This thesis proposes the redevelopment of the municipal sports centre of Cesate not merely as a place for physical performance, but as a civic community infrastructure, capable of interweaving body, mind and social relationships. The project takes sport as a universal language, capable of transcending differences in age, social condition and physical ability. From childhood to old age, sporting activity is understood as a relational practice and as a setting in which to develop social values. In this sense, architecture does not merely host activities, but educates silently, through spaces that foster listening, concentration, relationship and pause. In an age marked by widespread fragilities, alongside the physical dimension emerges the psychological one, often overlooked yet central to contemporary wellbeing. The project introduces an innovative function within the landscape of sports centres: spaces dedicated to psychological wellbeing and social cohesion, grounded in the theories and methods of community psychology, designed to respond to the emotional and relational needs of contemporary society. The entire masterplan is conceived around a guiding principle: wellbeing is not only physical, but psychological and social. This translates into a multiplicity of spaces — sporting, cultural, aggregative and reflective — which coexist and intermingle, restoring to the sports centre its role as a human landscape and threshold between training and everyday life. The architectural choices themselves reflect this vision: from the formal and material research, design tools capable of fostering welcome and calm, to the dialogue with theories of environmental psychology. The project thus envisages a sports centre that produces not exclusion but belonging, that does not exacerbate performance but cultivates balance, that does not isolate the individual but rebuilds community.

La tesi propone la riqualificazione del centro sportivo comunale di Cesate non come semplice luogo della prestazione fisica, ma come infrastruttura civica di comunità, capace di intrecciare corpo, mente e relazioni sociali. Il progetto assume lo sport come linguaggio universale, capace di attraversare età, condizioni sociali e capacità fisiche differenti. Dall'infanzia alla terza età, l'attività sportiva viene intesa come pratica di relazione e come luogo in cui sviluppare valori sociali. In questo senso, l'architettura non ospita soltanto attività, ma educa silenziosamente, attraverso spazi che favoriscono l'ascolto, la concentrazione, la relazione e la pausa. In un'epoca segnata da fragilità diffuse, accanto alla dimensione fisica emerge quella psicologica, spesso trascurata ma centrale nel benessere contemporaneo. Il progetto introduce una funzione innovativa nel panorama dei centri sportivi: spazi dedicati al benessere psicologico e alla coesione sociale, fondati su teorie e metodi della psicologia di comunità, pensati per rispondere ai bisogni emotivi e relazionali della società contemporanea. L'intero masterplan è concepito attorno a un principio guida: il benessere non è solo fisico, ma psicologico e sociale. Questo si traduce in una molteplicità di spazi — sportivi, culturali, aggregativi e riflessivi — che convivono e si contaminano, restituendo al centro sportivo il ruolo di paesaggio umano e soglia tra allenamento e vita quotidiana. Le scelte architettoniche stesse riflettono questa visione: dalla ricerca formale e materica, strumenti progettuali capaci di promuovere accoglienza e calma, al dialogo con le teorie della psicologia ambientale. Il progetto immagina quindi un centro sportivo che non produce esclusione ma appartenenza, non esaspera la performance ma coltiva l'equilibrio, non isola l'individuo ma ricostruisce comunità.

Abitare il tempo: un campus dinamico e di relazione per lo sport e il benessere psico-fisico tra artificio e natura.

SAMMARCO, GIORGIO;Ferrari, Giulia Anna;Miseo, Marzia
2025/2026

Abstract

This thesis proposes the redevelopment of the municipal sports centre of Cesate not merely as a place for physical performance, but as a civic community infrastructure, capable of interweaving body, mind and social relationships. The project takes sport as a universal language, capable of transcending differences in age, social condition and physical ability. From childhood to old age, sporting activity is understood as a relational practice and as a setting in which to develop social values. In this sense, architecture does not merely host activities, but educates silently, through spaces that foster listening, concentration, relationship and pause. In an age marked by widespread fragilities, alongside the physical dimension emerges the psychological one, often overlooked yet central to contemporary wellbeing. The project introduces an innovative function within the landscape of sports centres: spaces dedicated to psychological wellbeing and social cohesion, grounded in the theories and methods of community psychology, designed to respond to the emotional and relational needs of contemporary society. The entire masterplan is conceived around a guiding principle: wellbeing is not only physical, but psychological and social. This translates into a multiplicity of spaces — sporting, cultural, aggregative and reflective — which coexist and intermingle, restoring to the sports centre its role as a human landscape and threshold between training and everyday life. The architectural choices themselves reflect this vision: from the formal and material research, design tools capable of fostering welcome and calm, to the dialogue with theories of environmental psychology. The project thus envisages a sports centre that produces not exclusion but belonging, that does not exacerbate performance but cultivates balance, that does not isolate the individual but rebuilds community.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
La tesi propone la riqualificazione del centro sportivo comunale di Cesate non come semplice luogo della prestazione fisica, ma come infrastruttura civica di comunità, capace di intrecciare corpo, mente e relazioni sociali. Il progetto assume lo sport come linguaggio universale, capace di attraversare età, condizioni sociali e capacità fisiche differenti. Dall'infanzia alla terza età, l'attività sportiva viene intesa come pratica di relazione e come luogo in cui sviluppare valori sociali. In questo senso, l'architettura non ospita soltanto attività, ma educa silenziosamente, attraverso spazi che favoriscono l'ascolto, la concentrazione, la relazione e la pausa. In un'epoca segnata da fragilità diffuse, accanto alla dimensione fisica emerge quella psicologica, spesso trascurata ma centrale nel benessere contemporaneo. Il progetto introduce una funzione innovativa nel panorama dei centri sportivi: spazi dedicati al benessere psicologico e alla coesione sociale, fondati su teorie e metodi della psicologia di comunità, pensati per rispondere ai bisogni emotivi e relazionali della società contemporanea. L'intero masterplan è concepito attorno a un principio guida: il benessere non è solo fisico, ma psicologico e sociale. Questo si traduce in una molteplicità di spazi — sportivi, culturali, aggregativi e riflessivi — che convivono e si contaminano, restituendo al centro sportivo il ruolo di paesaggio umano e soglia tra allenamento e vita quotidiana. Le scelte architettoniche stesse riflettono questa visione: dalla ricerca formale e materica, strumenti progettuali capaci di promuovere accoglienza e calma, al dialogo con le teorie della psicologia ambientale. Il progetto immagina quindi un centro sportivo che non produce esclusione ma appartenenza, non esaspera la performance ma coltiva l'equilibrio, non isola l'individuo ma ricostruisce comunità.
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