Trieste is a city of borders and encounters: an Adriatic port and a Central European crossroads where Italian, Slovenian, Balkan, and Mediterranean cultures have historically intertwined, shaping a distinctive urban identity. Within this context, the Covered Market on Via Carducci appears deeply embedded in the city’s fabric; yet today it seems almost disconnected from the everyday life unfolding around it, between Barriera Vecchia and Piazza Goldoni. Once a key urban landmark, the historic building has gradually lost the role of centrality and exchange it had acquired during the previous century. Starting from this condition, the thesis focuses on the redevelopment of the building without altering its structural framework, acknowledging its strong identity while establishing a renewed dialogue between interior and exterior, past and present. The aim is to restore a central role to a place that remains a symbol of the urban landscape of Trieste. This intention is interpreted through the notion of the in-between, developed by Aldo van Eyck, for whom “the threshold, the doorstep, the in-between symbolize what architecture means and what it should accomplish.” The covered market lends itself particularly well to this reading: an architectural envelope that contains a public space, accessible and inhabited by the everyday life of the city, bringing into relation the concepts of interior–exterior and fixed–mobile. The project develops differently on each floor, offering distinct interpretations of space. On the ground floor, the design re-establishes a connection with the history and identity of the place by reinterpreting the traditional relationship between vendor and customer through the introduction of a level difference within the market stalls. On the first floor, the project embraces the principle of spatial indeterminacy through movable elements that allow the environment to be continuously reconfigured according to changing programs and activities, thus overcoming the notion of a space assigned to a single fixed function. Outside, the market also regains its original urban role. Acting as a hinge between Piazza Goldoni, Barriera Vecchia, and Piazza Garibaldi, it is reimagined as a fourth square: a new civic space capable of restoring to the neighborhood the same role of encounter and cultural exchange that has long characterized the city of Trieste.

Trieste è città di confine e di incontro: porto adriatico e crocevia mitteleuropeo, luogo in cui culture italiana, slovena, balcanica e mediterranea si sono storicamente mescolate, andando a costituire un’identità urbana specifica. In questo scenario il Mercato Coperto di via Carducci appare perfettamente inserito, eppure oggi sembra quasi l’antagonista della vita quotidiana che scorre tutt’intorno, tra Barriera Vecchia e piazza Goldoni: un edificio storico che ha progressivamente perso il ruolo di centralità e interscambio che aveva acquisito nel secolo precedente. È a partire da questa condizione che la tesi si concentra sul progetto dell’edificio, senza intervenire sul suo scheletro strutturale, riconoscendone la sua forte identità, ed instaurando un nuovo dialogo tra interno ed esterno, tra passato e presente, con la volontà di restituire un ruolo centrale ad un luogo simbolo del panorama triestino. Tale intenzione si legge secondo la nozione di in-between elaborata da Aldo van Eyck, per il quale “la soglia, il doorstep, l’in-between rappresentano un simbolo di ciò che l’architettura significa in quanto tale e dovrebbe realizzare”. Il mercato coperto si presta in modo particolare a questa lettura: un involucro al cui interno convive uno spazio pubblico, attraversabile e abitato dalla vita quotidiana della città, che mette in relazione tra loro i concetti di “interno – esterno” e di “fisso – mobile”. Il progetto si evolve di piano in piano con letture differenti dello spazio: al piano terra si ritrova un legame con la storia e con l’identità del luogo, riprendendo le caratteristiche della relazione tra venditore e compratore tramite l’inserimento di un dislivello interno ai banchi di vendita, mentre al primo piano si abbraccia il principio di indeterminazione dello spazio attraverso elementi mobili che riconfigurano gli ambienti in funzione del programma, superando l’idea di uno spazio a destinazione fissa. Anche all’esterno il mercato torna a riacquisire la sua funzione originaria: ponendosi come cerniera tra piazza Goldoni, Barriera Vecchia e piazza Garibaldi si configura quindi come una quarta piazza, capace di restituire al quartiere quello stesso ruolo di incontro e mescolanza culturale che da sempre caratterizza la città di Trieste.

Oltre il mercato: nuova centralità urbana attraverso il progetto di uno spazio multifunzionale per la valorizzazione dell'identità territoriale tra cultura del cibo, produzione artistica e vita collettiva

Vanelli Tagliacane, Marta;Guglielmucci, Davide;BORGIA, LORENZO
2025/2026

Abstract

Trieste is a city of borders and encounters: an Adriatic port and a Central European crossroads where Italian, Slovenian, Balkan, and Mediterranean cultures have historically intertwined, shaping a distinctive urban identity. Within this context, the Covered Market on Via Carducci appears deeply embedded in the city’s fabric; yet today it seems almost disconnected from the everyday life unfolding around it, between Barriera Vecchia and Piazza Goldoni. Once a key urban landmark, the historic building has gradually lost the role of centrality and exchange it had acquired during the previous century. Starting from this condition, the thesis focuses on the redevelopment of the building without altering its structural framework, acknowledging its strong identity while establishing a renewed dialogue between interior and exterior, past and present. The aim is to restore a central role to a place that remains a symbol of the urban landscape of Trieste. This intention is interpreted through the notion of the in-between, developed by Aldo van Eyck, for whom “the threshold, the doorstep, the in-between symbolize what architecture means and what it should accomplish.” The covered market lends itself particularly well to this reading: an architectural envelope that contains a public space, accessible and inhabited by the everyday life of the city, bringing into relation the concepts of interior–exterior and fixed–mobile. The project develops differently on each floor, offering distinct interpretations of space. On the ground floor, the design re-establishes a connection with the history and identity of the place by reinterpreting the traditional relationship between vendor and customer through the introduction of a level difference within the market stalls. On the first floor, the project embraces the principle of spatial indeterminacy through movable elements that allow the environment to be continuously reconfigured according to changing programs and activities, thus overcoming the notion of a space assigned to a single fixed function. Outside, the market also regains its original urban role. Acting as a hinge between Piazza Goldoni, Barriera Vecchia, and Piazza Garibaldi, it is reimagined as a fourth square: a new civic space capable of restoring to the neighborhood the same role of encounter and cultural exchange that has long characterized the city of Trieste.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Trieste è città di confine e di incontro: porto adriatico e crocevia mitteleuropeo, luogo in cui culture italiana, slovena, balcanica e mediterranea si sono storicamente mescolate, andando a costituire un’identità urbana specifica. In questo scenario il Mercato Coperto di via Carducci appare perfettamente inserito, eppure oggi sembra quasi l’antagonista della vita quotidiana che scorre tutt’intorno, tra Barriera Vecchia e piazza Goldoni: un edificio storico che ha progressivamente perso il ruolo di centralità e interscambio che aveva acquisito nel secolo precedente. È a partire da questa condizione che la tesi si concentra sul progetto dell’edificio, senza intervenire sul suo scheletro strutturale, riconoscendone la sua forte identità, ed instaurando un nuovo dialogo tra interno ed esterno, tra passato e presente, con la volontà di restituire un ruolo centrale ad un luogo simbolo del panorama triestino. Tale intenzione si legge secondo la nozione di in-between elaborata da Aldo van Eyck, per il quale “la soglia, il doorstep, l’in-between rappresentano un simbolo di ciò che l’architettura significa in quanto tale e dovrebbe realizzare”. Il mercato coperto si presta in modo particolare a questa lettura: un involucro al cui interno convive uno spazio pubblico, attraversabile e abitato dalla vita quotidiana della città, che mette in relazione tra loro i concetti di “interno – esterno” e di “fisso – mobile”. Il progetto si evolve di piano in piano con letture differenti dello spazio: al piano terra si ritrova un legame con la storia e con l’identità del luogo, riprendendo le caratteristiche della relazione tra venditore e compratore tramite l’inserimento di un dislivello interno ai banchi di vendita, mentre al primo piano si abbraccia il principio di indeterminazione dello spazio attraverso elementi mobili che riconfigurano gli ambienti in funzione del programma, superando l’idea di uno spazio a destinazione fissa. Anche all’esterno il mercato torna a riacquisire la sua funzione originaria: ponendosi come cerniera tra piazza Goldoni, Barriera Vecchia e piazza Garibaldi si configura quindi come una quarta piazza, capace di restituire al quartiere quello stesso ruolo di incontro e mescolanza culturale che da sempre caratterizza la città di Trieste.
File allegati
File Dimensione Formato  
TAVOLE_OLTRE_IL_MERCATO_BORGIA_GUGLIELMUCCI_VANELLI.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Dimensione 158.64 MB
Formato Adobe PDF
158.64 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
BOOK_OLTRE_IL_MERCATO_BORGIA_GUGLIELMUCCI_VANELLI.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Dimensione 30.38 MB
Formato Adobe PDF
30.38 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/261313