This thesis examines subtractive architecture — the organisation of inhabitable space through the removal or displacement of geological or geological-equivalent material — as a distinct spatial intelligence whose persistence across millennia constitutes not a primitive precursor to assembled construction but the most precise available response to a specific set of spatial, environmental, and inhabitation conditions. The research asks how this intelligence is generated, transmitted, and consciously reinterpreted: how the cave produces ritual and domesticity through depth and mass; how embodied and sensory experience is structured by geological enclosure; and what this spatial logic offers architectural thinking at a moment when the dominant construction culture is organised around placelessness, surface, and mechanical environmental control. The thesis concludes that the cave's intelligence is not a formal condition to be preserved but a spatial logic to be continued — one grounded in ritual, domesticity, and the full sensory engagement of the body with geological mass, and one that becomes more rather than less urgent as the ecological consequences of a construction culture organised around standardised surface grow more acute.

Questa tesi esamina l'architettura sottrattiva — l'organizzazione dello spazio abitabile attraverso la rimozione o lo spostamento di materiale geologico o geologicamente equivalente — come una distinta intelligenza spaziale la cui persistenza attraverso i millenni non costituisce un precursore primitivo alla costruzione assemblata, bensì la risposta più precisa disponibile a un insieme specifico di condizioni spaziali, ambientali e abitative. La ricerca si chiede come questa intelligenza venga generata, trasmessa e consapevolmente reinterpretata: come la caverna produca rituale e domesticità attraverso profondità e massa; come l'esperienza corporea e sensoriale sia strutturata dall'involucro geologico; e cosa questa logica spaziale offra al pensiero architettonico in un momento in cui la cultura costruttiva dominante è organizzata attorno all'assenza di luogo, alla superficie e al controllo ambientale meccanico. La tesi conclude che l'intelligenza della caverna non è una condizione formale da preservare ma una logica spaziale da continuare — radicata nel rituale, nella domesticità e nel pieno coinvolgimento sensoriale del corpo con la massa geologica — e che diventa più urgente, non meno, man mano che le conseguenze ecologiche di una cultura costruttiva organizzata attorno alla superficie standardizzata si fanno più acute.

Sculpting the void : subtraction, depth, and resistance in the Mediterranean

Sayin, Yasemin
2025/2026

Abstract

This thesis examines subtractive architecture — the organisation of inhabitable space through the removal or displacement of geological or geological-equivalent material — as a distinct spatial intelligence whose persistence across millennia constitutes not a primitive precursor to assembled construction but the most precise available response to a specific set of spatial, environmental, and inhabitation conditions. The research asks how this intelligence is generated, transmitted, and consciously reinterpreted: how the cave produces ritual and domesticity through depth and mass; how embodied and sensory experience is structured by geological enclosure; and what this spatial logic offers architectural thinking at a moment when the dominant construction culture is organised around placelessness, surface, and mechanical environmental control. The thesis concludes that the cave's intelligence is not a formal condition to be preserved but a spatial logic to be continued — one grounded in ritual, domesticity, and the full sensory engagement of the body with geological mass, and one that becomes more rather than less urgent as the ecological consequences of a construction culture organised around standardised surface grow more acute.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Questa tesi esamina l'architettura sottrattiva — l'organizzazione dello spazio abitabile attraverso la rimozione o lo spostamento di materiale geologico o geologicamente equivalente — come una distinta intelligenza spaziale la cui persistenza attraverso i millenni non costituisce un precursore primitivo alla costruzione assemblata, bensì la risposta più precisa disponibile a un insieme specifico di condizioni spaziali, ambientali e abitative. La ricerca si chiede come questa intelligenza venga generata, trasmessa e consapevolmente reinterpretata: come la caverna produca rituale e domesticità attraverso profondità e massa; come l'esperienza corporea e sensoriale sia strutturata dall'involucro geologico; e cosa questa logica spaziale offra al pensiero architettonico in un momento in cui la cultura costruttiva dominante è organizzata attorno all'assenza di luogo, alla superficie e al controllo ambientale meccanico. La tesi conclude che l'intelligenza della caverna non è una condizione formale da preservare ma una logica spaziale da continuare — radicata nel rituale, nella domesticità e nel pieno coinvolgimento sensoriale del corpo con la massa geologica — e che diventa più urgente, non meno, man mano che le conseguenze ecologiche di una cultura costruttiva organizzata attorno alla superficie standardizzata si fanno più acute.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/260660