This Master’s research thesis in Design investigates overcoming the traditional extractive paradigm that dominates the fashion industry, proposing a radical transition towards a true “bio-cooperative fashion”. Faced with the clear inadequacy of current environmental mitigation strategies, which are predominantly based on mere harm reduction (Footprint), the study theorizes and experiments with the active generation of net ecological value (Handprint) through the systemic use of cultivated biomaterials, with a specific focus on Bacterial Cellulose (BC). Within this new conceptual framework oriented towards regenerative design, the garment ceases to be an inert, single-use artifact and evolves into an interactive micro-habitat. Through a care-based approach, garment maintenance becomes a ritual of ecological literacy capable of triggering a mutualistic symbiosis between human beings, matter, and the environment. This theoretical vision found solid empirical validation through a thirty-day bio-fabrication experimental protocol, designed to demonstrate the technical feasibility of the growing-to-form process and the consequent elimination of cutting waste (Zero Waste). In this phase, a comparative analysis between the use of liquid and solid inocula allowed for the evaluation of the mechanical and aesthetic optimization of the bio-leather. Parallel to the material investigation, a sociological survey conducted on 106 participants explored the cultural acceptability of living matter. The collected data demonstrate how the traceability of positive impact and the gratification linked to active care can successfully overcome the contemporary consumer’s initial psychological barrier, or “yuck factor”. To translate these findings into a large-scale applicable model and resolve the paradox linked to the industrialization of biomaterials, the research culminates in the design of BC-FLOW, a modular software infrastructure. This innovative system integrates predictive simulations (BioSim Lab), care interfaces (Care-Interface), and proximity logistics networks (Supply-Linker) to convert organic unpredictability into reliable management parameters, thereby equipping companies with the tools necessary to embrace regenerative sustainability. In conclusion, the work demonstrates how the hybridization of biotechnology, relational design, and data engineering offers a concrete and viable path to transform the fashion sector from an extractive force into a powerful instrument of terrestrial regeneration.

La presente tesi di ricerca magistrale in Design indaga il superamento del tradizionale paradigma estrattivo che domina l’industria della moda, proponendo una transizione radicale verso una vera e propria “moda bio-cooperativa”. Di fronte alla palese insufficienza delle attuali strategie di mitigazione ambientale, basate prevalentemente sulla semplice riduzione del danno (Footprint), lo studio teorizza e sperimenta la generazione attiva di valore ecologico netto (Handprint) attraverso l’impiego sistemico di biomateriali coltivati, con particolare riferimento alla Cellulosa Batterica (BC). All’interno di questo nuovo quadro concettuale orientato al design rigenerativo, l’indumento cessa di essere un artefatto inerte e monouso per evolvere in un micro-habitat interattivo. Attraverso un approccio basato sulla cura (care-based), la manutenzione del capo diviene un rituale di alfabetizzazione ecologica capace di innescare una simbiosi mutualistica tra essere umano, materia e ambiente. Questa visione teorica ha trovato una solida validazione empirica attraverso un protocollo sperimentale di bio-fabbricazione della durata di trenta giorni, concepito per dimostrare la fattibilità tecnica del processo di crescita in forma (growing-to-form) e il conseguente abbattimento degli scarti di taglio (Zero Waste). In questa fase, l’analisi comparativa tra l’utilizzo di inoculi liquidi e solidi ha consentito di valutare l’ottimizzazione meccanica ed estetica della bio-pelle. Parallelamente all’indagine sui materiali, una rilevazione sociologica condotta su 106 partecipanti ha esplorato l’accettabilità culturale della materia vivente. I dati raccolti dimostrano come la tracciabilità dell’impatto positivo e la gratificazione legata alla cura attiva possano superare con successo l’iniziale barriera psicologica, o yuck factor, del consumatore contemporaneo. Per tradurre queste evidenze in un modello applicabile su larga scala e risolvere il paradosso legato all’industrializzazione dei biomateriali, il percorso di ricerca culmina nella progettazione di BC-FLOW, un’infrastruttura software modulare. Questo innovativo sistema integra simulazioni predittive (BioSim Lab), interfacce di cura (Care-Interface) e reti logistiche di prossimità (Supply-Linker) per convertire l’imprevedibilità organica in parametri gestionali affidabili, dotando così le aziende degli strumenti necessari per abbracciare la sostenibilità rigenerativa. In conclusione, il lavoro dimostra come l’ibridazione tra biotecnologia, design relazionale e ingegneria dei dati offra una via concreta e percorribile per trasformare il settore della moda da forza estrattiva a potente strumento di rigenerazione terrestre.

Verso la moda bio-cooperativa: dalla coltivazione della cellulosa batterica al sistema bc-FLOW

Corso, Ginevra
2025/2026

Abstract

This Master’s research thesis in Design investigates overcoming the traditional extractive paradigm that dominates the fashion industry, proposing a radical transition towards a true “bio-cooperative fashion”. Faced with the clear inadequacy of current environmental mitigation strategies, which are predominantly based on mere harm reduction (Footprint), the study theorizes and experiments with the active generation of net ecological value (Handprint) through the systemic use of cultivated biomaterials, with a specific focus on Bacterial Cellulose (BC). Within this new conceptual framework oriented towards regenerative design, the garment ceases to be an inert, single-use artifact and evolves into an interactive micro-habitat. Through a care-based approach, garment maintenance becomes a ritual of ecological literacy capable of triggering a mutualistic symbiosis between human beings, matter, and the environment. This theoretical vision found solid empirical validation through a thirty-day bio-fabrication experimental protocol, designed to demonstrate the technical feasibility of the growing-to-form process and the consequent elimination of cutting waste (Zero Waste). In this phase, a comparative analysis between the use of liquid and solid inocula allowed for the evaluation of the mechanical and aesthetic optimization of the bio-leather. Parallel to the material investigation, a sociological survey conducted on 106 participants explored the cultural acceptability of living matter. The collected data demonstrate how the traceability of positive impact and the gratification linked to active care can successfully overcome the contemporary consumer’s initial psychological barrier, or “yuck factor”. To translate these findings into a large-scale applicable model and resolve the paradox linked to the industrialization of biomaterials, the research culminates in the design of BC-FLOW, a modular software infrastructure. This innovative system integrates predictive simulations (BioSim Lab), care interfaces (Care-Interface), and proximity logistics networks (Supply-Linker) to convert organic unpredictability into reliable management parameters, thereby equipping companies with the tools necessary to embrace regenerative sustainability. In conclusion, the work demonstrates how the hybridization of biotechnology, relational design, and data engineering offers a concrete and viable path to transform the fashion sector from an extractive force into a powerful instrument of terrestrial regeneration.
ARC III - Scuola del Design
22-lug-2026
2025/2026
La presente tesi di ricerca magistrale in Design indaga il superamento del tradizionale paradigma estrattivo che domina l’industria della moda, proponendo una transizione radicale verso una vera e propria “moda bio-cooperativa”. Di fronte alla palese insufficienza delle attuali strategie di mitigazione ambientale, basate prevalentemente sulla semplice riduzione del danno (Footprint), lo studio teorizza e sperimenta la generazione attiva di valore ecologico netto (Handprint) attraverso l’impiego sistemico di biomateriali coltivati, con particolare riferimento alla Cellulosa Batterica (BC). All’interno di questo nuovo quadro concettuale orientato al design rigenerativo, l’indumento cessa di essere un artefatto inerte e monouso per evolvere in un micro-habitat interattivo. Attraverso un approccio basato sulla cura (care-based), la manutenzione del capo diviene un rituale di alfabetizzazione ecologica capace di innescare una simbiosi mutualistica tra essere umano, materia e ambiente. Questa visione teorica ha trovato una solida validazione empirica attraverso un protocollo sperimentale di bio-fabbricazione della durata di trenta giorni, concepito per dimostrare la fattibilità tecnica del processo di crescita in forma (growing-to-form) e il conseguente abbattimento degli scarti di taglio (Zero Waste). In questa fase, l’analisi comparativa tra l’utilizzo di inoculi liquidi e solidi ha consentito di valutare l’ottimizzazione meccanica ed estetica della bio-pelle. Parallelamente all’indagine sui materiali, una rilevazione sociologica condotta su 106 partecipanti ha esplorato l’accettabilità culturale della materia vivente. I dati raccolti dimostrano come la tracciabilità dell’impatto positivo e la gratificazione legata alla cura attiva possano superare con successo l’iniziale barriera psicologica, o yuck factor, del consumatore contemporaneo. Per tradurre queste evidenze in un modello applicabile su larga scala e risolvere il paradosso legato all’industrializzazione dei biomateriali, il percorso di ricerca culmina nella progettazione di BC-FLOW, un’infrastruttura software modulare. Questo innovativo sistema integra simulazioni predittive (BioSim Lab), interfacce di cura (Care-Interface) e reti logistiche di prossimità (Supply-Linker) per convertire l’imprevedibilità organica in parametri gestionali affidabili, dotando così le aziende degli strumenti necessari per abbracciare la sostenibilità rigenerativa. In conclusione, il lavoro dimostra come l’ibridazione tra biotecnologia, design relazionale e ingegneria dei dati offra una via concreta e percorribile per trasformare il settore della moda da forza estrattiva a potente strumento di rigenerazione terrestre.
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Descrizione: La tua tesi teorizza e sperimenta la transizione verso una "moda bio-cooperativa" a impatto ecologico rigenerativo attraverso la coltivazione della cellulosa batterica, culminando nella progettazione del sistema software BC-FLOW per risolvere il problema della scalabilità industriale e rendere gestibili i materiali viventi nel settore tessile.
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