This thesis explores the spatial condition of overtourism in Dubrovnik within the broader context of global urban theory and Mediterranean urban dynamics. It argues that overtourism is not simply a matter of excessive visitor numbers, but a spatial and symbolic concentration produced through the interaction of global mobility systems, heritage branding, and seasonal urban rhythms that generate fluctuating intensities across the year. Through a multi-layered mapping methodology, the thesis examines how conceived representations of Dubrovnik as a heritage destination shape perceived patterns of movement and transform lived urban experience, revealing the disjunction between marketed imagery and everyday urban realities. Drawing on Lefebvre’s spatial triad and rhythmanalysis, alongside imageability frameworks inspired by Lynch, the research identifies the historic core as a site of intensified symbolic authority and infrastructural pressure, while surrounding districts remain comparatively marginalised. Building on this analysis, the project advances an alternative strategic framework. Rather than dispersing tourism geographically, it proposes a redistribution of symbolic agency through the recalibration of experiential intensity and pedestrian continuities, aiming to rebalance spatial and social hierarchies. Mapping is positioned not only as a diagnostic device but as an operative urban design instrument capable of informing spatially grounded and culturally sensitive interventions for a more resilient Dubrovnik.

Questa tesi esplora la condizione spaziale dell’overtourism a Dubrovnik nel più ampio contesto della teoria urbana globale e delle dinamiche urbane mediterranee. Sostiene che l’overtourism non sia semplicemente una questione di numero eccessivo di visitatori, ma una concentrazione spaziale e simbolica prodotta dall’interazione tra sistemi globali di mobilità, processi di heritage branding e ritmi urbani stagionali che generano intensità fluttuanti nel corso dell’anno. Attraverso una metodologia di mappatura multilivello, la tesi analizza come le rappresentazioni concepite di Dubrovnik come destinazione patrimoniale plasmino i modelli percepiti di movimento e trasformino l’esperienza urbana vissuta, rivelando la disgiunzione tra l’immaginario promosso e le realtà urbane quotidiane. Basandosi sulla triade spaziale e sulla ritmanalisi di Lefebvre, insieme a quadri teorici sull’imageability ispirati a Lynch, la ricerca individua il centro storico come un luogo di intensificata autorità simbolica e pressione infrastrutturale, mentre i quartieri circostanti rimangono relativamente marginalizzati. A partire da questa analisi, il progetto sviluppa un quadro strategico alternativo. Piuttosto che disperdere il turismo geograficamente, propone una redistribuzione dell’agenzia simbolica attraverso la ricalibrazione dell’intensità esperienziale e delle continuità pedonali, con l’obiettivo di riequilibrare le gerarchie spaziali e sociali. La mappatura viene così intesa non solo come strumento diagnostico, ma come dispositivo operativo di progettazione urbana, capace di orientare interventi spazialmente radicati e culturalmente sensibili verso una Dubrovnik più resiliente.

Mapping Dubrovnik: towards an alternative approach to overtourism

BOROVINA, MAGDA
2024/2025

Abstract

This thesis explores the spatial condition of overtourism in Dubrovnik within the broader context of global urban theory and Mediterranean urban dynamics. It argues that overtourism is not simply a matter of excessive visitor numbers, but a spatial and symbolic concentration produced through the interaction of global mobility systems, heritage branding, and seasonal urban rhythms that generate fluctuating intensities across the year. Through a multi-layered mapping methodology, the thesis examines how conceived representations of Dubrovnik as a heritage destination shape perceived patterns of movement and transform lived urban experience, revealing the disjunction between marketed imagery and everyday urban realities. Drawing on Lefebvre’s spatial triad and rhythmanalysis, alongside imageability frameworks inspired by Lynch, the research identifies the historic core as a site of intensified symbolic authority and infrastructural pressure, while surrounding districts remain comparatively marginalised. Building on this analysis, the project advances an alternative strategic framework. Rather than dispersing tourism geographically, it proposes a redistribution of symbolic agency through the recalibration of experiential intensity and pedestrian continuities, aiming to rebalance spatial and social hierarchies. Mapping is positioned not only as a diagnostic device but as an operative urban design instrument capable of informing spatially grounded and culturally sensitive interventions for a more resilient Dubrovnik.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Questa tesi esplora la condizione spaziale dell’overtourism a Dubrovnik nel più ampio contesto della teoria urbana globale e delle dinamiche urbane mediterranee. Sostiene che l’overtourism non sia semplicemente una questione di numero eccessivo di visitatori, ma una concentrazione spaziale e simbolica prodotta dall’interazione tra sistemi globali di mobilità, processi di heritage branding e ritmi urbani stagionali che generano intensità fluttuanti nel corso dell’anno. Attraverso una metodologia di mappatura multilivello, la tesi analizza come le rappresentazioni concepite di Dubrovnik come destinazione patrimoniale plasmino i modelli percepiti di movimento e trasformino l’esperienza urbana vissuta, rivelando la disgiunzione tra l’immaginario promosso e le realtà urbane quotidiane. Basandosi sulla triade spaziale e sulla ritmanalisi di Lefebvre, insieme a quadri teorici sull’imageability ispirati a Lynch, la ricerca individua il centro storico come un luogo di intensificata autorità simbolica e pressione infrastrutturale, mentre i quartieri circostanti rimangono relativamente marginalizzati. A partire da questa analisi, il progetto sviluppa un quadro strategico alternativo. Piuttosto che disperdere il turismo geograficamente, propone una redistribuzione dell’agenzia simbolica attraverso la ricalibrazione dell’intensità esperienziale e delle continuità pedonali, con l’obiettivo di riequilibrare le gerarchie spaziali e sociali. La mappatura viene così intesa non solo come strumento diagnostico, ma come dispositivo operativo di progettazione urbana, capace di orientare interventi spazialmente radicati e culturalmente sensibili verso una Dubrovnik più resiliente.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252601