Il nostro impegno progettuale riconosce la diversità come una risorsa che arricchisce il valore delle nostre attività; un’università culturalmente inclusiva offre un ambiente creativo, produttivo, innovativo e promuove relazioni reciprocamente rispettose. Il sistema di spazi dedicati alle tre religioni monoteistiche è pensato come un luogo in cui sperimentare l’incontro fra diverse comunità religiose e per tal motivo prevede non solo luoghi prettamente dedicati alla preghiera ma anche spazi per il colloquio, spazi di servizio per l’attività organizzativa e per attività di carattere culturale. Consapevoli di una realtà difficile in cui le guerre di religione sono ancora attuali, si cerca in questo luogo un punto di incontro, un segnale di speranza, affinché partendo dalle piccole realtà urbane si possa raggiungere un futuro di rispettosa convivenza. La sala di preghiera è unica, inducendo le singole confessioni religiose al reciproco confronto ed alla coesistenza. All’interno dello spazio sono presenti solo gli elementi più significativi per i tre riti, eliminando simboli e segni nel tentativo di creare uno spazio di condivisione. Luci e ombre sono protagonisti della scena, divengono dispositivi spaziali ed evocatori di senso al tempo stesso. Il progetto, posto in un luogo facilmente accessibile ma riparato, manifesta una certa introversione: l’architettura si stacca chiaramente dalle preesistenze e si ripara all’interno di un sistema chiuso ma facilmente penetrabile. Non si voleva creare uno spazio esclusivo e specifico per i tre monoteismi: una Moschea, una Sinagoga e una Chiesa, ma un luogo aperto, dedicato a chiunque, all’interno dell’università, voglia ritrovare una dimensione più intima e riservata; uno spazio pubblico, che non venga considerato di nessuno ma altresì dedicato a tutti e al contempo a ciascuno; come tale auspichiamo venga interpretato. Sta quindi alla sensibilità di chi si confronterà con questo tema, di scorgere piuttosto che le divergenze, le discordanze e le sovra citate mancanze, lo sforzo nel trovare punti di tangenza e un arricchimento personale derivato dal confronto.

Nella città interetnica. Spazi per la cultura e il culto. Cappella e centro interconfessionale nel campus universitario in Bovisa

PALLADINO, MARCO GIUSEPPE;DEL FATO, ALESSANDRA
2009/2010

Abstract

Il nostro impegno progettuale riconosce la diversità come una risorsa che arricchisce il valore delle nostre attività; un’università culturalmente inclusiva offre un ambiente creativo, produttivo, innovativo e promuove relazioni reciprocamente rispettose. Il sistema di spazi dedicati alle tre religioni monoteistiche è pensato come un luogo in cui sperimentare l’incontro fra diverse comunità religiose e per tal motivo prevede non solo luoghi prettamente dedicati alla preghiera ma anche spazi per il colloquio, spazi di servizio per l’attività organizzativa e per attività di carattere culturale. Consapevoli di una realtà difficile in cui le guerre di religione sono ancora attuali, si cerca in questo luogo un punto di incontro, un segnale di speranza, affinché partendo dalle piccole realtà urbane si possa raggiungere un futuro di rispettosa convivenza. La sala di preghiera è unica, inducendo le singole confessioni religiose al reciproco confronto ed alla coesistenza. All’interno dello spazio sono presenti solo gli elementi più significativi per i tre riti, eliminando simboli e segni nel tentativo di creare uno spazio di condivisione. Luci e ombre sono protagonisti della scena, divengono dispositivi spaziali ed evocatori di senso al tempo stesso. Il progetto, posto in un luogo facilmente accessibile ma riparato, manifesta una certa introversione: l’architettura si stacca chiaramente dalle preesistenze e si ripara all’interno di un sistema chiuso ma facilmente penetrabile. Non si voleva creare uno spazio esclusivo e specifico per i tre monoteismi: una Moschea, una Sinagoga e una Chiesa, ma un luogo aperto, dedicato a chiunque, all’interno dell’università, voglia ritrovare una dimensione più intima e riservata; uno spazio pubblico, che non venga considerato di nessuno ma altresì dedicato a tutti e al contempo a ciascuno; come tale auspichiamo venga interpretato. Sta quindi alla sensibilità di chi si confronterà con questo tema, di scorgere piuttosto che le divergenze, le discordanze e le sovra citate mancanze, lo sforzo nel trovare punti di tangenza e un arricchimento personale derivato dal confronto.
LEVI DELLA TORRE, STEFANO
AVERNA, MARTA
ARC II - Facolta' di Architettura Civile
21-lug-2010
2009/2010
Tesi di laurea Magistrale
File allegati
File Dimensione Formato  
2010_07_Del Fato_Palladino_1.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Descrizione: testo della tesi
Dimensione 16.77 MB
Formato Adobe PDF
16.77 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2010_07_Del Fato_Palladino_2.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Descrizione: tavola di progetto 1
Dimensione 44.25 MB
Formato Adobe PDF
44.25 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2010_07_Del Fato_Palladino_3.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Descrizione: tavola di progetto 2
Dimensione 91.42 MB
Formato Adobe PDF
91.42 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2010_07_Del Fato_Palladino_4.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Descrizione: tavola di progetto 3
Dimensione 5.11 MB
Formato Adobe PDF
5.11 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2010_07_Del Fato_Palladino_5.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Descrizione: tavola di progetto 4
Dimensione 44.74 MB
Formato Adobe PDF
44.74 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/2762