What was once a monument to the ambitions of one of the 20th century’s most brutal fascist regimes stands today a ruin; neglected, and near-erased from collective memory. Nestled at the edge of the Phlegraean Volcanic Fields (Campi Flegrei), West of Naples, Mostra d’Oltremare is one of the most architecturally significant, yet unresolved remnants of an ideological Italy; defined by expansion, conquest, oppression, and the aestheticization and fetishization of power. Since the collapse of Benito Mussolini’s fascist regime in 1943, the complex has largely remained frozen in time. Many of the structures are on the threshold of irreversible decay. It has unwillingly put itself in a sort of purgatory, suspended between a violent past it cannot be separated from and a future it has yet to inhabit. This thesis confronts that tension directly. Conceived during the inter-war period as a monumental, rationalist complex, Mostra d’Oltremare represents a one of a kind design problem: how can a site that is so deeply engrained with rogue political ideologies be re-programmed to serve contemporary civic, cultural, and academic life without erasing the history that makes its preservation both necessary and contested?

Quello che un tempo era un monumento alle ambizioni di uno dei regimi fascisti più brutali del Novecento si trova oggi in rovina: abbandonato, e quasi cancellato dalla memoria collettiva. Adagiata ai margini dei Campi Flegrei, a ovest di Napoli, la Mostra d'Oltremare è uno dei lasciti architettonicamente più significativi — e al contempo irrisolti — di un'Italia ideologica, definita dall'espansione, dalla conquista, dall'oppressione e dall'estetizzazione e feticizzazione del potere. Dal crollo del regime fascista di Benito Mussolini nel 1943, il complesso è rimasto in gran parte congelato nel tempo. Molte delle strutture si trovano sulla soglia di un degrado irreversibile. Si è ritrovato suo malgrado in una sorta di purgatorio, sospeso tra un passato violento da cui non può essere separato e un futuro che deve ancora abitare. Questa tesi affronta direttamente tale tensione. Concepita nel periodo interbellico come un complesso monumentale e razionalista, la Mostra d'Oltremare rappresenta un problema progettuale unico nel suo genere: come può un luogo così profondamente intriso di ideologie politiche aberranti essere riprogrammato per servire la vita civica, culturale e accademica contemporanea, senza cancellare la storia che rende la sua preservazione al tempo stesso necessaria e controversa?

Beyond preservation : architectural design studio for built environment, preservation, and transformation

ASHABOGLU, HAKAN FEHMI;Angeles Canlas, Ian Neil;CALZADA REGALADO, MARIO
2025/2026

Abstract

What was once a monument to the ambitions of one of the 20th century’s most brutal fascist regimes stands today a ruin; neglected, and near-erased from collective memory. Nestled at the edge of the Phlegraean Volcanic Fields (Campi Flegrei), West of Naples, Mostra d’Oltremare is one of the most architecturally significant, yet unresolved remnants of an ideological Italy; defined by expansion, conquest, oppression, and the aestheticization and fetishization of power. Since the collapse of Benito Mussolini’s fascist regime in 1943, the complex has largely remained frozen in time. Many of the structures are on the threshold of irreversible decay. It has unwillingly put itself in a sort of purgatory, suspended between a violent past it cannot be separated from and a future it has yet to inhabit. This thesis confronts that tension directly. Conceived during the inter-war period as a monumental, rationalist complex, Mostra d’Oltremare represents a one of a kind design problem: how can a site that is so deeply engrained with rogue political ideologies be re-programmed to serve contemporary civic, cultural, and academic life without erasing the history that makes its preservation both necessary and contested?
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Quello che un tempo era un monumento alle ambizioni di uno dei regimi fascisti più brutali del Novecento si trova oggi in rovina: abbandonato, e quasi cancellato dalla memoria collettiva. Adagiata ai margini dei Campi Flegrei, a ovest di Napoli, la Mostra d'Oltremare è uno dei lasciti architettonicamente più significativi — e al contempo irrisolti — di un'Italia ideologica, definita dall'espansione, dalla conquista, dall'oppressione e dall'estetizzazione e feticizzazione del potere. Dal crollo del regime fascista di Benito Mussolini nel 1943, il complesso è rimasto in gran parte congelato nel tempo. Molte delle strutture si trovano sulla soglia di un degrado irreversibile. Si è ritrovato suo malgrado in una sorta di purgatorio, sospeso tra un passato violento da cui non può essere separato e un futuro che deve ancora abitare. Questa tesi affronta direttamente tale tensione. Concepita nel periodo interbellico come un complesso monumentale e razionalista, la Mostra d'Oltremare rappresenta un problema progettuale unico nel suo genere: come può un luogo così profondamente intriso di ideologie politiche aberranti essere riprogrammato per servire la vita civica, culturale e accademica contemporanea, senza cancellare la storia che rende la sua preservazione al tempo stesso necessaria e controversa?
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/260748