This thesis critiques the tendency in contemporary architecture to treat continuity as visual seamlessness, concealing change through cosmetic repair and the suppression of material difference. It argues that this logic of abstraction reduces time to a mere image, weakening continuity as a lived, embodied condition. In response, the research proposes an "ethics of legibility" as both a theoretical and operative framework for retrofit. The argument shifts scale from the city to the body. It first examines the city as a collective artifact of memory, then explores the sensory experience of architecture through Pallasmaa and Ruskin. By contrasting embodied trust with architectural deception, the thesis establishes a design ethic grounded in material honesty and readable transformation. Retrofitting is thus redefined as the continuation of a material narrative where change remains intelligible rather than simulated. This framework is applied to a proposal for Casamatta, a dynamic social landmark. Rejecting static restoration, the project employs a legible design language that makes the building’s evolution visible. Through a multi-layered analysis, the proposal balances inherited structures with present needs while creating a flexible framework for future transformation. Finally, a collaborative, small-scale intervention on-site tests these principles through direct engagement with material, context, and community.

Questa tesi critica la tendenza dell’architettura contemporanea a trattare la continuità come una semplice uniformità visiva, occultando il cambiamento attraverso riparazioni cosmetiche e la soppressione delle differenze materiali. Sostiene che questa logica dell’astrazione riduca il tempo a una mera immagine, indebolendo la continuità come condizione vissuta e incarnata. In risposta, la ricerca propone un’“etica della leggibilità” come quadro teorico e operativo per il retrofit. L’argomentazione sposta la scala dalla città al corpo. In primo luogo, esamina la città come artefatto collettivo della memoria; quindi esplora l’esperienza sensoriale dell’architettura attraverso Pallasmaa e Ruskin. Mettendo a confronto la fiducia incarnata con l’inganno architettonico, la tesi definisce un’etica del progetto fondata sull’onestà materica e sulla trasformazione leggibile. Il retrofit viene così ridefinito come prosecuzione di una narrazione materiale, in cui il cambiamento rimane intelligibile anziché simulato. Questo quadro viene applicato a una proposta per Casamatta, intesa come landmark sociale dinamico. Rifiutando un restauro statico, il progetto adotta un linguaggio progettuale leggibile che rende visibile l’evoluzione dell’edificio. Attraverso un’analisi multilivello, la proposta bilancia le strutture ereditate con le esigenze del presente, creando al contempo un quadro flessibile per trasformazioni future. Infine, un intervento collaborativo di piccola scala sul sito mette alla prova questi principi attraverso un confronto diretto con materia, contesto e comunità.

Layers of change: authenticity, memory, and continuity in architecture

Kazirod, Szymon Tomasz
2025/2026

Abstract

This thesis critiques the tendency in contemporary architecture to treat continuity as visual seamlessness, concealing change through cosmetic repair and the suppression of material difference. It argues that this logic of abstraction reduces time to a mere image, weakening continuity as a lived, embodied condition. In response, the research proposes an "ethics of legibility" as both a theoretical and operative framework for retrofit. The argument shifts scale from the city to the body. It first examines the city as a collective artifact of memory, then explores the sensory experience of architecture through Pallasmaa and Ruskin. By contrasting embodied trust with architectural deception, the thesis establishes a design ethic grounded in material honesty and readable transformation. Retrofitting is thus redefined as the continuation of a material narrative where change remains intelligible rather than simulated. This framework is applied to a proposal for Casamatta, a dynamic social landmark. Rejecting static restoration, the project employs a legible design language that makes the building’s evolution visible. Through a multi-layered analysis, the proposal balances inherited structures with present needs while creating a flexible framework for future transformation. Finally, a collaborative, small-scale intervention on-site tests these principles through direct engagement with material, context, and community.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
Questa tesi critica la tendenza dell’architettura contemporanea a trattare la continuità come una semplice uniformità visiva, occultando il cambiamento attraverso riparazioni cosmetiche e la soppressione delle differenze materiali. Sostiene che questa logica dell’astrazione riduca il tempo a una mera immagine, indebolendo la continuità come condizione vissuta e incarnata. In risposta, la ricerca propone un’“etica della leggibilità” come quadro teorico e operativo per il retrofit. L’argomentazione sposta la scala dalla città al corpo. In primo luogo, esamina la città come artefatto collettivo della memoria; quindi esplora l’esperienza sensoriale dell’architettura attraverso Pallasmaa e Ruskin. Mettendo a confronto la fiducia incarnata con l’inganno architettonico, la tesi definisce un’etica del progetto fondata sull’onestà materica e sulla trasformazione leggibile. Il retrofit viene così ridefinito come prosecuzione di una narrazione materiale, in cui il cambiamento rimane intelligibile anziché simulato. Questo quadro viene applicato a una proposta per Casamatta, intesa come landmark sociale dinamico. Rifiutando un restauro statico, il progetto adotta un linguaggio progettuale leggibile che rende visibile l’evoluzione dell’edificio. Attraverso un’analisi multilivello, la proposta bilancia le strutture ereditate con le esigenze del presente, creando al contempo un quadro flessibile per trasformazioni future. Infine, un intervento collaborativo di piccola scala sul sito mette alla prova questi principi attraverso un confronto diretto con materia, contesto e comunità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253711