This thesis examines post-war Polish cinema as a visual archive of interior design, material scarcity, and cultural identity. It argues that Polish interiors are not passive backgrounds, but political and emotional records in which historical trauma, state ideology, domestic resourcefulness, capitalist shock, and contemporary self-recognition become spatially legible. Through close readings of films from the Polish School, the Cinema of Moral Anxiety, late-PRL satire and allegory, transformation-era cinema, and post-2004 works, the dissertation traces how rooms, objects, housing systems, churches, hotels, wedding halls, and design icons register changing national conditions. The research combines filmic mise-en-scene analysis with a practice-led component: a film essay and a series of postcards that translate the written argument into emotional and visual form. The conclusion shows that Polish design has moved from survival and shame toward a more conscious language of memory, irony, restoration, and local identity.

Questa tesi esamina il cinema polacco del dopoguerra come un archivio visivo di interior design, scarsità materiale e identità culturale. Sostiene che gli interni polacchi non siano sfondi passivi, bensì testimonianze politiche ed emotive in cui il trauma storico, l'ideologia di stato, l'ingegnosità domestica, lo shock capitalista e l'autoriconoscimento contemporaneo diventano spazialmente leggibili. Attraverso un'analisi approfondita di pellicole della Scuola polacca, del Cinema dell'ansia morale, della satira e dell'allegoria della tarda PRL (Repubblica Popolare di Polonia), del cinema dell'era della trasformazione e di opere successive al 2004, lo studio traccia il modo in cui stanze, oggetti, complessi abitativi, chiese, hotel, sale da ricevimento e icone del design registrano il mutamento delle condizioni nazionali. La ricerca unisce l'analisi della messa in scena cinematografica a una componente guidata dalla pratica (practice-led): un saggio filmico e una serie di cartoline che traducono la tesi scritta in una forma emotiva e visiva. La conclusione evidenzia come il design polacco si sia mosso da una dimensione di sopravvivenza e vergogna verso un linguaggio più consapevole, legato alla memoria, all'ironia, al recupero e all'identità locale.

Political interiors : polish cinema as a record of design, scarcity, and cultural identity

SZWARC, ALEKSANDRA
2025/2026

Abstract

This thesis examines post-war Polish cinema as a visual archive of interior design, material scarcity, and cultural identity. It argues that Polish interiors are not passive backgrounds, but political and emotional records in which historical trauma, state ideology, domestic resourcefulness, capitalist shock, and contemporary self-recognition become spatially legible. Through close readings of films from the Polish School, the Cinema of Moral Anxiety, late-PRL satire and allegory, transformation-era cinema, and post-2004 works, the dissertation traces how rooms, objects, housing systems, churches, hotels, wedding halls, and design icons register changing national conditions. The research combines filmic mise-en-scene analysis with a practice-led component: a film essay and a series of postcards that translate the written argument into emotional and visual form. The conclusion shows that Polish design has moved from survival and shame toward a more conscious language of memory, irony, restoration, and local identity.
ARC III - Scuola del Design
22-lug-2026
2025/2026
Questa tesi esamina il cinema polacco del dopoguerra come un archivio visivo di interior design, scarsità materiale e identità culturale. Sostiene che gli interni polacchi non siano sfondi passivi, bensì testimonianze politiche ed emotive in cui il trauma storico, l'ideologia di stato, l'ingegnosità domestica, lo shock capitalista e l'autoriconoscimento contemporaneo diventano spazialmente leggibili. Attraverso un'analisi approfondita di pellicole della Scuola polacca, del Cinema dell'ansia morale, della satira e dell'allegoria della tarda PRL (Repubblica Popolare di Polonia), del cinema dell'era della trasformazione e di opere successive al 2004, lo studio traccia il modo in cui stanze, oggetti, complessi abitativi, chiese, hotel, sale da ricevimento e icone del design registrano il mutamento delle condizioni nazionali. La ricerca unisce l'analisi della messa in scena cinematografica a una componente guidata dalla pratica (practice-led): un saggio filmico e una serie di cartoline che traducono la tesi scritta in una forma emotiva e visiva. La conclusione evidenzia come il design polacco si sia mosso da una dimensione di sopravvivenza e vergogna verso un linguaggio più consapevole, legato alla memoria, all'ironia, al recupero e all'identità locale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/259677