Il lavoro di tesi si propone di indagare il rapporto tra costruito e spazi aperti nella città contemporanea, dimostrando come il tema dei margini urbani e della città in estensione risultino ancora oggi attuali. Nonostante la crisi economica abbia prodotto negli ultimi anni un rallentamento dei ritmi di urbanizzazione del territorio nel contesto europeo, in ambito periurbano, e in particolare in quei territori che si inseriscono in aree metropolitane, si assiste ancora ad una urbanizzazione fatta prevalentemente di lottizzazioni di case singole in prossimità di campi agricoli e spazi naturali, senza un’attenzione particolare al rapporto tra costruito e spazi aperti. Anche in Italia l’ultimo rapporto Ispra sul consumo di suolo evidenzia come la cementificazione del territorio continui anche in periodo di crisi, compromettendo i delicati equilibri del sistema idrogeologico. Il progetto di compensazione ambientale di un ambito a vocazione agricola fortemente inquinato nella regione di Parigi costituisce una soluzione innovativa e sperimentale che offre la possibilità di ripensare e strutturare il rapporto tra costruito e spazi aperti. L’opportunità di uno sguardo in un’altra realtà europea permette di individuare soluzioni virtuose da riproporre nel contesto italiano in territori che presentano analoghe problematiche. Negli approfondimenti progettuali sono state definite tre tipologie di transizione tra urbano e rurale, con l’obiettivo di proporre un modello applicabile in altri contesti periurbani. Si è cercato di riflettere sul concetto di transizione esteso a una scala più vasta rispetto alla comune accezione di spazio d’interazione tra due ambiti differenti (fronte urbano, lisière, etc). In tal senso, la transizione dal costruito agli spazi aperti comprende la città prodotta in particolare dal Secondo Dopoguerra ad oggi, quartieri residenziali ad alta e bassa densità, zone produttive e interstizi urbani. Si evidenzia dunque la strategicità degli spazi aperti interclusi o a margine dell’urbanizzato, la cui progettazione e messa a sistema costituisce una possibile soluzione all’autoreferenzialità caratterizzante spazio costruito e spazio naturale.
Transizioni. Dal costruito agli spazi aperti
SANTI, EMANUELE
2013/2014
Abstract
Il lavoro di tesi si propone di indagare il rapporto tra costruito e spazi aperti nella città contemporanea, dimostrando come il tema dei margini urbani e della città in estensione risultino ancora oggi attuali. Nonostante la crisi economica abbia prodotto negli ultimi anni un rallentamento dei ritmi di urbanizzazione del territorio nel contesto europeo, in ambito periurbano, e in particolare in quei territori che si inseriscono in aree metropolitane, si assiste ancora ad una urbanizzazione fatta prevalentemente di lottizzazioni di case singole in prossimità di campi agricoli e spazi naturali, senza un’attenzione particolare al rapporto tra costruito e spazi aperti. Anche in Italia l’ultimo rapporto Ispra sul consumo di suolo evidenzia come la cementificazione del territorio continui anche in periodo di crisi, compromettendo i delicati equilibri del sistema idrogeologico. Il progetto di compensazione ambientale di un ambito a vocazione agricola fortemente inquinato nella regione di Parigi costituisce una soluzione innovativa e sperimentale che offre la possibilità di ripensare e strutturare il rapporto tra costruito e spazi aperti. L’opportunità di uno sguardo in un’altra realtà europea permette di individuare soluzioni virtuose da riproporre nel contesto italiano in territori che presentano analoghe problematiche. Negli approfondimenti progettuali sono state definite tre tipologie di transizione tra urbano e rurale, con l’obiettivo di proporre un modello applicabile in altri contesti periurbani. Si è cercato di riflettere sul concetto di transizione esteso a una scala più vasta rispetto alla comune accezione di spazio d’interazione tra due ambiti differenti (fronte urbano, lisière, etc). In tal senso, la transizione dal costruito agli spazi aperti comprende la città prodotta in particolare dal Secondo Dopoguerra ad oggi, quartieri residenziali ad alta e bassa densità, zone produttive e interstizi urbani. Si evidenzia dunque la strategicità degli spazi aperti interclusi o a margine dell’urbanizzato, la cui progettazione e messa a sistema costituisce una possibile soluzione all’autoreferenzialità caratterizzante spazio costruito e spazio naturale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/10589/94146