Technological advances of the new digital era have strongly changed our lives modifying the rules of interpersonal interaction and the social representation of ourselves. Every day we spontaneously publish on the net a wide number of information about us: what we do, who we are with, and where we are. All these footprints we leave remain within the network, creating an enormous amount of information contained in datasets accessible to anyone who wants to approach. Every ten years in a large city like Milan, inhabited by more than one million and three hundred thousand people, it is usually carried out a long and expensive investigation about urban mobility in which more than two hundred thousand people are being interviewed. Is there a meeting point between two different truths like these? Is it possible to use a dataset such as that one of a social media to investigate the dynamics of population movements in an area like Milan’s? On the one hand, the target of this thesis is to answer to these questions by observing the strengths and the weakness of two methods of investigation so far from each other, through different ways of analysis and communication design tools. On the other hand, it doesn’t want necessarily to determine which of the two is more correct but it wants to verify a possible future integration.

I progressi tecnologici protagonisti della nuova era digitale si sono inseriti prepotentemente nelle nostre vite andando a modificare le modalità di interazione interpersonali e la rappresentazione sociale di noi stessi. Ogni giorno pubblichiamo spontaneamente in rete un grandissimo numero di informazioni che ci riguardano da vicino: cosa facciamo, con chi siamo e dove ci troviamo. Tutte queste tracce che lasciamo rimangono all’interno della rete, generando una vastissima mole di informazioni contenute in bacini di dati accessibili a chiunque voglia avvicinarsi. In un comune come quello di Milano, abitato da oltre un milione e trecentomila persone, che ogni giorno conta al suo interno e nelle zone limitrofe sei milioni di spostamenti tra mezzi pubblici e privati, ogni dieci anni viene effettuata una lunga e dispendiosa indagine sulla mobilità andando a intervistare oltre duecentomila di circa centomila famiglie diverse. Esiste un punto di incontro tra due così diverse realtà? È possibile utilizzare un bacino di dati come quello di un social media per indagare le dinamiche degli spostamenti della popolazione su un territorio come quello milanese? L’obiettivo di questa tesi è rispondere a queste domande osservando le potenzialità e i limiti di due metodi di indagine così lontani tra loro attraverso diversi tipi di analisi e di strumenti propri del design della comunicazione. Senza avere la presunzione di determinare quale dei due sia più corretto ma aprendo le porte a una possibile futura integrazione.

Mobilità urbana e tracce digitali. Analisi e visualizzazioni dei flussi di traffico nell'area milanese

POMÈ, ALESSANDRO
2012/2013

Abstract

Technological advances of the new digital era have strongly changed our lives modifying the rules of interpersonal interaction and the social representation of ourselves. Every day we spontaneously publish on the net a wide number of information about us: what we do, who we are with, and where we are. All these footprints we leave remain within the network, creating an enormous amount of information contained in datasets accessible to anyone who wants to approach. Every ten years in a large city like Milan, inhabited by more than one million and three hundred thousand people, it is usually carried out a long and expensive investigation about urban mobility in which more than two hundred thousand people are being interviewed. Is there a meeting point between two different truths like these? Is it possible to use a dataset such as that one of a social media to investigate the dynamics of population movements in an area like Milan’s? On the one hand, the target of this thesis is to answer to these questions by observing the strengths and the weakness of two methods of investigation so far from each other, through different ways of analysis and communication design tools. On the other hand, it doesn’t want necessarily to determine which of the two is more correct but it wants to verify a possible future integration.
ARC III - Scuola del Design
29-apr-2014
2012/2013
I progressi tecnologici protagonisti della nuova era digitale si sono inseriti prepotentemente nelle nostre vite andando a modificare le modalità di interazione interpersonali e la rappresentazione sociale di noi stessi. Ogni giorno pubblichiamo spontaneamente in rete un grandissimo numero di informazioni che ci riguardano da vicino: cosa facciamo, con chi siamo e dove ci troviamo. Tutte queste tracce che lasciamo rimangono all’interno della rete, generando una vastissima mole di informazioni contenute in bacini di dati accessibili a chiunque voglia avvicinarsi. In un comune come quello di Milano, abitato da oltre un milione e trecentomila persone, che ogni giorno conta al suo interno e nelle zone limitrofe sei milioni di spostamenti tra mezzi pubblici e privati, ogni dieci anni viene effettuata una lunga e dispendiosa indagine sulla mobilità andando a intervistare oltre duecentomila di circa centomila famiglie diverse. Esiste un punto di incontro tra due così diverse realtà? È possibile utilizzare un bacino di dati come quello di un social media per indagare le dinamiche degli spostamenti della popolazione su un territorio come quello milanese? L’obiettivo di questa tesi è rispondere a queste domande osservando le potenzialità e i limiti di due metodi di indagine così lontani tra loro attraverso diversi tipi di analisi e di strumenti propri del design della comunicazione. Senza avere la presunzione di determinare quale dei due sia più corretto ma aprendo le porte a una possibile futura integrazione.
Tesi di laurea Magistrale
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