How can a piece of art be considered a key element in the requalification of spaces, and how can its being displayed in a public place represent a form of interior design? The term Public Art refers to all artistic projects located in public spaces, beyond the walls of museums, galleries and other locations that have been traditionally assigned the role of art containers. In moving out of the museum, art has been transformed from an exhibitive object into a vehicle for the requalification of urban spaces, performing an active role in the social and cultural dynamics of the location in which it is situated. This is how art comes face to face with daily life, involving the observer, occupying every-day locations and transforming squares, streets, viaducts, parks and tube stations into new exhibition centres. The crux of this thesis is thus to elaborate on the means by which cities today are preparing themselves to welcome and display works of art, but above all, the ability that these artworks have to influence the historical fabric of a city and of its most deteriorated areas, resulting in their eventual requalification. The research has not emerged from questioning the contemporary condition of art, although this does constitute a fundamental aspect in understanding modern tendencies, instead, it is structured with the intention to investigate how, in renewed dialogue with architecture, art is no longer considered a simple exhibitive object, but a vehicle for transforming the space in which it is located. Particular attention will be paid to the Italian case, departing from the changing definition of the concept of Arte Pubblica, analysing symbolic cases, studies in which, through the close cooperation of architects, artists, curators and consumers, art has been transformed from a decorative symbol and element into a vehicle for the requalification of the urban landscape, transforming open spaces from places of contemplation into exhibitions of collective living. It is not possible to consider Arte Pubblica as a practice able to solve the crisis of the public space and the implications this has on the contemporary living. Equally, it is not possible to believe that banally investing urban project with an artistic aura could provide a higher quality to the space. Aware that a change in a landscape and in its value can not solely depend on artistic initiatives, similar projects are opportunities for working on the existing and enhancing it, «[...] levers of political consensus» as well as tools for a «comparison with shared meanings assigned to the built environment, to the ways of inhabiting and using materially and immaterially the city» (Ponzino, 2011).

Come può un oggetto d’arte essere considerato elemento chiave per la riqualificazione degli spazi e come può il suo allestimento in luogo pubblico rappresentare una pratica della disciplina degli interni? Con il termine Public Art si fa riferimento a tutti gli interventi artistici collocati nello spazio pubblico, al di fuori di musei, di gallerie, di luoghi istituzionalmente deputati al ruolo di contenitore. L’arte uscendo dal museo si trasforma da oggetto per esposizioni in veicolo di riqualificazione dello spazio urbano, svolgendo un ruolo attivo nelle dinamiche sociali e culturali del luogo in cui collocata. È così che incontra la quotidianità, coinvolge lo spettatore, occupando i luoghi del vivere giornaliero, trasformando piazze, strade, viadotti, parchi e stazioni metropolitane in nuovi spazi per l’esposizione. Oggetto di questa tesi è quindi approfondire le modalità con cui oggi la città si predispone ad accogliere opere d’arte, con cui le stesse vengono allestite, ma soprattutto la capacità che esse hanno di intervenire sul tessuto storico della città e su aree particolarmente degradate al fine di riqualificarle. La ricerca non nasce come interrogativo sullo stato contemporaneo dell’arte, sebbene questo sia parte fondamentale per comprenderne le tendenze attuali, è strutturata con l’intento di indagare come la stessa, in un rinnovato dialogo con l’architettura, non è più considerata un semplice oggetto da esposizione ma veicolo di trasformazione dello spazio in cui collocata. Particolare attenzione viene data alla produzione italiana, a partire dal mutato significato del concetto di Arte Pubblica, analizzando emblematici casi studio in cui, attraverso la stretta collaborazione tra architetti, artisti, curatori e fruitori, l’arte da simbolo e elemento di decoro si è trasformata in veicolo di riqualificazione della realtà urbana, trasformando lo spazio a cielo aperto da luogo di contemplazione in manifestazione dell’abitare collettivo. Non si può pensare all’Arte Pubblica come ad una pratica in grado di risolvere la crisi dello spazio pubblico e le implicazioni che questa ha sull’abitare contemporaneo, così come non è possibile pensare che “vestire” banalmente i progetti urbani con un’aura artistica possa garantire maggiore qualità allo spazio. Coscienti che la modificazione del paesaggio e il suo significato non possano esclusivamente dipendere da interventi artistici, i progetti presentati i questa ricerca rappresentano interessanti modalità di intervento sull’esistente, aperte alla significazione dei luoghi, considerabili dal punto di vista artistico e architettonico «[…] leve di consenso politico» nonché strumenti di «confronto con i significati condivisi che sono attribuiti all’ambiente costruito, ai modi di abitare e di utilizzare materialmente e immaterialmente la città» (Ponzino, 2011).

Allestire l'arte pubblica. Arte, progetto urbano e identità collettiva

SAITTO, VIVIANA

Abstract

How can a piece of art be considered a key element in the requalification of spaces, and how can its being displayed in a public place represent a form of interior design? The term Public Art refers to all artistic projects located in public spaces, beyond the walls of museums, galleries and other locations that have been traditionally assigned the role of art containers. In moving out of the museum, art has been transformed from an exhibitive object into a vehicle for the requalification of urban spaces, performing an active role in the social and cultural dynamics of the location in which it is situated. This is how art comes face to face with daily life, involving the observer, occupying every-day locations and transforming squares, streets, viaducts, parks and tube stations into new exhibition centres. The crux of this thesis is thus to elaborate on the means by which cities today are preparing themselves to welcome and display works of art, but above all, the ability that these artworks have to influence the historical fabric of a city and of its most deteriorated areas, resulting in their eventual requalification. The research has not emerged from questioning the contemporary condition of art, although this does constitute a fundamental aspect in understanding modern tendencies, instead, it is structured with the intention to investigate how, in renewed dialogue with architecture, art is no longer considered a simple exhibitive object, but a vehicle for transforming the space in which it is located. Particular attention will be paid to the Italian case, departing from the changing definition of the concept of Arte Pubblica, analysing symbolic cases, studies in which, through the close cooperation of architects, artists, curators and consumers, art has been transformed from a decorative symbol and element into a vehicle for the requalification of the urban landscape, transforming open spaces from places of contemplation into exhibitions of collective living. It is not possible to consider Arte Pubblica as a practice able to solve the crisis of the public space and the implications this has on the contemporary living. Equally, it is not possible to believe that banally investing urban project with an artistic aura could provide a higher quality to the space. Aware that a change in a landscape and in its value can not solely depend on artistic initiatives, similar projects are opportunities for working on the existing and enhancing it, «[...] levers of political consensus» as well as tools for a «comparison with shared meanings assigned to the built environment, to the ways of inhabiting and using materially and immaterially the city» (Ponzino, 2011).
BASSO PERESSUT, GIAN LUCA
OTTOLINI, GIANNI
19-mar-2012
Displaying Arte Pubblica. Art, urban project and collective identity
Come può un oggetto d’arte essere considerato elemento chiave per la riqualificazione degli spazi e come può il suo allestimento in luogo pubblico rappresentare una pratica della disciplina degli interni? Con il termine Public Art si fa riferimento a tutti gli interventi artistici collocati nello spazio pubblico, al di fuori di musei, di gallerie, di luoghi istituzionalmente deputati al ruolo di contenitore. L’arte uscendo dal museo si trasforma da oggetto per esposizioni in veicolo di riqualificazione dello spazio urbano, svolgendo un ruolo attivo nelle dinamiche sociali e culturali del luogo in cui collocata. È così che incontra la quotidianità, coinvolge lo spettatore, occupando i luoghi del vivere giornaliero, trasformando piazze, strade, viadotti, parchi e stazioni metropolitane in nuovi spazi per l’esposizione. Oggetto di questa tesi è quindi approfondire le modalità con cui oggi la città si predispone ad accogliere opere d’arte, con cui le stesse vengono allestite, ma soprattutto la capacità che esse hanno di intervenire sul tessuto storico della città e su aree particolarmente degradate al fine di riqualificarle. La ricerca non nasce come interrogativo sullo stato contemporaneo dell’arte, sebbene questo sia parte fondamentale per comprenderne le tendenze attuali, è strutturata con l’intento di indagare come la stessa, in un rinnovato dialogo con l’architettura, non è più considerata un semplice oggetto da esposizione ma veicolo di trasformazione dello spazio in cui collocata. Particolare attenzione viene data alla produzione italiana, a partire dal mutato significato del concetto di Arte Pubblica, analizzando emblematici casi studio in cui, attraverso la stretta collaborazione tra architetti, artisti, curatori e fruitori, l’arte da simbolo e elemento di decoro si è trasformata in veicolo di riqualificazione della realtà urbana, trasformando lo spazio a cielo aperto da luogo di contemplazione in manifestazione dell’abitare collettivo. Non si può pensare all’Arte Pubblica come ad una pratica in grado di risolvere la crisi dello spazio pubblico e le implicazioni che questa ha sull’abitare contemporaneo, così come non è possibile pensare che “vestire” banalmente i progetti urbani con un’aura artistica possa garantire maggiore qualità allo spazio. Coscienti che la modificazione del paesaggio e il suo significato non possano esclusivamente dipendere da interventi artistici, i progetti presentati i questa ricerca rappresentano interessanti modalità di intervento sull’esistente, aperte alla significazione dei luoghi, considerabili dal punto di vista artistico e architettonico «[…] leve di consenso politico» nonché strumenti di «confronto con i significati condivisi che sono attribuiti all’ambiente costruito, ai modi di abitare e di utilizzare materialmente e immaterialmente la città» (Ponzino, 2011).
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