Border Memory investigates the role of design in the communication of the memory of places of migration, questioning the ways in which the traces of human mobility can be made visible and critically interpretable. The research starts from the assumption that migrations are not limited to the movement of people, but transform territories, forms of belonging, and the very ways in which places are remembered and narrated. These transformations, however, struggle to integrate into public discourse and memory practices, and instead tend to remain fragmented and marginal, or to be framed within simplifying narratives linked to emergency, trauma, or otherness, which place migration in a dimension perceived as outside place and outside time. This asymmetry hinders an understanding of history as a relational process of copresence and mutual transformation between those who arrive and those who already inhabit the space. Starting from a theoretical framework on the relationship between memory, place, and project, in which memory is understood as a dynamic process of recognition and construction of meaning, the thesis develops an interpretive typology of places of migration, articulated in origin, detachment, crossing, waiting, arrival, dwelling, trauma, and residuality. These configurations offer interpretive keys to the different ways in which migratory memory is deposited, emerges, or is erased within space. On this basis, the thesis develops a comparative analysis of case studies concerning devices oriented toward the communication of the mnemonic significance of these places, conducted through an interpretive analytical framework aimed at identifying strategies and critical issues in the mediation between traces, places, and publics. The results confirm the potential of Communication Design for the Territory as a disciplinary field capable of engaging with the theme of migration and assuming a role of critical mediation and memory activism, contributing to the emergence of fragile memories and memories that are difficult to place within dominant narratives and fostering the construction of a more ethical and plural territorial narrative.

Border Memory indaga il ruolo del design nella comunicazione della memoria dei luoghi della migrazione, interrogando i modi in cui le tracce della mobilità umana possano essere rese visibili e criticamente interpretabili. La ricerca muove dall’assunto che le migrazioni non si esauriscano nello spostamento di persone, ma trasformino i territori, le appartenenze e le modalità stesse con cui i luoghi vengono ricordati e narrati. Tali trasformazioni faticano tuttavia a integrarsi nel racconto pubblico e nelle pratiche di memoria, e tendono invece a restare frammentarie e marginali, oppure a essere ricondotte a narrazioni semplificanti legate all’emergenza, al trauma o all’alterità, che collocano la migrazione in una dimensione percepita come fuori dal luogo e fuori dal tempo. Questa asimmetria ostacola una lettura della storia come processo relazionale di co-presenza e trasformazione reciproca tra chi arriva e chi già abita lo spazio. A partire da un inquadramento teorico sul rapporto tra memoria, luogo e progetto, in cui la memoria è intesa come processo dinamico di riconoscimento e costruzione di senso, la tesi elabora una tipologia interpretativa dei luoghi della migrazione, articolata in origine, distacco, attraversamento, attesa, approdo, abitare, trauma e residualità. Queste configurazioni offrono chiavi di lettura delle diverse modalità con cui la memoria migratoria si deposita, emerge o viene rimossa nello spazio. Su questa base si sviluppa l’analisi comparata di casi di studio relativi a dispositivi orientati alla comunicazione del significato mnestico di questi luoghi, condotta attraverso una griglia interpretativo-analitica volta a individuare strategie e criticità nella mediazione tra tracce, luoghi e pubblici. I risultati confermano il potenziale del Design della Comunicazione per il Territorio come area disciplinare in grado di confrontarsi con il tema della migrazione e di assumere un ruolo di mediazione critica e di memory activism, contribuendo a far emergere memorie fragili e difficili da collocare nelle narrazioni dominanti e favorendo la costruzione di un racconto territoriale più etico e plurale.

Border memory : analisi di strategie e modelli di design della comunicazione territoriale per la memoria dei luoghi della migrazione

Brusadin, Camilla
2025/2026

Abstract

Border Memory investigates the role of design in the communication of the memory of places of migration, questioning the ways in which the traces of human mobility can be made visible and critically interpretable. The research starts from the assumption that migrations are not limited to the movement of people, but transform territories, forms of belonging, and the very ways in which places are remembered and narrated. These transformations, however, struggle to integrate into public discourse and memory practices, and instead tend to remain fragmented and marginal, or to be framed within simplifying narratives linked to emergency, trauma, or otherness, which place migration in a dimension perceived as outside place and outside time. This asymmetry hinders an understanding of history as a relational process of copresence and mutual transformation between those who arrive and those who already inhabit the space. Starting from a theoretical framework on the relationship between memory, place, and project, in which memory is understood as a dynamic process of recognition and construction of meaning, the thesis develops an interpretive typology of places of migration, articulated in origin, detachment, crossing, waiting, arrival, dwelling, trauma, and residuality. These configurations offer interpretive keys to the different ways in which migratory memory is deposited, emerges, or is erased within space. On this basis, the thesis develops a comparative analysis of case studies concerning devices oriented toward the communication of the mnemonic significance of these places, conducted through an interpretive analytical framework aimed at identifying strategies and critical issues in the mediation between traces, places, and publics. The results confirm the potential of Communication Design for the Territory as a disciplinary field capable of engaging with the theme of migration and assuming a role of critical mediation and memory activism, contributing to the emergence of fragile memories and memories that are difficult to place within dominant narratives and fostering the construction of a more ethical and plural territorial narrative.
ARC III - Scuola del Design
22-lug-2026
2025/2026
Border Memory indaga il ruolo del design nella comunicazione della memoria dei luoghi della migrazione, interrogando i modi in cui le tracce della mobilità umana possano essere rese visibili e criticamente interpretabili. La ricerca muove dall’assunto che le migrazioni non si esauriscano nello spostamento di persone, ma trasformino i territori, le appartenenze e le modalità stesse con cui i luoghi vengono ricordati e narrati. Tali trasformazioni faticano tuttavia a integrarsi nel racconto pubblico e nelle pratiche di memoria, e tendono invece a restare frammentarie e marginali, oppure a essere ricondotte a narrazioni semplificanti legate all’emergenza, al trauma o all’alterità, che collocano la migrazione in una dimensione percepita come fuori dal luogo e fuori dal tempo. Questa asimmetria ostacola una lettura della storia come processo relazionale di co-presenza e trasformazione reciproca tra chi arriva e chi già abita lo spazio. A partire da un inquadramento teorico sul rapporto tra memoria, luogo e progetto, in cui la memoria è intesa come processo dinamico di riconoscimento e costruzione di senso, la tesi elabora una tipologia interpretativa dei luoghi della migrazione, articolata in origine, distacco, attraversamento, attesa, approdo, abitare, trauma e residualità. Queste configurazioni offrono chiavi di lettura delle diverse modalità con cui la memoria migratoria si deposita, emerge o viene rimossa nello spazio. Su questa base si sviluppa l’analisi comparata di casi di studio relativi a dispositivi orientati alla comunicazione del significato mnestico di questi luoghi, condotta attraverso una griglia interpretativo-analitica volta a individuare strategie e criticità nella mediazione tra tracce, luoghi e pubblici. I risultati confermano il potenziale del Design della Comunicazione per il Territorio come area disciplinare in grado di confrontarsi con il tema della migrazione e di assumere un ruolo di mediazione critica e di memory activism, contribuendo a far emergere memorie fragili e difficili da collocare nelle narrazioni dominanti e favorendo la costruzione di un racconto territoriale più etico e plurale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/261546