Amid the multifaceted complexities of contemporary cities, citizens seek places that foster belonging, proximity and creativity, intimate spaces in which they can recognize themselves as part of a community. In the Swiss context, this aspiration intersects with a pronounced tension. On one side, the collective built imagination portrays Switzerland as a land of efficiency, where work is both a right and a conquest. On the other, workers reveal a continuous search for moments of pleasure and leisure. To harness these contrasts, the research involves a deep investigation into the Swiss context, exploring the boundaries of efficiency and the possibility of a built space in tension with the spontaneity and intimacy of public and natural environments such as forests and waterways. From this perspective, a dual dimension emerges. The controlled formality of urban space contrasts with the intimacy of the natural world: city public built spaces, often austere and minimal, stand in stark opposition to the vitality of natural settings, which become privileged sites for leisure. Within this logic, fewer urban spaces can be defined as Leisure Islands, places we seek when in need of rest, inspiration and community. Every city finds its own intimate boundaries in different places, and throughout history new buildings and spaces dedicated to public leisure emerged, responding to new desires among its citizens. Contemporary cities face difficulties in the use of public built spaces: climate change enhances unbearable temperatures, resulting in the rise of private space as a place of gathering, making consumption a climatic necessity. Considering the infinite network of energy and resources underneath the city of Zurich, the focus turns to considering these resources for creating a new public desire. Moving beyond the realm of surface images and media, the focus turns to a projective reality that proposes three devices, defined as Machines for Pleasure, capable of creating a new public desire for built public spaces. Three areas are identified for a multitude of built elements, both permanent and temporary, conceived as supports for urban vitality. From this foundation, a new Landlust can take shape, reframing the Swiss urban condition not as a perfected system of efficiency, but as an infrastructure for collective pleasure and renewed public desire.

Tra le molteplici complessità delle città contemporanee, i cittadini cercano luoghi capaci di favorire appartenenza, prossimità e creatività, spazi intimi nei quali potersi riconoscere come parte di una comunità. Nel contesto svizzero, questa aspirazione si intreccia con una marcata tensione. Da un lato, l'immaginario collettivo costruito rappresenta la Svizzera come simbolo dell'efficienza, dove il lavoro è al tempo stesso un diritto e una conquista. Dall'altro, i lavoratori rivelano una continua ricerca di momenti di piacere e di tempo libero. Per valorizzare questi contrasti, la ricerca sviluppa un'indagine approfondita sul contesto svizzero, esplorando i limiti dell'etica del lavoro e la possibilità di uno spazio costruito in tensione con la spontaneità e l'intimità degli ambienti pubblici e naturali, come foreste e corsi d'acqua. Da questa prospettiva emerge una duplice dimensione. La formalità controllata dello spazio urbano si contrappone all'intimità del mondo naturale: gli spazi pubblici costruiti della città, spesso austeri e minimali, si pongono in netto contrasto con la vitalità degli ambienti naturali, che diventano luoghi privilegiati per il tempo libero. All'interno di questa logica, alcuni spazi urbani possono essere definiti come Leisure Islands, luoghi che ricerchiamo quando abbiamo bisogno di riposo, ispirazione e comunità. Ogni città trova i propri confini intimi in luoghi differenti e, nel corso della storia, nuovi edifici e spazi dedicati al tempo libero pubblico sono emersi per rispondere ai nuovi desideri dei cittadini. Le città contemporanee presentano difficoltà nell'utilizzo degli spazi pubblici costruiti: il cambiamento climatico accentua temperature insopportabili, determinando l'ascesa dello spazio privato come luogo di aggregazione e trasformando il consumo in una necessità climatica. Considerando l'infinita rete di energia e risorse sottostante la città di Zurigo, l'attenzione si sposta verso la possibilità di utilizzare tali risorse per creare un nuovo desiderio pubblico. Avvalendosi di immagini e vari media, l'attenzione si rivolge a una realtà progettuale che propone tre dispositivi, definiti Machines for Pleasure, capaci di generare un nuovo desiderio pubblico per gli spazi pubblici costruiti. Vengono individuate tre aree destinate a una moltitudine di elementi costruiti, sia permanenti sia temporanei, concepiti come supporti per la vitalità urbana. A partire da questa base, può prendere forma una nuova Landlust, capace di reinterpretare la condizione urbana svizzera non come un sistema efficiente, bensì come un'infrastruttura per il piacere collettivo e per un rinnovato desiderio.

Machines for pleasure: thermodynamics of urban leisure

Russo, Nicola
2025/2026

Abstract

Amid the multifaceted complexities of contemporary cities, citizens seek places that foster belonging, proximity and creativity, intimate spaces in which they can recognize themselves as part of a community. In the Swiss context, this aspiration intersects with a pronounced tension. On one side, the collective built imagination portrays Switzerland as a land of efficiency, where work is both a right and a conquest. On the other, workers reveal a continuous search for moments of pleasure and leisure. To harness these contrasts, the research involves a deep investigation into the Swiss context, exploring the boundaries of efficiency and the possibility of a built space in tension with the spontaneity and intimacy of public and natural environments such as forests and waterways. From this perspective, a dual dimension emerges. The controlled formality of urban space contrasts with the intimacy of the natural world: city public built spaces, often austere and minimal, stand in stark opposition to the vitality of natural settings, which become privileged sites for leisure. Within this logic, fewer urban spaces can be defined as Leisure Islands, places we seek when in need of rest, inspiration and community. Every city finds its own intimate boundaries in different places, and throughout history new buildings and spaces dedicated to public leisure emerged, responding to new desires among its citizens. Contemporary cities face difficulties in the use of public built spaces: climate change enhances unbearable temperatures, resulting in the rise of private space as a place of gathering, making consumption a climatic necessity. Considering the infinite network of energy and resources underneath the city of Zurich, the focus turns to considering these resources for creating a new public desire. Moving beyond the realm of surface images and media, the focus turns to a projective reality that proposes three devices, defined as Machines for Pleasure, capable of creating a new public desire for built public spaces. Three areas are identified for a multitude of built elements, both permanent and temporary, conceived as supports for urban vitality. From this foundation, a new Landlust can take shape, reframing the Swiss urban condition not as a perfected system of efficiency, but as an infrastructure for collective pleasure and renewed public desire.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2026
2025/2026
Tra le molteplici complessità delle città contemporanee, i cittadini cercano luoghi capaci di favorire appartenenza, prossimità e creatività, spazi intimi nei quali potersi riconoscere come parte di una comunità. Nel contesto svizzero, questa aspirazione si intreccia con una marcata tensione. Da un lato, l'immaginario collettivo costruito rappresenta la Svizzera come simbolo dell'efficienza, dove il lavoro è al tempo stesso un diritto e una conquista. Dall'altro, i lavoratori rivelano una continua ricerca di momenti di piacere e di tempo libero. Per valorizzare questi contrasti, la ricerca sviluppa un'indagine approfondita sul contesto svizzero, esplorando i limiti dell'etica del lavoro e la possibilità di uno spazio costruito in tensione con la spontaneità e l'intimità degli ambienti pubblici e naturali, come foreste e corsi d'acqua. Da questa prospettiva emerge una duplice dimensione. La formalità controllata dello spazio urbano si contrappone all'intimità del mondo naturale: gli spazi pubblici costruiti della città, spesso austeri e minimali, si pongono in netto contrasto con la vitalità degli ambienti naturali, che diventano luoghi privilegiati per il tempo libero. All'interno di questa logica, alcuni spazi urbani possono essere definiti come Leisure Islands, luoghi che ricerchiamo quando abbiamo bisogno di riposo, ispirazione e comunità. Ogni città trova i propri confini intimi in luoghi differenti e, nel corso della storia, nuovi edifici e spazi dedicati al tempo libero pubblico sono emersi per rispondere ai nuovi desideri dei cittadini. Le città contemporanee presentano difficoltà nell'utilizzo degli spazi pubblici costruiti: il cambiamento climatico accentua temperature insopportabili, determinando l'ascesa dello spazio privato come luogo di aggregazione e trasformando il consumo in una necessità climatica. Considerando l'infinita rete di energia e risorse sottostante la città di Zurigo, l'attenzione si sposta verso la possibilità di utilizzare tali risorse per creare un nuovo desiderio pubblico. Avvalendosi di immagini e vari media, l'attenzione si rivolge a una realtà progettuale che propone tre dispositivi, definiti Machines for Pleasure, capaci di generare un nuovo desiderio pubblico per gli spazi pubblici costruiti. Vengono individuate tre aree destinate a una moltitudine di elementi costruiti, sia permanenti sia temporanei, concepiti come supporti per la vitalità urbana. A partire da questa base, può prendere forma una nuova Landlust, capace di reinterpretare la condizione urbana svizzera non come un sistema efficiente, bensì come un'infrastruttura per il piacere collettivo e per un rinnovato desiderio.
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