Fragmented households, delayed homeownership, ageing population, migration, unstable living conditions are just a few of the contemporary challenges nowadays to reinforce the constant difference between existing residential housing stock and contemporary ways of living. Designed originally for traditional domestic models, centered around the nuclear family, most housing developments are not providing the required flexibility and adaptability in accommodating the evolving lifestyles. This represents an ongoing issue investigated in this thesis: how can existing residential buildings be transformed and adapted rather than demolished and replaced, in order to provide support for collective and social forms of living, while still respecting the individual privacy. With a deep focus on the renovation and reuse of existing housing stock, this study examines the diversity of architectural strategies, such as flexibility, shared use and social interaction, throughout projects that were initially designed for predefined housing structures. Through a comparative analysis of selected European renovation-based projects and the development of an experimental design proposal in Trieste, the thesis demonstrates how domesticity can be reframed with the use of adaptable features, such as modular sleeping units, foldable partitions, reconfigured circulation systems, shared kitchens and collective spaces, fostering interaction and mutual support, keeping a sense of autonomy. The research has as objective to determine various spatial strategies that allow the realization of adaptable, affordable and community-oriented projects, challenging a deeper discussion about the future implementation of collective housing, which will transform and improve the contemporary cities.

Le famiglie frammentate, il ritardo nell’accesso alla proprietà della casa, l’invecchiamento della popolazione, i fenomeni migratori e l’instabilità delle condizioni abitative rappresentano solo alcune delle sfide contemporanee che accentuano il divario tra il patrimonio residenziale esistente e le attuali modalità dell’abitare. Progettata originariamente per modelli domestici tradizionali, incentrati sul nucleo familiare, gran parte dell’edilizia residenziale non offre oggi il grado di flessibilità e adattabilità necessario per rispondere all’evoluzione degli stili di vita. Da questa considerazione nasce il tema centrale della presente ricerca: in che modo gli edifici residenziali esistenti possono essere trasformati e adattati, anziché demoliti e sostituiti, per favorire forme di abitare collettivo e sociale, preservando al contempo la privacy individuale? Con particolare attenzione alla riqualificazione e al riuso del patrimonio residenziale esistente, la tesi analizza diverse strategie progettuali, quali la flessibilità spaziale, la condivisione degli spazi e la promozione dell’interazione sociale, attraverso l’esame di interventi sviluppati su edifici concepiti originariamente secondo modelli abitativi rigidi e predefiniti. Mediante un’analisi comparativa di casi studio europei di riqualificazione residenziale e lo sviluppo di una proposta progettuale sperimentale per la città di Trieste, la ricerca dimostra come l’abitare possa essere reinterpretato attraverso l’introduzione di dispositivi adattabili, quali unità notte modulari, partizioni mobili, sistemi distributivi riconfigurabilicucine condivise e spazi collettivi, capaci di favorire l’interazione, il sostegno reciproco e il senso di comunità, senza compromettere l’autonomia individuale. L'obiettivo della ricerca è individuare strategie spaziali in grado di promuovere interventi adattabili, accessibili e orientati alla comunità, contribuendo al dibattito sul futuro dell’abitare collettivo e sul ruolo della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente nella trasformazione sostenibile delle città contemporanee.

Reframing domesticity: adaptable strategies for existing residential stock

Reit, Ana-Olivia
2025/2026

Abstract

Fragmented households, delayed homeownership, ageing population, migration, unstable living conditions are just a few of the contemporary challenges nowadays to reinforce the constant difference between existing residential housing stock and contemporary ways of living. Designed originally for traditional domestic models, centered around the nuclear family, most housing developments are not providing the required flexibility and adaptability in accommodating the evolving lifestyles. This represents an ongoing issue investigated in this thesis: how can existing residential buildings be transformed and adapted rather than demolished and replaced, in order to provide support for collective and social forms of living, while still respecting the individual privacy. With a deep focus on the renovation and reuse of existing housing stock, this study examines the diversity of architectural strategies, such as flexibility, shared use and social interaction, throughout projects that were initially designed for predefined housing structures. Through a comparative analysis of selected European renovation-based projects and the development of an experimental design proposal in Trieste, the thesis demonstrates how domesticity can be reframed with the use of adaptable features, such as modular sleeping units, foldable partitions, reconfigured circulation systems, shared kitchens and collective spaces, fostering interaction and mutual support, keeping a sense of autonomy. The research has as objective to determine various spatial strategies that allow the realization of adaptable, affordable and community-oriented projects, challenging a deeper discussion about the future implementation of collective housing, which will transform and improve the contemporary cities.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Le famiglie frammentate, il ritardo nell’accesso alla proprietà della casa, l’invecchiamento della popolazione, i fenomeni migratori e l’instabilità delle condizioni abitative rappresentano solo alcune delle sfide contemporanee che accentuano il divario tra il patrimonio residenziale esistente e le attuali modalità dell’abitare. Progettata originariamente per modelli domestici tradizionali, incentrati sul nucleo familiare, gran parte dell’edilizia residenziale non offre oggi il grado di flessibilità e adattabilità necessario per rispondere all’evoluzione degli stili di vita. Da questa considerazione nasce il tema centrale della presente ricerca: in che modo gli edifici residenziali esistenti possono essere trasformati e adattati, anziché demoliti e sostituiti, per favorire forme di abitare collettivo e sociale, preservando al contempo la privacy individuale? Con particolare attenzione alla riqualificazione e al riuso del patrimonio residenziale esistente, la tesi analizza diverse strategie progettuali, quali la flessibilità spaziale, la condivisione degli spazi e la promozione dell’interazione sociale, attraverso l’esame di interventi sviluppati su edifici concepiti originariamente secondo modelli abitativi rigidi e predefiniti. Mediante un’analisi comparativa di casi studio europei di riqualificazione residenziale e lo sviluppo di una proposta progettuale sperimentale per la città di Trieste, la ricerca dimostra come l’abitare possa essere reinterpretato attraverso l’introduzione di dispositivi adattabili, quali unità notte modulari, partizioni mobili, sistemi distributivi riconfigurabilicucine condivise e spazi collettivi, capaci di favorire l’interazione, il sostegno reciproco e il senso di comunità, senza compromettere l’autonomia individuale. L'obiettivo della ricerca è individuare strategie spaziali in grado di promuovere interventi adattabili, accessibili e orientati alla comunità, contribuendo al dibattito sul futuro dell’abitare collettivo e sul ruolo della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente nella trasformazione sostenibile delle città contemporanee.
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