Negli anni è cresciuta l’attenzione a livello mondiale per la questione energetica, accompagnata dalla consapevolezza che decisi interventi volti alla riduzione dei gas climalteranti e della dipendenza da combustibili fossili siano indispensabili per assicurarsi un futuro più pulito e sostenibile. L’azione si è direzionata, tra le altre, verso la promozione delle fonti energetiche rinnovabili. L’Europa ha abbracciato con fermezza questa linea evolutiva, credendo alle potenzialità delle fonti energetiche rinnovabili e dell’efficienza energetica e sposando una serie di interventi a salvaguardia del clima e dell’ambiente. L’Italia dal canto suo ha intrapreso da anni una personale politica a sostegno delle FER e dell’efficienza energetica, inserendosi nell’indirizzo normativo europeo. Benchè a livello nazionale ci sia stata storicamente una predilezione per la promozione delle rinnovabili per produzione elettrica – che ha vissuto di recente una rivisitazione normativa –, è entrato in vigore a inizio anno un decreto dedicato alle fonti green per la produzione di energia termica e per i piccoli interventi di efficienza energetica. In questo quadro d’insieme si inseriscono due delle rinnovabili forse meno sulla cresta dell’onda, ma con notevoli potenzialità di sviluppo futuro. Si tratta del consolidato idroelettrico che nella sua versione mini ha registrato negli ultimi anni tassi di crescita interessanti, a beneficio di un concetto di una generazione di energia distribuita e capillare. E si tratta della geotermia a bassa entalpia che offre lo sfruttamento di un potente binomio, rinnovabili-efficienza energetica; il suo mercato si trova ancora nelle prime fasi di sviluppo in Italia, a differenza di altri paesi europei come Svezia e Germania. Sebbene in questa coppia di rinnovabili l’una sia un centenario orgoglio italiano e l’altra la nuova tecnologia ancora ai suoi primi passi in questo Paese, in entrambe per motivi diversi è presente un forte potenziale, supportato dalla presenza di filiere a carattere fortemente italiano. Ne segue che una loro corretta promozione non solo indurrebbe ricadute economiche prettamente nazionali ma consentirebbe di combattere la piaga della disoccupazione, particolarmente avvertita in Italia.

I settori del mini idroelettrico e della geotermia a bassa entalpia in Italia : analisi delle filiere industriali e ricadute occupazionali

SILIPO, LAURA
2011/2012

Abstract

Negli anni è cresciuta l’attenzione a livello mondiale per la questione energetica, accompagnata dalla consapevolezza che decisi interventi volti alla riduzione dei gas climalteranti e della dipendenza da combustibili fossili siano indispensabili per assicurarsi un futuro più pulito e sostenibile. L’azione si è direzionata, tra le altre, verso la promozione delle fonti energetiche rinnovabili. L’Europa ha abbracciato con fermezza questa linea evolutiva, credendo alle potenzialità delle fonti energetiche rinnovabili e dell’efficienza energetica e sposando una serie di interventi a salvaguardia del clima e dell’ambiente. L’Italia dal canto suo ha intrapreso da anni una personale politica a sostegno delle FER e dell’efficienza energetica, inserendosi nell’indirizzo normativo europeo. Benchè a livello nazionale ci sia stata storicamente una predilezione per la promozione delle rinnovabili per produzione elettrica – che ha vissuto di recente una rivisitazione normativa –, è entrato in vigore a inizio anno un decreto dedicato alle fonti green per la produzione di energia termica e per i piccoli interventi di efficienza energetica. In questo quadro d’insieme si inseriscono due delle rinnovabili forse meno sulla cresta dell’onda, ma con notevoli potenzialità di sviluppo futuro. Si tratta del consolidato idroelettrico che nella sua versione mini ha registrato negli ultimi anni tassi di crescita interessanti, a beneficio di un concetto di una generazione di energia distribuita e capillare. E si tratta della geotermia a bassa entalpia che offre lo sfruttamento di un potente binomio, rinnovabili-efficienza energetica; il suo mercato si trova ancora nelle prime fasi di sviluppo in Italia, a differenza di altri paesi europei come Svezia e Germania. Sebbene in questa coppia di rinnovabili l’una sia un centenario orgoglio italiano e l’altra la nuova tecnologia ancora ai suoi primi passi in questo Paese, in entrambe per motivi diversi è presente un forte potenziale, supportato dalla presenza di filiere a carattere fortemente italiano. Ne segue che una loro corretta promozione non solo indurrebbe ricadute economiche prettamente nazionali ma consentirebbe di combattere la piaga della disoccupazione, particolarmente avvertita in Italia.
TERRUZZI, RICCARDO
ING II - Scuola di Ingegneria dei Sistemi
23-apr-2013
2011/2012
Tesi di laurea Magistrale
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