La tesi propone una riflessione sull’architettura e l’urbanistica del Ventennio, discutendo il ruolo della pizza e della salute pubblica, nel progetto di costruzione della città fascista e di ri-sanamento territoriale e sociale. L’attività edilizia fu uno dei cardini attorno a cui si svolse la parabola del Fascismo e si esercitò lo stretto legame tra architettura, industria delle costruzioni, potere politico e amministrazione del consenso. Il Regime si prodigò in interventi di sventramento e riforma in quasi tutte le città principali (Bergamo, Brescia, Varese), nella fondazione di nuove città presso le aree soggette a bonifica agraria dell’area pontina (Littoria, Sabaudia, Pontinia) e nell’edificazione di grandi strutture sanitarie, sovente concepite con caratteri di autonomia funzionale e indipendenza urbanistica (Istituto Forlanini a Roma, Villaggio Sanatoriale di Sondalo). Questi tre modi di configurare la “città della salute” da parte del Fascismo, sono state analizzate attraverso casi studio specifici, focalizzandosi sulla piazza come elemento ricorrente e caratterizzante la dimensione sociale di ciascun intervento. La tesi analizza in particolare l’ex Villaggio Sanatoriale di Sondalo, una sorta di cittadella della salute, focalizzandosi sulla cosiddetta “piazza del Teatro”; quest’ampia superficie, in cui il progetto aveva previsto la presenza di un teatro, poi non costruito, è priva delle qualità di uno spazio pensato come luogo d'incontro e di socializzazione e rappresenta un problema irrisolto nella complessa e unitaria composizione del Villaggio Sanatoriale. La tesi propone una rivitalizzazione di quest’area conferendo ad essa gli attributi di una piazza: abbiamo pensato di proporre un intervento che si focalizzasse su un nuovo disegno di questa e che contenesse un teatro all’aperto, perché la piazza, per quanto possa essere influenzata e generata dall'organizzazione che nasce dalle strade che a essa giungono e dalla disposizione dei volumi nel suo intorno, è caratterizzata principalmente dal suo disegno interno specifico.

Piazza, città e salute nell'Italia fascista. Un progetto per il villaggio sanatoriale di Sondalo

GRASSO, STEFANIA;CANESI, LUCA
2013/2014

Abstract

La tesi propone una riflessione sull’architettura e l’urbanistica del Ventennio, discutendo il ruolo della pizza e della salute pubblica, nel progetto di costruzione della città fascista e di ri-sanamento territoriale e sociale. L’attività edilizia fu uno dei cardini attorno a cui si svolse la parabola del Fascismo e si esercitò lo stretto legame tra architettura, industria delle costruzioni, potere politico e amministrazione del consenso. Il Regime si prodigò in interventi di sventramento e riforma in quasi tutte le città principali (Bergamo, Brescia, Varese), nella fondazione di nuove città presso le aree soggette a bonifica agraria dell’area pontina (Littoria, Sabaudia, Pontinia) e nell’edificazione di grandi strutture sanitarie, sovente concepite con caratteri di autonomia funzionale e indipendenza urbanistica (Istituto Forlanini a Roma, Villaggio Sanatoriale di Sondalo). Questi tre modi di configurare la “città della salute” da parte del Fascismo, sono state analizzate attraverso casi studio specifici, focalizzandosi sulla piazza come elemento ricorrente e caratterizzante la dimensione sociale di ciascun intervento. La tesi analizza in particolare l’ex Villaggio Sanatoriale di Sondalo, una sorta di cittadella della salute, focalizzandosi sulla cosiddetta “piazza del Teatro”; quest’ampia superficie, in cui il progetto aveva previsto la presenza di un teatro, poi non costruito, è priva delle qualità di uno spazio pensato come luogo d'incontro e di socializzazione e rappresenta un problema irrisolto nella complessa e unitaria composizione del Villaggio Sanatoriale. La tesi propone una rivitalizzazione di quest’area conferendo ad essa gli attributi di una piazza: abbiamo pensato di proporre un intervento che si focalizzasse su un nuovo disegno di questa e che contenesse un teatro all’aperto, perché la piazza, per quanto possa essere influenzata e generata dall'organizzazione che nasce dalle strade che a essa giungono e dalla disposizione dei volumi nel suo intorno, è caratterizzata principalmente dal suo disegno interno specifico.
ARC I - Scuola di Architettura e Società
1-ott-2014
2013/2014
Tesi di laurea Magistrale
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