Il progetto dello Scalo di Porta Romana si costruisce su un disegno che intende ricondurre ad un insieme unitario le relazioni con le diverse parti e con gli elementi esterni all’area: la città compatta ottocentesca a nord, gli assi radiali di Corso Lodi e Via Ripamonti a est e a ovest, la parte a sud dei grandi isolati produttivi dismessi o in via di dismissione e infine, le cascine del Parco agricolo Sud Milano. Il tracciato ferroviario (che attraversa l’area in superficie da est a ovest) e la stazione della Ferrovia passeggeri (disposta in prossimità della fermata della MM3 di Piazzale Lodi), nel confermare all’area il carattere di porta urbana e di luogo di transito e scambio con il territorio, costituiscono un elemento decisivo del disegno dello Scalo. Il progetto tende ad attribuire un ruolo di costruzione alla linea ferroviaria, qui utilizzata come limite dell’edificazione intermedia nella quale, contenuta in un tunnel, essa viene ricompresa. Nella parte dell’area prossima a Corso Lodi e al ponte sulla ferrovia, il progetto dispone un gruppo ordinato di sette torri di 60 m di altezza, e due torri gemelle che traguardano l’asse di viale Umbria: un addensamento che sottolinea il ruolo preminente del Corso, l’asse urbano principale per ruolo e per storia. Le torri collocate su Corso Lodi sono destinate a uffici nei piani inferiori e a residenze a quelli superiori; le tre torri più interne sono destinate interamente a residenza, mentre la coppia di torri è destinata esclusivamente a uffici. Il progetto attribuisce un ruolo decisivo al verde urbano, elemento che, costituisce il luogo collettivo per eccellenza del nuovo scalo. Un sistema di corridoi urbani a parco istituisce un sistema di verde continuo che, nel costituire un collegamento diretto (pedonale e ciclistico) tra lo Scalo e la campagna, lungo la zona a sud dello Scalo, danno luogo a percorsi la cui continuità è garantita dalla formazione di sottopassi in corrispondenza delle maggiori strade di traffico. La dimensione del corridoio verde e un sistema di edifici a corti aperte consente anche la formazione di brezze generate dalla differenza di temperatura tra la campagna e l’isola di calore urbana.

Milano scali ferroviari. Progetti per l'area di Porta Romana. Porta Romana: nuove forme insediative e riqualificazione dell'area dismessa

STABILE, MARCELLO;MONTESI, MATTEO;DA PONT, LUCA
2009/2010

Abstract

Il progetto dello Scalo di Porta Romana si costruisce su un disegno che intende ricondurre ad un insieme unitario le relazioni con le diverse parti e con gli elementi esterni all’area: la città compatta ottocentesca a nord, gli assi radiali di Corso Lodi e Via Ripamonti a est e a ovest, la parte a sud dei grandi isolati produttivi dismessi o in via di dismissione e infine, le cascine del Parco agricolo Sud Milano. Il tracciato ferroviario (che attraversa l’area in superficie da est a ovest) e la stazione della Ferrovia passeggeri (disposta in prossimità della fermata della MM3 di Piazzale Lodi), nel confermare all’area il carattere di porta urbana e di luogo di transito e scambio con il territorio, costituiscono un elemento decisivo del disegno dello Scalo. Il progetto tende ad attribuire un ruolo di costruzione alla linea ferroviaria, qui utilizzata come limite dell’edificazione intermedia nella quale, contenuta in un tunnel, essa viene ricompresa. Nella parte dell’area prossima a Corso Lodi e al ponte sulla ferrovia, il progetto dispone un gruppo ordinato di sette torri di 60 m di altezza, e due torri gemelle che traguardano l’asse di viale Umbria: un addensamento che sottolinea il ruolo preminente del Corso, l’asse urbano principale per ruolo e per storia. Le torri collocate su Corso Lodi sono destinate a uffici nei piani inferiori e a residenze a quelli superiori; le tre torri più interne sono destinate interamente a residenza, mentre la coppia di torri è destinata esclusivamente a uffici. Il progetto attribuisce un ruolo decisivo al verde urbano, elemento che, costituisce il luogo collettivo per eccellenza del nuovo scalo. Un sistema di corridoi urbani a parco istituisce un sistema di verde continuo che, nel costituire un collegamento diretto (pedonale e ciclistico) tra lo Scalo e la campagna, lungo la zona a sud dello Scalo, danno luogo a percorsi la cui continuità è garantita dalla formazione di sottopassi in corrispondenza delle maggiori strade di traffico. La dimensione del corridoio verde e un sistema di edifici a corti aperte consente anche la formazione di brezze generate dalla differenza di temperatura tra la campagna e l’isola di calore urbana.
ARC II - Facolta' di Architettura Civile
20-dic-2010
2009/2010
Tesi di laurea Magistrale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/20261