The paper examines how a paradigm shift in strategies to end homelessness can be linked to the reactivation of vacant buildings in urban centers. Staged in Graz, Austria, it explores how unused built infrastructure can be transformed into affordable, community‑oriented co‑housing based on Housing First principles. The growing demand for affordable housing contrasts sharply with the fact that Graz already has sufficient built living area, revealing that the housing crisis is driven not by physical scarcity but by issues of distribution, accessibility, and governance. The project is situated in a disadvantaged yet culturally diverse neighborhood that lacks spaces for social interaction. This context highlights the need for housing models that go beyond conventional housing. The thesis therefore focuses on the niche between standard housing and more experimental forms of collective living, responding to a clear need for less conventional housing that provides stability while actively fostering community. By integrating additional social functions, the project aims to counteract the isolation and stigmatization often experienced by people affected by homelessness. At the same time, the adaptive reuse of vacant buildings contributes to resource saving and preserves the character of the existing urban fabric. The research concludes in an experimental co‑housing proposal combining several apartment types with communal areas, designed to be easily replicable in other vacant buildings from similar historical periods. Beyond providing affordable housing, the project seeks to strengthen community life through targeted interventions within the building and its surrounding public space.

Il lavoro esamina come un cambiamento di paradigma nelle strategie per porre fine alla condizione di senza dimora possa essere collegato alla riattivazione degli edifici vuoti nei centri urbani. Ambientato a Graz, in Austria, il progetto esplora come l’infrastruttura edilizia inutilizzata possa essere trasformata in un co-housing accessibile e orientato alla comunità, basato sui principi dell’Housing First. La crescente domanda di abitazioni accessibili contrasta chiaramente con il fatto che Graz dispone già di una superficie abitativa costruita sufficiente. Ciò mostra che la crisi abitativa non è causata principalmente da una scarsità fisica di spazio, ma da problemi di distribuzione, accessibilità e gestione. Il progetto si colloca in un quartiere svantaggiato, ma culturalmente diversificato, che manca di spazi per l’interazione sociale. Questo contesto evidenzia la necessità di modelli abitativi che vadano oltre l’abitazione convenzionale. La tesi si concentra quindi sullo spazio intermedio tra l’abitare standard e forme più sperimentali di vita collettiva, rispondendo al bisogno di soluzioni abitative meno convenzionali, capaci di offrire stabilità e allo stesso tempo promuovere la comunità. Attraverso l’integrazione di funzioni sociali aggiuntive, il progetto mira a contrastare l’isolamento e la stigmatizzazione spesso vissuti dalle persone colpite dalla condizione di senza dimora. Allo stesso tempo, il riuso adattivo degli edifici vuoti contribuisce al risparmio di risorse e alla conservazione del carattere del tessuto urbano esistente. La ricerca si conclude con una proposta sperimentale di co-housing che combina diversi tipi di appartamenti con spazi comuni. Il modello è pensato per essere facilmente replicabile in altri edifici vuoti appartenenti a periodi storici simili. Oltre a fornire abitazioni accessibili, il progetto intende rafforzare la vita comunitaria attraverso interventi mirati all’interno dell’edificio e nello spazio pubblico circostante.

The right house: experimental housing for people in precarious living situations as part of the housing first iniziative

Todorovic, Ksenija
2025/2026

Abstract

The paper examines how a paradigm shift in strategies to end homelessness can be linked to the reactivation of vacant buildings in urban centers. Staged in Graz, Austria, it explores how unused built infrastructure can be transformed into affordable, community‑oriented co‑housing based on Housing First principles. The growing demand for affordable housing contrasts sharply with the fact that Graz already has sufficient built living area, revealing that the housing crisis is driven not by physical scarcity but by issues of distribution, accessibility, and governance. The project is situated in a disadvantaged yet culturally diverse neighborhood that lacks spaces for social interaction. This context highlights the need for housing models that go beyond conventional housing. The thesis therefore focuses on the niche between standard housing and more experimental forms of collective living, responding to a clear need for less conventional housing that provides stability while actively fostering community. By integrating additional social functions, the project aims to counteract the isolation and stigmatization often experienced by people affected by homelessness. At the same time, the adaptive reuse of vacant buildings contributes to resource saving and preserves the character of the existing urban fabric. The research concludes in an experimental co‑housing proposal combining several apartment types with communal areas, designed to be easily replicable in other vacant buildings from similar historical periods. Beyond providing affordable housing, the project seeks to strengthen community life through targeted interventions within the building and its surrounding public space.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Il lavoro esamina come un cambiamento di paradigma nelle strategie per porre fine alla condizione di senza dimora possa essere collegato alla riattivazione degli edifici vuoti nei centri urbani. Ambientato a Graz, in Austria, il progetto esplora come l’infrastruttura edilizia inutilizzata possa essere trasformata in un co-housing accessibile e orientato alla comunità, basato sui principi dell’Housing First. La crescente domanda di abitazioni accessibili contrasta chiaramente con il fatto che Graz dispone già di una superficie abitativa costruita sufficiente. Ciò mostra che la crisi abitativa non è causata principalmente da una scarsità fisica di spazio, ma da problemi di distribuzione, accessibilità e gestione. Il progetto si colloca in un quartiere svantaggiato, ma culturalmente diversificato, che manca di spazi per l’interazione sociale. Questo contesto evidenzia la necessità di modelli abitativi che vadano oltre l’abitazione convenzionale. La tesi si concentra quindi sullo spazio intermedio tra l’abitare standard e forme più sperimentali di vita collettiva, rispondendo al bisogno di soluzioni abitative meno convenzionali, capaci di offrire stabilità e allo stesso tempo promuovere la comunità. Attraverso l’integrazione di funzioni sociali aggiuntive, il progetto mira a contrastare l’isolamento e la stigmatizzazione spesso vissuti dalle persone colpite dalla condizione di senza dimora. Allo stesso tempo, il riuso adattivo degli edifici vuoti contribuisce al risparmio di risorse e alla conservazione del carattere del tessuto urbano esistente. La ricerca si conclude con una proposta sperimentale di co-housing che combina diversi tipi di appartamenti con spazi comuni. Il modello è pensato per essere facilmente replicabile in altri edifici vuoti appartenenti a periodi storici simili. Oltre a fornire abitazioni accessibili, il progetto intende rafforzare la vita comunitaria attraverso interventi mirati all’interno dell’edificio e nello spazio pubblico circostante.
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