This thesis addresses the regeneration of disused industrial heritage through the case study of the former Pesenti Cement Plant in Alzano Lombardo, a significant testimony to the industrial history of the Val Seriana. In a context characterized by the need to limit land consumption and enhance the value of the existing built environment, adaptive reuse is considered a tool capable of reconciling conservation, sustainability, and territorial development. The research begins with an integrated analysis of the site, complemented by a critical reconstruction of the main redevelopment proposals developed over the past decades. This investigation highlights how the site's failure to be revitalized does not stem from a lack of cultural value, but rather from the absence of sustainable and progressively implementable activation models. Building on these premises, the thesis develops a strategy based on adaptive reuse, minimal intervention, and the creation of an open masterplan structured around autonomous yet coordinated operations. The project proposes the widespread restoration of the cement plant and the selective conversion of a strategic portion of the complex, intended to accommodate public spaces, cultural activities, services, and a research center dedicated to sustainable construction materials. A system of paths and walkways restores continuity to what is now a fragmented structure, transforming movement through the site into a means of understanding and experiencing its industrial heritage. The intervention offers a contemporary reinterpretation of the site's identity: from a symbol of twentieth-century cement production to a hub for research, education, and environmental innovation. By balancing public functions with economically sustainable activities, the project defines a flexible and replicable model of regeneration. Faced with the multiple possibilities offered by the existing built environment, architects must possess the ability to pause at the crossroads and consciously choose the most appropriate path—not the easiest one.

La presente tesi affronta il tema della rigenerazione del patrimonio industriale dismesso attraverso il caso studio dell’ex Cementificio Pesenti di Alzano Lombardo, significativa testimonianza della storia produttiva della Val Seriana. In un contesto caratterizzato dalla necessità di limitare il consumo di suolo e valorizzare il patrimonio costruito, il riuso viene assunto come strumento capace di coniugare conservazione, sostenibilità e sviluppo territoriale. La ricerca prende avvio da un’analisi integrata dalla ricostruzione critica delle principali ipotesi di recupero elaborate negli ultimi decenni. Tale indagine evidenzia come il mancato rilancio del sito non derivi dalla mancanza di valore culturale, ma dall’assenza di modelli di attivazione sostenibili e progressivamente realizzabili. Su queste premesse, la tesi sviluppa una strategia fondata sul riuso adattivo, sul minimo intervento e sulla costruzione di un masterplan aperto, articolato in operazioni autonome ma coordinate. Il progetto prevede il restauro diffuso del cementificio e la rifunzionalizzazione selettiva di una sua porzione strategica, destinata ad accogliere spazi pubblici, attività culturali, servizi e un centro di ricerca dedicato ai materiali per l’edilizia sostenibile. Un sistema di percorsi e passerelle restituisce continuità a un organismo oggi frammentato, trasformando l’attraversamento in uno strumento di conoscenza del patrimonio industriale. L’intervento propone una rilettura contemporanea dell’identità del luogo: da simbolo della produzione cementizia novecentesca a polo dedicato alla ricerca, alla formazione e all’innovazione ambientale. Attraverso l’equilibrio tra funzioni pubbliche e attività economicamente sostenibili, il progetto definisce un modello di rigenerazione flessibile e replicabile. Di fronte alle molteplici possibilità offerte dall’esistente, l’architetto deve avere la capacità di fermarsi davanti al bivio e assumere, con consapevolezza, la strada più giusta, non la più facile.

Bivium

Biassoni, Sofia Maria
2025/2026

Abstract

This thesis addresses the regeneration of disused industrial heritage through the case study of the former Pesenti Cement Plant in Alzano Lombardo, a significant testimony to the industrial history of the Val Seriana. In a context characterized by the need to limit land consumption and enhance the value of the existing built environment, adaptive reuse is considered a tool capable of reconciling conservation, sustainability, and territorial development. The research begins with an integrated analysis of the site, complemented by a critical reconstruction of the main redevelopment proposals developed over the past decades. This investigation highlights how the site's failure to be revitalized does not stem from a lack of cultural value, but rather from the absence of sustainable and progressively implementable activation models. Building on these premises, the thesis develops a strategy based on adaptive reuse, minimal intervention, and the creation of an open masterplan structured around autonomous yet coordinated operations. The project proposes the widespread restoration of the cement plant and the selective conversion of a strategic portion of the complex, intended to accommodate public spaces, cultural activities, services, and a research center dedicated to sustainable construction materials. A system of paths and walkways restores continuity to what is now a fragmented structure, transforming movement through the site into a means of understanding and experiencing its industrial heritage. The intervention offers a contemporary reinterpretation of the site's identity: from a symbol of twentieth-century cement production to a hub for research, education, and environmental innovation. By balancing public functions with economically sustainable activities, the project defines a flexible and replicable model of regeneration. Faced with the multiple possibilities offered by the existing built environment, architects must possess the ability to pause at the crossroads and consciously choose the most appropriate path—not the easiest one.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
La presente tesi affronta il tema della rigenerazione del patrimonio industriale dismesso attraverso il caso studio dell’ex Cementificio Pesenti di Alzano Lombardo, significativa testimonianza della storia produttiva della Val Seriana. In un contesto caratterizzato dalla necessità di limitare il consumo di suolo e valorizzare il patrimonio costruito, il riuso viene assunto come strumento capace di coniugare conservazione, sostenibilità e sviluppo territoriale. La ricerca prende avvio da un’analisi integrata dalla ricostruzione critica delle principali ipotesi di recupero elaborate negli ultimi decenni. Tale indagine evidenzia come il mancato rilancio del sito non derivi dalla mancanza di valore culturale, ma dall’assenza di modelli di attivazione sostenibili e progressivamente realizzabili. Su queste premesse, la tesi sviluppa una strategia fondata sul riuso adattivo, sul minimo intervento e sulla costruzione di un masterplan aperto, articolato in operazioni autonome ma coordinate. Il progetto prevede il restauro diffuso del cementificio e la rifunzionalizzazione selettiva di una sua porzione strategica, destinata ad accogliere spazi pubblici, attività culturali, servizi e un centro di ricerca dedicato ai materiali per l’edilizia sostenibile. Un sistema di percorsi e passerelle restituisce continuità a un organismo oggi frammentato, trasformando l’attraversamento in uno strumento di conoscenza del patrimonio industriale. L’intervento propone una rilettura contemporanea dell’identità del luogo: da simbolo della produzione cementizia novecentesca a polo dedicato alla ricerca, alla formazione e all’innovazione ambientale. Attraverso l’equilibrio tra funzioni pubbliche e attività economicamente sostenibili, il progetto definisce un modello di rigenerazione flessibile e replicabile. Di fronte alle molteplici possibilità offerte dall’esistente, l’architetto deve avere la capacità di fermarsi davanti al bivio e assumere, con consapevolezza, la strada più giusta, non la più facile.
File allegati
File Dimensione Formato  
2026_07_Biassoni_Tesi_01.pdf

non accessibile

Descrizione: Tesi (Parte I)
Dimensione 8.99 MB
Formato Adobe PDF
8.99 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2026_07_Biassoni_Tesi_02.pdf

non accessibile

Descrizione: Tesi (Parte II)
Dimensione 405.63 MB
Formato Adobe PDF
405.63 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2026_07_Biassoni_Tesi_03.pdf

non accessibile

Descrizione: Tesi (Parte III)
Dimensione 162.51 MB
Formato Adobe PDF
162.51 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2026_07_Biassoni_Tesi_04.pdf

non accessibile

Descrizione: Tesi (Parte IV)
Dimensione 158.05 MB
Formato Adobe PDF
158.05 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2026_07_Biassoni_Tesi_05.pdf

non accessibile

Descrizione: Tesi (Parte V)
Dimensione 201.04 MB
Formato Adobe PDF
201.04 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2026_07_Biassoni_Tavole.pdf

non accessibile

Descrizione: Tavole
Dimensione 70.23 MB
Formato Adobe PDF
70.23 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/260017