This thesis, developed within the field of Communication Design for the Territory, examines the souvenir as both a device for territorial communication and a mnemonic support aimed at preserving and reactivating the memory of an experience lived in a specific place. The research aims to explore the contribution of communication design in rethinking the souvenir, a highly codified field that is nevertheless affected by significant issues related to territorial representation. The study stems from the observation that souvenirs frequently rely on stereotypical representations, offering a reductive vision of places based on established tourism imaginaries and standardized visual codes. As a result, the connection between souvenir and territory is progressively weakened, together with its ability to convey the specificity of personal experience. From this gap the study investigates how communication design can approach the souvenir as a medium capable of communicating a place beyond stereotypical representations. The theoretical framework examines the communicative role of objects as vehicles of memory and meaning, identifying the souvenir as a mediator, especially in the way it relates to space. Moving beyond the idea of the souvenir as a mere keepsake object, the analysis also explores hybrid and fully digital configurations. The methodology combines interdisciplinary literature research, linking Communication Design for the Territory with fields such as memory studies, tourism studies, anthropology, semiotics, and sociology, with a qualitative analysis aimed at developing an interpretative framework of the stereotyping mechanisms involved in the representation of places. This is complemented by a case study research investigating contemporary and expanded forms of the souvenir, in order to identify their potentials and critical issues. The findings highlight a few devices oriented towards territorial storytelling and valorization, as well as solutions capable of fostering a deeper integration of personal memories. However, the research also shows that technological innovation alone is not sufficient to overcome stereotypical logics, highlighting the need to rethink the representational strategies behind souvenir design. Within this context, the communication designer emerges as a mediator capable of guiding design practices towards more conscious modes of translating territory. Finally, the thesis outlines possible directions for an ethically responsible approach to souvenir design, recognizing their potential as territorial interfaces capable of fostering a deeper understanding of places beyond the surface of tourist stereotypes.

Il presente lavoro di tesi si colloca nell’ambito del Design della Comunicazione per il Territorio e analizza il souvenir come dispositivo di comunicazione territoriale e supporto mnestico, volto a conservare e riattivare il ricordo dell’esperienza vissuta in un luogo. L’obiettivo è esplorare il contributo del design della comunicazione nel ripensare il souvenir, un ambito fortemente codificato e, al contempo, caratterizzato da rilevanti criticità sul piano della rappresentazione territoriale. La ricerca muove dalla constatazione di come i souvenir siano spesso caratterizzati dal ricorso a rappresentazioni stereotipate, che restituiscono una visione riduttiva dei luoghi, fondata su immaginari turistici consolidati e codici visivi standardizzati. Ne deriva un progressivo indebolimento del legame con il territorio e una limitata capacità del souvenir di restituire la specificità dell’esperienza personale. A partire da questo scarto, l’elaborato si chiede come il design della comunicazione possa guardare al souvenir come dispositivo capace di comunicare il territorio oltre le rappresentazioni stereotipate. Il quadro teorico indaga il ruolo comunicativo dell’oggetto come veicolo di memoria e significati, riconoscendo nel souvenir un mediatore specialmente nel suo rapporto con la spazialità. Superando la concezione convenzionale del souvenir come oggetto-ricordo, si amplia lo sguardo anche verso configurazioni ibride o interamente digitali. La metodologia adottata combina una ricerca bibliografica interdisciplinare, che fa dialogare il Design della Comunicazione per il Territorio con campi del sapere quali memory studies, tourism studies, antropologia, semiotica e sociologia, con un’analisi qualitativa finalizzata all’elaborazione di una griglia interpretativa dei meccanismi di stereotipizzazione che intervengono nelle modalità di rappresentazione del territorio. A questa si affianca una ricerca per casi studio, volta a indagare le evoluzioni contemporanee ed espanse del souvenir e a identificarne potenzialità e criticità. Dai risultati emergono alcuni dispositivi orientati alla narrazione e valorizzazione territoriale, oppure capaci di favorire una maggiore integrazione dei ricordi personali. Tuttavia, si osserva come l’innovazione tecnologica non sia di per sé sufficiente a superare le logiche stereotipate, rendendo necessario un cambiamento della logica rappresentativa alla base del souvenir. In questo contesto, il designer della comunicazione può assumere il ruolo di mediatore, capace di orientare verso modalità di traduzione del territorio più consapevoli. Infine, si delineano alcune prospettive di intervento per una progettazione eticamente responsabile del souvenir, riconoscendone il potenziale come interfaccia territoriale in grado di favorire una lettura dei luoghi oltre la superficie degli stereotipi turistici.

Beyond souvenirs : il souvenir come dispositivo comunicativo tra valorizzazione territoriale e memoria dell'esperienza personale

Boninchi, Annalisa
2025/2026

Abstract

This thesis, developed within the field of Communication Design for the Territory, examines the souvenir as both a device for territorial communication and a mnemonic support aimed at preserving and reactivating the memory of an experience lived in a specific place. The research aims to explore the contribution of communication design in rethinking the souvenir, a highly codified field that is nevertheless affected by significant issues related to territorial representation. The study stems from the observation that souvenirs frequently rely on stereotypical representations, offering a reductive vision of places based on established tourism imaginaries and standardized visual codes. As a result, the connection between souvenir and territory is progressively weakened, together with its ability to convey the specificity of personal experience. From this gap the study investigates how communication design can approach the souvenir as a medium capable of communicating a place beyond stereotypical representations. The theoretical framework examines the communicative role of objects as vehicles of memory and meaning, identifying the souvenir as a mediator, especially in the way it relates to space. Moving beyond the idea of the souvenir as a mere keepsake object, the analysis also explores hybrid and fully digital configurations. The methodology combines interdisciplinary literature research, linking Communication Design for the Territory with fields such as memory studies, tourism studies, anthropology, semiotics, and sociology, with a qualitative analysis aimed at developing an interpretative framework of the stereotyping mechanisms involved in the representation of places. This is complemented by a case study research investigating contemporary and expanded forms of the souvenir, in order to identify their potentials and critical issues. The findings highlight a few devices oriented towards territorial storytelling and valorization, as well as solutions capable of fostering a deeper integration of personal memories. However, the research also shows that technological innovation alone is not sufficient to overcome stereotypical logics, highlighting the need to rethink the representational strategies behind souvenir design. Within this context, the communication designer emerges as a mediator capable of guiding design practices towards more conscious modes of translating territory. Finally, the thesis outlines possible directions for an ethically responsible approach to souvenir design, recognizing their potential as territorial interfaces capable of fostering a deeper understanding of places beyond the surface of tourist stereotypes.
ARC III - Scuola del Design
22-lug-2026
2025/2026
Il presente lavoro di tesi si colloca nell’ambito del Design della Comunicazione per il Territorio e analizza il souvenir come dispositivo di comunicazione territoriale e supporto mnestico, volto a conservare e riattivare il ricordo dell’esperienza vissuta in un luogo. L’obiettivo è esplorare il contributo del design della comunicazione nel ripensare il souvenir, un ambito fortemente codificato e, al contempo, caratterizzato da rilevanti criticità sul piano della rappresentazione territoriale. La ricerca muove dalla constatazione di come i souvenir siano spesso caratterizzati dal ricorso a rappresentazioni stereotipate, che restituiscono una visione riduttiva dei luoghi, fondata su immaginari turistici consolidati e codici visivi standardizzati. Ne deriva un progressivo indebolimento del legame con il territorio e una limitata capacità del souvenir di restituire la specificità dell’esperienza personale. A partire da questo scarto, l’elaborato si chiede come il design della comunicazione possa guardare al souvenir come dispositivo capace di comunicare il territorio oltre le rappresentazioni stereotipate. Il quadro teorico indaga il ruolo comunicativo dell’oggetto come veicolo di memoria e significati, riconoscendo nel souvenir un mediatore specialmente nel suo rapporto con la spazialità. Superando la concezione convenzionale del souvenir come oggetto-ricordo, si amplia lo sguardo anche verso configurazioni ibride o interamente digitali. La metodologia adottata combina una ricerca bibliografica interdisciplinare, che fa dialogare il Design della Comunicazione per il Territorio con campi del sapere quali memory studies, tourism studies, antropologia, semiotica e sociologia, con un’analisi qualitativa finalizzata all’elaborazione di una griglia interpretativa dei meccanismi di stereotipizzazione che intervengono nelle modalità di rappresentazione del territorio. A questa si affianca una ricerca per casi studio, volta a indagare le evoluzioni contemporanee ed espanse del souvenir e a identificarne potenzialità e criticità. Dai risultati emergono alcuni dispositivi orientati alla narrazione e valorizzazione territoriale, oppure capaci di favorire una maggiore integrazione dei ricordi personali. Tuttavia, si osserva come l’innovazione tecnologica non sia di per sé sufficiente a superare le logiche stereotipate, rendendo necessario un cambiamento della logica rappresentativa alla base del souvenir. In questo contesto, il designer della comunicazione può assumere il ruolo di mediatore, capace di orientare verso modalità di traduzione del territorio più consapevoli. Infine, si delineano alcune prospettive di intervento per una progettazione eticamente responsabile del souvenir, riconoscendone il potenziale come interfaccia territoriale in grado di favorire una lettura dei luoghi oltre la superficie degli stereotipi turistici.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/261245