding of privilege and marginalization among design students by repositioning awareness as a meta-design that acts on the problem-framing phase. Addressing bias and power reflections early in the design process is essential to prevent exclusionary outcomes. Using participatory action research (PAR), the research co-constructs knowledge with educators and students, treating knowledge as situated, collaborative, and oriented toward change. The research unfolded through interconnected PAR cycles, included semi-structured interviews, focus groups, meta-design course collaboration, classroom activities, and reflective workshops. Analysis identifies three interrelated tensions: the complexity and inherent uncertainty of the topic, educator agency and ongoing self-reflection, and institutional barriers and systemic inertia. Findings reveal that educators struggle with where to start, fear doing harm, and lack institutional support, while students are receptive to intersectionality but perceive the market as resistant or indifferent. Awareness alone proves insufficient without multi-level support, yet small intentional interventions within existing courses can begin disrupting exclusionary defaults. The thesis contributes a diagnostic framework articulating these tensions across personal, classroom, and institutional levels, providing empirical insights to help educators foster critical discussions on privilege and marginalization. Practically, it offers a “Matrix” of educational “Tactics”, reflective activities, and resources that enable educators to work with tension and complexity, positioning design education as a key site for incremental, situated change.

I processi di design affrontano spesso il tema dell'esclusione troppo tardi, finendo per rafforzare la marginalizzazione e limitando la capacità dei designer di anticipare conseguenze dannose. Gli approcci tradizionali, focalizzati principalmente sull'accessibilità, tendono inoltre a trascurare le dimensioni più ampie del fenomeno. Questa ricerca di dottorato si fonda sui principi del Design Justice e sulla teoria dell'Intersezionalità per riposizionare la consapevolezza come elemento centrale nell'educazione al design. L'Intersezionalità mette in discussione le assunzioni universaliste e porta al centro le esperienze vissute da chi affronta forme di marginalizzazione molteplici e sovrapposte. Nonostante la sua influenza nelle scienze sociali, questa teoria rimane scarsamente integrata nell'educazione al design, con una guida ancora limitata per i docenti. La ricerca supporta i docenti nel favorire, tra gli studenti, una comprensione più profonda del privilegio e della marginalizzazione, riposizionando la consapevolezza nella fase di meta-design, fasi in cui si definisce il problema. Affrontare precocemente le riflessioni su bias e potere è essenziale per prevenire esiti escludenti. Attraverso la ricerca-azione partecipativa (PAR), la tesi co-costruisce conoscenza insieme a docenti e studenti, trattandola come situata, collaborativa e orientata al cambiamento. La ricerca si è sviluppata attraverso cicli interconnessi di PAR, che hanno incluso interviste semi-strutturate, focus group, collaborazioni a corsi di meta-design, attività in aula e workshop riflessivi. L'analisi individua tre tensioni tra loro collegate: la complessità e l'incertezza intrinseche all'argomento, l'agency dei docenti e la necessità di una continua auto-riflessione, le barriere istituzionali e l'inerzia sistemica. I risultati mostrano che i docenti faticano a trovare un punto di partenza, temono di causare danni e mancano di supporto istituzionale; al contempo, gli studenti si dimostrano ricettivi all'intersezionalità, ma percepiscono il mercato del lavoro come resistente o indifferente. La sola consapevolezza si rivela insufficiente senza un supporto articolato su più livelli; tuttavia, interventi intenzionali anche di piccola scala, inseriti all'interno di corsi già esistenti, possono cominciare a scardinare i modelli escludenti consolidati. La tesi contribuisce al campo con un framework diagnostico che articola queste tensioni a livello personale, di aula e istituzionale, offrendo evidenze empiriche a supporto dei docenti che intendono promuovere discussioni critiche su privilegio e marginalizzazione. Sul piano pratico, propone una “Matrice” di “Tattiche” educative, attività riflessive e risorse che consentono ai docenti di lavorare con la tensione e la complessità, posizionando l'educazione al design come uno spazio chiave per un cambiamento incrementale e situato.

Designing for intersectional awareness: meta-design for situated and incremental change in design education

Caruso, Federica
2025/2026

Abstract

Design processes often address exclusion too late, reinforcing marginalization and limiting designers' ability to anticipate harmful consequences. Traditional approaches focused on accessibility overlook broader dimensions of exclusion. This PhD research draws on Design Justice principles and Intersectionality theory to reposition awareness as central to design education. Intersectionality challenges universalist assumptions and centres the lived experiences of those facing compounded marginalization. Despite its influence in social sciences, Intersectionality remains under integrated in design education, with limited guidance for educators. This research supports educators in fostering understanding of privilege and marginalization among design students by repositioning awareness as a meta-design that acts on the problem-framing phase. Addressing bias and power reflections early in the design process is essential to prevent exclusionary outcomes. Using participatory action research (PAR), the research co-constructs knowledge with educators and students, treating knowledge as situated, collaborative, and oriented toward change. The research unfolded through interconnected PAR cycles, included semi-structured interviews, focus groups, meta-design course collaboration, classroom activities, and reflective workshops. Analysis identifies three interrelated tensions: the complexity and inherent uncertainty of the topic, educator agency and ongoing self-reflection, and institutional barriers and systemic inertia. Findings reveal that educators struggle with where to start, fear doing harm, and lack institutional support, while students are receptive to intersectionality but perceive the market as resistant or indifferent. Awareness alone proves insufficient without multi-level support, yet small intentional interventions within existing courses can begin disrupting exclusionary defaults. The thesis contributes a diagnostic framework articulating these tensions across personal, classroom, and institutional levels, providing empirical insights to help educators foster critical discussions on privilege and marginalization. Practically, it offers a “Matrix” of educational “Tactics”, reflective activities, and resources that enable educators to work with tension and complexity, positioning design education as a key site for incremental, situated change.
RAMPINO, LUCIA ROSA ELENA
RAMPINO, LUCIA ROSA ELENA
16-mar-2026
Designing for intersectional awareness: meta-design for situated and incremental change in design education
I processi di design affrontano spesso il tema dell'esclusione troppo tardi, finendo per rafforzare la marginalizzazione e limitando la capacità dei designer di anticipare conseguenze dannose. Gli approcci tradizionali, focalizzati principalmente sull'accessibilità, tendono inoltre a trascurare le dimensioni più ampie del fenomeno. Questa ricerca di dottorato si fonda sui principi del Design Justice e sulla teoria dell'Intersezionalità per riposizionare la consapevolezza come elemento centrale nell'educazione al design. L'Intersezionalità mette in discussione le assunzioni universaliste e porta al centro le esperienze vissute da chi affronta forme di marginalizzazione molteplici e sovrapposte. Nonostante la sua influenza nelle scienze sociali, questa teoria rimane scarsamente integrata nell'educazione al design, con una guida ancora limitata per i docenti. La ricerca supporta i docenti nel favorire, tra gli studenti, una comprensione più profonda del privilegio e della marginalizzazione, riposizionando la consapevolezza nella fase di meta-design, fasi in cui si definisce il problema. Affrontare precocemente le riflessioni su bias e potere è essenziale per prevenire esiti escludenti. Attraverso la ricerca-azione partecipativa (PAR), la tesi co-costruisce conoscenza insieme a docenti e studenti, trattandola come situata, collaborativa e orientata al cambiamento. La ricerca si è sviluppata attraverso cicli interconnessi di PAR, che hanno incluso interviste semi-strutturate, focus group, collaborazioni a corsi di meta-design, attività in aula e workshop riflessivi. L'analisi individua tre tensioni tra loro collegate: la complessità e l'incertezza intrinseche all'argomento, l'agency dei docenti e la necessità di una continua auto-riflessione, le barriere istituzionali e l'inerzia sistemica. I risultati mostrano che i docenti faticano a trovare un punto di partenza, temono di causare danni e mancano di supporto istituzionale; al contempo, gli studenti si dimostrano ricettivi all'intersezionalità, ma percepiscono il mercato del lavoro come resistente o indifferente. La sola consapevolezza si rivela insufficiente senza un supporto articolato su più livelli; tuttavia, interventi intenzionali anche di piccola scala, inseriti all'interno di corsi già esistenti, possono cominciare a scardinare i modelli escludenti consolidati. La tesi contribuisce al campo con un framework diagnostico che articola queste tensioni a livello personale, di aula e istituzionale, offrendo evidenze empiriche a supporto dei docenti che intendono promuovere discussioni critiche su privilegio e marginalizzazione. Sul piano pratico, propone una “Matrice” di “Tattiche” educative, attività riflessive e risorse che consentono ai docenti di lavorare con la tensione e la complessità, posizionando l'educazione al design come uno spazio chiave per un cambiamento incrementale e situato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/254157