This thesis understands territory not as a neutral container but as a field of oriented possibilities. It asks how cities orient themselves and their inhabitants, and locates the governance of that orientation as the political question underlying spatial analysis, planning, and architectural practice: ultimately, the question of who the city is for. The research is enacted through design within the DEMOT Affordable Housing Plan, a counter-competition illustrating the conflicts over the redevelopment of the former European Commission office buildings at Rue Demot 24 and 28 in Brussels. Here, housing is not the abstract object of study but the concrete medium through which a territorial formation is being contested in real time. Because the permit has not yet been issued, the situation remains open: the thesis does not observe from outside but intervenes directly. Methodologically, the work deploys the TPSN framework (Territory, Place, Scale, Network) to read the existing configuration as a system of exclusions and to locate points where it can be redesigned. The resulting counter-atlas presents a sequence of territorial operations. The argument unfolds across three interdependent registers: a thesis makes the configuration legible; a competition proposal makes alternative futures imaginable; and a public petition makes political intervention possible while the decision is still pending. Together they form a single territorial apparatus, one in which the question of affordability is inseparable from a broader one: how can a territorial future be reoriented? In this sense the project proposes a shift in how architecture engages the city: not designing objects, but designing conditions; not responding to a site, but entering a conflict; not projecting futures from outside reality, but intervening within the systems already producing them.

Questa tesi intende il territorio non come un contenitore neutro, ma come un campo di possibilità orientate. Si chiede come le città orientino sé stesse e i propri abitanti, e individua la governance di tale orientamento come la questione politica che sottende l'analisi spaziale, la pianificazione e la pratica architettonica: in ultima istanza, la domanda su per chi sia fatta la città. La ricerca si attua attraverso il progetto all'interno del DEMOT Affordable Housing Plan, un contro-concorso che illustra i conflitti legati alla riqualificazione degli ex edifici per uffici della Commissione Europea in Rue Demot 24 e 28 a Bruxelles. Qui, l'abitare non è l'oggetto astratto di studio, ma il medium concreto attraverso cui una formazione territoriale viene contestata in tempo reale. Poiché il permesso non è ancora stato rilasciato, la situazione resta aperta: la tesi non osserva dall'esterno, ma interviene direttamente. Sul piano metodologico, il lavoro utilizza il quadro TPSN (Territorio, Luogo, Scala, Rete) per leggere la configurazione esistente come un sistema di esclusioni e individuare i punti in cui può essere riprogettata. Il contro-atlante che ne risulta presenta una sequenza di operazioni territoriali. L'argomentazione si sviluppa su tre registri interdipendenti: la tesi rende la configurazione leggibile; la proposta di concorso rende immaginabili futuri alternativi; e la petizione pubblica rende possibile l'intervento politico mentre la decisione è ancora in sospeso. Insieme formano un unico dispositivo territoriale, in cui la questione dell'accessibilità economica è inseparabile da una più ampia: come può essere riorientato un futuro territoriale? In questo senso, il progetto propone un cambiamento nel modo in cui l'architettura interagisce con la città: non progettare oggetti, ma progettare condizioni; non rispondere a un sito, ma entrare in un conflitto; non proiettare futuri dall'esterno della realtà, ma intervenire all'interno dei sistemi che già li producono.

Designing conditions : how a thesis becomes a territorial intervention: a research-thourgh-design investigation into urban conflicts and the orientation of affordable housing in Brussels

Arnold, Arthur Elias
2025/2026

Abstract

This thesis understands territory not as a neutral container but as a field of oriented possibilities. It asks how cities orient themselves and their inhabitants, and locates the governance of that orientation as the political question underlying spatial analysis, planning, and architectural practice: ultimately, the question of who the city is for. The research is enacted through design within the DEMOT Affordable Housing Plan, a counter-competition illustrating the conflicts over the redevelopment of the former European Commission office buildings at Rue Demot 24 and 28 in Brussels. Here, housing is not the abstract object of study but the concrete medium through which a territorial formation is being contested in real time. Because the permit has not yet been issued, the situation remains open: the thesis does not observe from outside but intervenes directly. Methodologically, the work deploys the TPSN framework (Territory, Place, Scale, Network) to read the existing configuration as a system of exclusions and to locate points where it can be redesigned. The resulting counter-atlas presents a sequence of territorial operations. The argument unfolds across three interdependent registers: a thesis makes the configuration legible; a competition proposal makes alternative futures imaginable; and a public petition makes political intervention possible while the decision is still pending. Together they form a single territorial apparatus, one in which the question of affordability is inseparable from a broader one: how can a territorial future be reoriented? In this sense the project proposes a shift in how architecture engages the city: not designing objects, but designing conditions; not responding to a site, but entering a conflict; not projecting futures from outside reality, but intervening within the systems already producing them.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Questa tesi intende il territorio non come un contenitore neutro, ma come un campo di possibilità orientate. Si chiede come le città orientino sé stesse e i propri abitanti, e individua la governance di tale orientamento come la questione politica che sottende l'analisi spaziale, la pianificazione e la pratica architettonica: in ultima istanza, la domanda su per chi sia fatta la città. La ricerca si attua attraverso il progetto all'interno del DEMOT Affordable Housing Plan, un contro-concorso che illustra i conflitti legati alla riqualificazione degli ex edifici per uffici della Commissione Europea in Rue Demot 24 e 28 a Bruxelles. Qui, l'abitare non è l'oggetto astratto di studio, ma il medium concreto attraverso cui una formazione territoriale viene contestata in tempo reale. Poiché il permesso non è ancora stato rilasciato, la situazione resta aperta: la tesi non osserva dall'esterno, ma interviene direttamente. Sul piano metodologico, il lavoro utilizza il quadro TPSN (Territorio, Luogo, Scala, Rete) per leggere la configurazione esistente come un sistema di esclusioni e individuare i punti in cui può essere riprogettata. Il contro-atlante che ne risulta presenta una sequenza di operazioni territoriali. L'argomentazione si sviluppa su tre registri interdipendenti: la tesi rende la configurazione leggibile; la proposta di concorso rende immaginabili futuri alternativi; e la petizione pubblica rende possibile l'intervento politico mentre la decisione è ancora in sospeso. Insieme formano un unico dispositivo territoriale, in cui la questione dell'accessibilità economica è inseparabile da una più ampia: come può essere riorientato un futuro territoriale? In questo senso, il progetto propone un cambiamento nel modo in cui l'architettura interagisce con la città: non progettare oggetti, ma progettare condizioni; non rispondere a un sito, ma entrare in un conflitto; non proiettare futuri dall'esterno della realtà, ma intervenire all'interno dei sistemi che già li producono.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/260675