This thesis investigates the relationship between architecture and states of consciousness through an experiential project grounded in the progressive modulation of perception. By assuming the body as the primary infrastructure of experience, the research develops the concept of Zoestasis—understood as an embodied perceptual dynamic in which life (zoé) and ecstasy intertwine in a process of conscious intensification. The project unfolds through a sequence of spatial environments conceived as attentional and sensory reorientation devices, designed to intervene in posture, breathing, vocality, and bodily awareness. Materiality, light, sound, and interactive technologies converge to construct conditions in which experience intensifies in a gradual, situated, and non-spectacular manner. Architecture is framed not as a container of events, but as an operative system capable of co-producing perceptual states. The research thus proposes a design model in which the dilation of consciousness emerges as an embodied process, rooted in the relational interplay between body, space, and environment.

La tesi indaga la ricerca del sentimento estaico attraverso un progetto esperienziale fondato sulla modulazione progressiva della percezione. Assumendo il corpo come infrastruttura primaria dell’esperienza, la ricerca sviluppa il concetto di Zoestasi — intesa come dinamica percettiva incarnata in cui vita (zoé) ed estasi si intrecciano in un processo di intensificazione consapevole. Il progetto si articola in una sequenza di ambienti concepiti come dispositivi di ri-orientamento attentivo e sensoriale, capaci di intervenire su postura, respiro, vocalità e consapevolezza corporea. Materia, luce, suono e tecnologie interattive concorrono alla costruzione di condizioni in cui l’esperienza si intensifica in modo graduale, situato e non spettacolare. L’architettura è intesa non come contenitore di eventi, ma come sistema operativo che co-produce stati percettivi. La ricerca propone così un modello progettuale in cui la dilatazione della coscienza emerge come processo radicato nella relazione tra corpo, spazio e ambiente.

Zoestasi: il design per abitare un'esperienza

Salvioni, Maria Antonia
2024/2025

Abstract

This thesis investigates the relationship between architecture and states of consciousness through an experiential project grounded in the progressive modulation of perception. By assuming the body as the primary infrastructure of experience, the research develops the concept of Zoestasis—understood as an embodied perceptual dynamic in which life (zoé) and ecstasy intertwine in a process of conscious intensification. The project unfolds through a sequence of spatial environments conceived as attentional and sensory reorientation devices, designed to intervene in posture, breathing, vocality, and bodily awareness. Materiality, light, sound, and interactive technologies converge to construct conditions in which experience intensifies in a gradual, situated, and non-spectacular manner. Architecture is framed not as a container of events, but as an operative system capable of co-producing perceptual states. The research thus proposes a design model in which the dilation of consciousness emerges as an embodied process, rooted in the relational interplay between body, space, and environment.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
La tesi indaga la ricerca del sentimento estaico attraverso un progetto esperienziale fondato sulla modulazione progressiva della percezione. Assumendo il corpo come infrastruttura primaria dell’esperienza, la ricerca sviluppa il concetto di Zoestasi — intesa come dinamica percettiva incarnata in cui vita (zoé) ed estasi si intrecciano in un processo di intensificazione consapevole. Il progetto si articola in una sequenza di ambienti concepiti come dispositivi di ri-orientamento attentivo e sensoriale, capaci di intervenire su postura, respiro, vocalità e consapevolezza corporea. Materia, luce, suono e tecnologie interattive concorrono alla costruzione di condizioni in cui l’esperienza si intensifica in modo graduale, situato e non spettacolare. L’architettura è intesa non come contenitore di eventi, ma come sistema operativo che co-produce stati percettivi. La ricerca propone così un modello progettuale in cui la dilatazione della coscienza emerge come processo radicato nella relazione tra corpo, spazio e ambiente.
File allegati
File Dimensione Formato  
2026 Salvioni.pdf

accessibile in internet per tutti

Dimensione 50.32 MB
Formato Adobe PDF
50.32 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/254277