This thesis examines Yugoslav sports architecture between the 1950s and the late 1980s as a spatial manifestation of federal identity, geopolitical ambitions, and collective ideology. Sports facilities are not viewed as neutral infrastructure comprising necessary spatial units, but rather as an architectural tool that the state utilised to materialise its own political narrative. The concept of „concrete musculature“ is introduced with the aim of describing the structural and formalistic expression of Yugoslav sports megastructures. Large spans, highlighted elements of structural systems, and monumentality of volumes were fundamental to articulate the strength, unity, and technological competence of the country. They act as a spatial representation of the ideology of brotherhood and unity, while simultaneously reflecting the decentralised logic and international position of Yugoslavia. Methodologically, the research combines architectural analysis, typological comparison, and geopolitical contextualization. The case studies are chosen according to three parallel criteria: architectural innovation, relation to major international sports manifestations, and political value. The multilayered analysis was used to study them on different aspects – structural logic, urban positioning, spatial organisation, visual identity, etc. – which enabled a gradual reading of the structures, level by level. The ending of the research questions the importance of these structures after the collapse of Yugoslavia, pointing out the problematic translation of their meanings into new political and economic frameworks. Even though concrete musculature remains present and utilised, its ideological continuity becomes fragmented, revealing its architecture as a permanent, but at the same time fragile medium of collective identity.

Questa tesi analizza l'architettura sportiva jugoslava dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Ottanta come manifestazione spaziale dell'identità federale, delle ambizioni geopolitiche e dell'ideologia collettiva. Le strutture sportive non vengono considerate come semplici infrastrutture neutre composte da unità spaziali funzionali, bensì come uno strumento architettonico attraverso il quale lo Stato ha materializzato la propria narrazione politica. Il concetto di "muscolatura di calcestruzzo" viene introdotto per descrivere l'espressione strutturale e formale delle megastrutture sportive jugoslave. Le grandi luci, l'enfasi sugli elementi del sistema strutturale e la monumentalità dei volumi costituivano strumenti fondamentali per esprimere la forza, l'unità e la competenza tecnologica del Paese. Tali architetture rappresentano spazialmente l'ideologia della fratellanza e dell'unità e, al tempo stesso, riflettono la logica decentralizzata e la posizione internazionale della Jugoslavia. Dal punto di vista metodologico, la ricerca combina analisi architettonica, confronto tipologico e contestualizzazione geopolitica. I casi studio sono stati selezionati sulla base di tre criteri paralleli: innovazione architettonica, relazione con le principali manifestazioni sportive internazionali e rilevanza politica. L'analisi multilivello è stata impiegata per esaminarli secondo differenti aspetti — logica strutturale, inserimento urbano, organizzazione spaziale, identità visiva e altri — consentendo una lettura progressiva delle architetture, livello dopo livello. La parte conclusiva della ricerca si interroga sul significato di queste strutture dopo la dissoluzione della Jugoslavia, evidenziando la difficile traduzione dei loro significati all'interno dei nuovi contesti politici ed economici. Sebbene la muscolatura di calcestruzzo continui a essere presente e utilizzata, la sua continuità ideologica risulta frammentata, rivelando l'architettura come un mezzo permanente, ma al tempo stesso fragile, dell'identità collettiva.

Concrete musculature of brotherhood and unity: a study of Yugoslav sports megastructures

Pavlica, Dunja
2025/2026

Abstract

This thesis examines Yugoslav sports architecture between the 1950s and the late 1980s as a spatial manifestation of federal identity, geopolitical ambitions, and collective ideology. Sports facilities are not viewed as neutral infrastructure comprising necessary spatial units, but rather as an architectural tool that the state utilised to materialise its own political narrative. The concept of „concrete musculature“ is introduced with the aim of describing the structural and formalistic expression of Yugoslav sports megastructures. Large spans, highlighted elements of structural systems, and monumentality of volumes were fundamental to articulate the strength, unity, and technological competence of the country. They act as a spatial representation of the ideology of brotherhood and unity, while simultaneously reflecting the decentralised logic and international position of Yugoslavia. Methodologically, the research combines architectural analysis, typological comparison, and geopolitical contextualization. The case studies are chosen according to three parallel criteria: architectural innovation, relation to major international sports manifestations, and political value. The multilayered analysis was used to study them on different aspects – structural logic, urban positioning, spatial organisation, visual identity, etc. – which enabled a gradual reading of the structures, level by level. The ending of the research questions the importance of these structures after the collapse of Yugoslavia, pointing out the problematic translation of their meanings into new political and economic frameworks. Even though concrete musculature remains present and utilised, its ideological continuity becomes fragmented, revealing its architecture as a permanent, but at the same time fragile medium of collective identity.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Questa tesi analizza l'architettura sportiva jugoslava dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Ottanta come manifestazione spaziale dell'identità federale, delle ambizioni geopolitiche e dell'ideologia collettiva. Le strutture sportive non vengono considerate come semplici infrastrutture neutre composte da unità spaziali funzionali, bensì come uno strumento architettonico attraverso il quale lo Stato ha materializzato la propria narrazione politica. Il concetto di "muscolatura di calcestruzzo" viene introdotto per descrivere l'espressione strutturale e formale delle megastrutture sportive jugoslave. Le grandi luci, l'enfasi sugli elementi del sistema strutturale e la monumentalità dei volumi costituivano strumenti fondamentali per esprimere la forza, l'unità e la competenza tecnologica del Paese. Tali architetture rappresentano spazialmente l'ideologia della fratellanza e dell'unità e, al tempo stesso, riflettono la logica decentralizzata e la posizione internazionale della Jugoslavia. Dal punto di vista metodologico, la ricerca combina analisi architettonica, confronto tipologico e contestualizzazione geopolitica. I casi studio sono stati selezionati sulla base di tre criteri paralleli: innovazione architettonica, relazione con le principali manifestazioni sportive internazionali e rilevanza politica. L'analisi multilivello è stata impiegata per esaminarli secondo differenti aspetti — logica strutturale, inserimento urbano, organizzazione spaziale, identità visiva e altri — consentendo una lettura progressiva delle architetture, livello dopo livello. La parte conclusiva della ricerca si interroga sul significato di queste strutture dopo la dissoluzione della Jugoslavia, evidenziando la difficile traduzione dei loro significati all'interno dei nuovi contesti politici ed economici. Sebbene la muscolatura di calcestruzzo continui a essere presente e utilizzata, la sua continuità ideologica risulta frammentata, rivelando l'architettura come un mezzo permanente, ma al tempo stesso fragile, dell'identità collettiva.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/262137