This thesis aims to explore the use of artificial intelligence (AI) for the valorization of archives and cultural heritage, focusing on applications such as digitization, automatic cataloging, and human interactions. When discussing AI and archives, there is often a fear of losing authenticity in conservation processes. However, artificial intelligence is part of an entirely natural process of digitization that began back in the 1960s. Years ago, a young Disney animator proposed a revolutionary idea: digitizing drawings on a computer to make films more realistic. Disney rejected the project, believing that films should continue to be hand-drawn. That animator was John Lasseter, the future creator of Toy Story. Ironically, today not only has Toy Story become a global success, but Disney itself has abandoned pen and paper, fully digitizing its films. This serves as an example for the story of today's digital revolution: AI emerges as a key element in positively transforming the ways cultural heritage is experienced and valorized. It is about giving new life to memory, making it accessible for present and future generations. In this context, contemporary artists play a crucial role, integrating AI to reinterpret historical archives and thus create hybrid works. Collaborations such as those developed at MEET, the Milan-based center dedicated to digital art, exemplify this concept: artists like Refik Anadol use generative algorithms to transform archival documents into immersive installations, giving cultural heritage a new, more fluid and interactive form. These works not only amplify the visibility of archives but also stimulate dialogue, engaging the public in multisensory experiences. It is also important to remember that communication design plays a fundamental role in this process, acting as a bridge between AI and human engagement. Through the use of user interfaces and digital storytelling, it transforms raw archival data into engaging and accessible experiences, setting aside fears of impersonality and giving value to culture. Effective design ensures that AI is not perceived as a threat, but as an ally for inclusive and culturally relevant communication. The thesis therefore proposes a model for the ethical integration of AI with the aim of transforming cultural heritage into something alive. Embracing artificial intelligence does not mean giving up the past, but rather ensuring that cultural heritage continues to be present in every place and at every time.

La presente tesi ha lo scopo di esplorare l’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) per la valorizzazione degli archivi e del patrimonio culturale, focalizzandosi su applica- zioni come digitalizzazione, catalogazione automatica e interazioni umane. Spesso, quando si parla di IA e archivi, si teme la perdita di autenticità nei processi di conservazione. Tuttavia, l’intelligenza artificiale fa parte di un processo, del tutto naturale, di digitalizzazione che è iniziato a partire dagli anni ‘60. Anni fa, un giovane disegnatore della Disney propose un’idea rivoluzionaria: digi- talizzare i disegni al computer per rendere i film più realistici. Ma la Disney rifiutò il progetto, ritenendo che i film dovessero continuare a essere disegnati a mano. Quel disegnatore era John Lasseter, il futuro creatore di Toy Story. E ironia della sorte, oggi non solo Toy Story è stato un successo globale, ma anche la Disney ha abban- donato carta e penna, digitalizzando completamente i suoi film. Questo è d’esempio per la storia della rivoluzione digitale d’oggigiorno: l’IA emerge come un elemento cardine per rivoluzionare in positivo le modalità di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta di dare nuova vita alla memoria, rendendola accessibile per le generazioni presenti e future. In questo contesto, un ruolo cruciale è tenuto dagli artisti contemporanei, che inte- grano l’IA per reinterpretare archivi storici creando così opere ibride. Collaborazioni come quelle sviluppate al MEET, centro milanese dedicato alla di- gital art, esemplificano tale concetto: artisti come Refik Anadol usano algoritmi generativi per trasformare documenti d’archivio in installazioni immersive, dando al patrimonio culturale una nuova forma più fluida e interattiva. Queste opere non solo amplificano la visibilità degli archivi, ma stimolano dialoghi coinvolgendo così il pubblico in esperienze multisensoriali. Inoltre, è importante ricordare che il design della comunicazione riveste un’impor- tanza fondamentale in questo processo, fungendo da ponte tra IA e fruizione uma- na. Attraverso l’utilizzo di interfacce utente e storytelling digitale, esso trasforma dati grezzi di archivi in esperienze coinvolgenti e accessibili, mettendo da parte i timori di impersonalità e dando valore alla cultura. Un design efficace garantisce che l’IA non sia percepita come minaccia, ma come alleato per una comunicazione inclusiva e culturalmente rilevante. La tesi dunque propone un modello per l’integrazione etica dell’IA al fine di trasfor- mare il patrimonio culturale in qualcosa di vivo. Abbracciare l’intelligenza artificiale non significa rinunciare al passato, ma garantire che l’eredità culturale continui a essere presente in ogni luogo e in ogni tempo.

L'utilizzo dell'intelligenza artificiale per la valorizzazione degli archivi e del patrimonio culturale

Monaco, Giulia
2025/2026

Abstract

This thesis aims to explore the use of artificial intelligence (AI) for the valorization of archives and cultural heritage, focusing on applications such as digitization, automatic cataloging, and human interactions. When discussing AI and archives, there is often a fear of losing authenticity in conservation processes. However, artificial intelligence is part of an entirely natural process of digitization that began back in the 1960s. Years ago, a young Disney animator proposed a revolutionary idea: digitizing drawings on a computer to make films more realistic. Disney rejected the project, believing that films should continue to be hand-drawn. That animator was John Lasseter, the future creator of Toy Story. Ironically, today not only has Toy Story become a global success, but Disney itself has abandoned pen and paper, fully digitizing its films. This serves as an example for the story of today's digital revolution: AI emerges as a key element in positively transforming the ways cultural heritage is experienced and valorized. It is about giving new life to memory, making it accessible for present and future generations. In this context, contemporary artists play a crucial role, integrating AI to reinterpret historical archives and thus create hybrid works. Collaborations such as those developed at MEET, the Milan-based center dedicated to digital art, exemplify this concept: artists like Refik Anadol use generative algorithms to transform archival documents into immersive installations, giving cultural heritage a new, more fluid and interactive form. These works not only amplify the visibility of archives but also stimulate dialogue, engaging the public in multisensory experiences. It is also important to remember that communication design plays a fundamental role in this process, acting as a bridge between AI and human engagement. Through the use of user interfaces and digital storytelling, it transforms raw archival data into engaging and accessible experiences, setting aside fears of impersonality and giving value to culture. Effective design ensures that AI is not perceived as a threat, but as an ally for inclusive and culturally relevant communication. The thesis therefore proposes a model for the ethical integration of AI with the aim of transforming cultural heritage into something alive. Embracing artificial intelligence does not mean giving up the past, but rather ensuring that cultural heritage continues to be present in every place and at every time.
ARC III - Scuola del Design
22-lug-2026
2025/2026
La presente tesi ha lo scopo di esplorare l’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) per la valorizzazione degli archivi e del patrimonio culturale, focalizzandosi su applica- zioni come digitalizzazione, catalogazione automatica e interazioni umane. Spesso, quando si parla di IA e archivi, si teme la perdita di autenticità nei processi di conservazione. Tuttavia, l’intelligenza artificiale fa parte di un processo, del tutto naturale, di digitalizzazione che è iniziato a partire dagli anni ‘60. Anni fa, un giovane disegnatore della Disney propose un’idea rivoluzionaria: digi- talizzare i disegni al computer per rendere i film più realistici. Ma la Disney rifiutò il progetto, ritenendo che i film dovessero continuare a essere disegnati a mano. Quel disegnatore era John Lasseter, il futuro creatore di Toy Story. E ironia della sorte, oggi non solo Toy Story è stato un successo globale, ma anche la Disney ha abban- donato carta e penna, digitalizzando completamente i suoi film. Questo è d’esempio per la storia della rivoluzione digitale d’oggigiorno: l’IA emerge come un elemento cardine per rivoluzionare in positivo le modalità di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta di dare nuova vita alla memoria, rendendola accessibile per le generazioni presenti e future. In questo contesto, un ruolo cruciale è tenuto dagli artisti contemporanei, che inte- grano l’IA per reinterpretare archivi storici creando così opere ibride. Collaborazioni come quelle sviluppate al MEET, centro milanese dedicato alla di- gital art, esemplificano tale concetto: artisti come Refik Anadol usano algoritmi generativi per trasformare documenti d’archivio in installazioni immersive, dando al patrimonio culturale una nuova forma più fluida e interattiva. Queste opere non solo amplificano la visibilità degli archivi, ma stimolano dialoghi coinvolgendo così il pubblico in esperienze multisensoriali. Inoltre, è importante ricordare che il design della comunicazione riveste un’impor- tanza fondamentale in questo processo, fungendo da ponte tra IA e fruizione uma- na. Attraverso l’utilizzo di interfacce utente e storytelling digitale, esso trasforma dati grezzi di archivi in esperienze coinvolgenti e accessibili, mettendo da parte i timori di impersonalità e dando valore alla cultura. Un design efficace garantisce che l’IA non sia percepita come minaccia, ma come alleato per una comunicazione inclusiva e culturalmente rilevante. La tesi dunque propone un modello per l’integrazione etica dell’IA al fine di trasfor- mare il patrimonio culturale in qualcosa di vivo. Abbracciare l’intelligenza artificiale non significa rinunciare al passato, ma garantire che l’eredità culturale continui a essere presente in ogni luogo e in ogni tempo.
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Descrizione: Una tesi sull'uso dell'intelligenza artificiale per la valorizzazione di archivi e patrimonio culturale, tra digitalizzazione, arte generativa e design della comunicazione come ponte tra IA e fruizione umana.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/259419